Le opinioni, i racconti, le storie.
La storia che segue è quella di una mamma indiana, che grazie alla partecipazione a un gruppo di auto-aiuto ha potuto aprire un’attività, in cui oggi lavora anche il marito che era disoccupato.
E’ una delle donne beneficiarie dei progetti di Pangea, che grazie all'aiuto ricevuto hanno potuto cambiare la loro vita. Il sito dell’organizzazione riporta molte di queste storie di rinascita, in cui la vita di intere famiglie è potuta rinascere. Il programma Sostieni una mamma, attivo in India, Nepal e Afghanistan, si basa su una sorta di adozione a distanza: con un contributo di 300 Euro all’anno, vengono offerte alle madri opportunità di seguire dei corsi di alfabetizzazione e di educazione igienico-sanitaria, poi un corso professionale, in sartoria ad esempio, e successivamente l’accesso a un microcredito per raggiungere l’autonomia economica.
Paramma Valmiki ha 35 anni e abita a Kolur, nel distretto di Koppal, in India. E’ sposata e ha una famiglia molto numerosa: dal suo matrimonio sono nati cinque figli e sebbene Paramma sia analfabeta, il suo più grande desiderio è che i suoi bambini possano continuare a studiare perché sa che l’istruzione è lo strumento attraverso il quale potranno costruirsi un futuro migliore. “Ho sempre voluto che i miei figli studiassero – racconta - i più grandi sono già inseriti a scuola, uno nella prima classe e uno nella terza classe. I più piccoli vanno ancora all’asilo perché hanno 3 e 4 anni, e spero che tutti possano continuare a studiare. Lo spero anche per l’ultimo arrivato che ha solo un anno!”.
Purtroppo, qualche tempo fa, il marito di Paramma ha perso il lavoro e le difficoltà economiche sono diventate davvero drammatiche: mantenere una famiglia così numerosa era quasi impossibile. Non possedevano nulla, neanche un piccolo appezzamento di terra coltivabile con il quale sfamarsi.
È stato proprio in quel periodo che Paramma è venuta in contatto con Sampark, il partner di Pangea nel progetto a Koppal. Le operatrici l’hanno convinta a unirsi a uno dei gruppi di risparmio, il gruppo Durgadevi che riunisce altre 16 beneficiarie. “Anche se mi sono unita al gruppo più tardi rispetto alle altre, mi hanno accolta con grande amicizia e ho sentito che c’era una speranza per me e la mia famiglia per risolvere i nostri problemi economici”. Ogni beneficiaria che fa parte del gruppo risparmia 510 rupie (circa 7,50 Euro) che vengono fatte circolare all’interno del gruppo stesso e formano un fondo che può essere utilizzato per avviare piccole attività.
Paramma è davvero felice, perché grazie al gruppo ora ha potuto richiedere un prestito di 2000 rupie (circa 30 Euro) e ha aperto una piccola gelateria, nella quale lavora anche suo marito!
“La mia vita è davvero cambiata – racconta – partecipare alle attività del gruppo mi ha resa più sicura di me stessa: prendo molte decisioni da sola, e ho imparato non solo a gestire i miei risparmi nel modo migliore, ma anche a condurre un’attività in autonomia e nessuno potrà mai togliermi quello che ho imparato. Per questo sono ancora più convinta che i miei figli debbano continuare a studiare. Grazie a questo progetto anche il mio piccolino di un anno avrà un futuro più sicuro”.
Paramma ha partorito i primi quattro figli in casa, con tutti i rischi perché non sapeva quanto fosse importante essere seguita da un medico e non aveva neppure i mezzi per potersi recare all’ospedale. Ma mentre aspettava il quinto bambino, le altre beneficiarie e lo staff del progetto l’hanno accompagnata all’ospedale più vicino dove ha potuto fare le visite di controllo necessarie in gravidanza ed essere adeguatamente assistita al momento del parto.
Non solo: ha fatto vaccinare i bambini che ora vanno all'asilo, perchè ha capito quanto sia importante che la loro salute sia protetta nel modo corretto e ora, grazie alle informazioni preziose ricevute dalle operatrici, è a conoscenza di tutti i programmi governativi a sostegno della salute delle mamme e dei bambini.