Commissione Regionale di Pari Opportunità

In quest'area del sito trovi informazioni sull'istituzione attiva in Piemonte dal 1986 per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e la diffusione di una cultura di genere. È inoltre disponibile un archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della CRPO


Consigliera di Parità Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Ti sposo entro l’anno. Le nozze tra due donne davanti al sindaco di Torino

25 maggio 2010

 

 
 
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere...

(Francesco De Gregori)

Ti sposo entro l’anno è un document(ari)o-testimonianza di Cristi Amione, première mondiale lo scorso 21 aprile al 25mo Torino GLBT Film Festival.
E’ la storia, e insieme una testimonianza a più voci, della lotta di una coppia di donne per il diritto al matrimonio civile fra persone dello stesso sesso.
Questa è la loro storia, in parte ripresa dal blog
Liberostile di Silvia Berruto.

Antonella, ricorda Debora, è arrivata una mattina, mi ha guardato e mi ha detto: “Sai … io ti sposerei e tu mi sposeresti?
“Eh sì che ti sposerei” le ho detto.
Antonella incalza. “Che cavolo voleva dire io ti sposerei. Era un nome, uno slogan, un manifesto … un non so che … Anzi sai cosa ti dico: Bene… io ti sposerò entro l’anno!
A giugno 2009, una sentenza del tribunale ordinario ha riconosciuto la correttezza del rifiuto delle pubblicazioni perché la legge italiana non prevede la possibilità per le persone omosessuali di sposarsi.
E’ un documento impressionante da leggere perché c’è scritto: “La cittadina Antonella d’Annibale chiede di unirsi in matrimonio con la cittadina Debora Galbiati Ventrella dello stesso sesso. La cosa non è possibile perché non è prevista dalla legge”. Una lettera di diniego. “Era la dichiarazione della discriminazione” conclude Antonella. A quel punto noi abbiamo detto: non stiamo ferme!...arrabbiate anche per il fatto di dover pagare le spese processuali: “cosa inusuale che non è capitata in nessun altro comune d’Italia” afferma Antonella e rinforza “In un contesto di bagarre intorno a quello che poteva voler dire la legge sulle unioni civili simile al PACS, chiedere il matrimonio era la richiesta basilare, minima, di pari diritti”.
Antonella e Debora il 20 novembre 2009 sono andate dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, con una lettera, scritta a mano, di grande intensità e di rara bellezza.
“Siamo due donne torinesi che si amano e che da otto anni compongono un nucleo familiare condividendo la gioia e la bellezza dell’amarsi.
Il nostro amore è grande ed è già tanto per noi.
[...]
Vogliamo sposarci. Vogliamo diritti sanciti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana. vogliamo che sia possibile, per chi lo sceglie, costruirsi una famiglia, vogliamo dunque sia abbattuta ogni discriminazione. Noi Le chiediamo, caro Sindaco, di essere d’esempio compiendo un’azione politica e culturale, che ci avvii verso il nuovo.
[...]
Ci sposi subito!
[...]
Lo faccia per la sua città, lo faccia per il suo paese che ha bisogno di respirare sempre di più aria di accoglienza, di rispetto, di amore.
Ecco la preghiamo, lo faccia per amore,
Le saremo per sempre grate.”

Debora e Antonella hanno riflettuto molto sul matrimonio domandandosi “Ma siamo sicure? Il matrimonio, un istituto patriarcale, che è stato un emblema e un luogo di repressioni per molte donne … e che è stato oggetto della nostra riflessione e anche della nostra storia politica?”
Antonella dirà poi che “La cosa difficile non è organizzare lo sposalizio, non è organizzare una battaglia per ottenere per ottenere il matrimonio per le persone omosessuali. E’ farli coincidere: nello stesso momento.”

Il 21 novembre il sindaco di Torino ha ricevuto Antonella e Debora, le ha ascoltate, ha spiegato loro che la legge non può essere violata. Ma a differenza di altri, non si è limitato al rammarico, ma ha assunto l’iniziativa di presenziare comunque alla cerimonia, sia pure in un luogo non istituzionale, e ha dato a questo gesto il valore politico e simbolico di un’affermazione di diritti: “Credo sia giusto che persone dello stesso sesso che nutrono affetto, amore, tra loro, possano regolare i loro diritti”.
Così il 27 febbraio 2010, Sergio Chiamparino, anche lui commosso pur in un clima di festa, ha celebrato queste nozze prive di valore legale, ma importanti per tante donne e uomini che si trovano nelle stesse condizioni di cittadini a metà. “Sono qui per mettere un sigillo simbolico su questa unione. Questo è un momento che manda un messaggio forte di felicità e di sofferenza. Di felicità perchè è evidente che vi amate tanto, di sofferenza perchè non vi è possibile riconoscere pienamente questo vostro amore”.

In sottofondo le parole della canzone di De Gregori: “Nessuno si senta offeso …”