23 febbraio 2010
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Settant’anni dentro il perimetro della Piccola Casa della Divina Provvidenza ma non certo fuori dal mondo.
Domenica Sainaghi, che il 16 dicembre 2009 ha compiuto 100 anni ed è stata festeggiata dai nipoti e dalla grande famiglia cottolenghina, per sessant’anni è stata l’amministratore delegato della Piccola Casa fondata nel 1832 dal sacerdote Giuseppe Cottolengo per accogliere ed assistere gli ammalati, i mendicanti e gli emarginati. Suor Domenica, entrata al Cottolengo il 25 maggio 1930, dopo una breve esperienza in corsia accanto ai malati, fu destinata per ragioni di salute all’ufficio amministrativo, in cui è rimasta per una vita, accompagnando ben dieci direttori.Padre Aldo Sarotto, attuale direttore della Piccola Casa, si è ancora avvalso della sua collaborazione e a dicembre 2009 l’ha festeggiata a Casa Betania, la comunità cottolenghina dove la religiosa vive da sempre. Suor Domenica ha accumulato nel tempo infiniti ricordi, soprattutto quelli degli anni difficili della guerra e del bombardamento del 13 luglio 1943. Le bombe uccisero istantaneamente settanta persone e ne ferirono moltissime altre.
Allora era direttore generale padre Talenti, religioso cui suor Domenica ha sempre guardato come ad un maestro. "Si ricordi che in questo ufficio arriverà di tutto, perciò prudenza, prudenza, prudenza!", le aveva raccomandato, e lei si è sempre mantenuta fedele a quell’insegnamento.
Dopo il bombardamento, solo i malati intrasportabili rimasero a Torino, gli altri furono sfollati in vari istituti. Suor Domenica girava per la campagna insieme a Felice, un ospite della Piccola Casa, in cerca di cibo. Anche questo era compito dell’ufficio amministrativo. In altre epoche, poi, al Cottolengo erano ricoverati i bambini: Suor Domenica passava in cucina con la speranza di portare loro qualche mela... Nel tempo la religiosa ha visto l’organizzazione della Piccola Casa trasformarsi. L’avvento del welfare ha imposto di cambiare gli indirizzi assistenziali. Ma suor Domenica è sempre stata al passo con i tempi, sempre indaffarata e pronta a capire. E senza dire mai una parola di troppo.