04 marzo 2008
Quante donne sanno perché la Festa della Donna e la Giornata Internazionale proclamata dall’Onu nel 1975 cadono l’8 marzo? Meno di quanto si immagini. Un fatto storico? Forse. Ma spesso nebbia totale sia su quanto accaduto, sia sulle date, sia sul luogo. Senza contare che i libri di storia non è detto che lo spieghino. Basandosi su queste osservazioni, emerse da un corso di formazione rivolto alle donne, il genovese Mirco Volpedo, autore, editore, organizzatore culturale e libraio, ha deciso di scrivere una breve ricerca sull’argomento. 8 Marzo, della Erga edizioni, è un testo agile (32 pagine appena) ed economico (5 euro) che, facendo riferimento a documenti storici precisi, si propone di rispondere a due domande: perché è stato scelto l’8 marzo per celebrare la Giornata Internazionale della Donne e perché se ne sa così poco, mentre altre vicende relative al movimento dei lavoratori sono conosciute e ampiamente studiate a scuola?
Le origini della festività risalgono infatti secondo alcune interpretazioni al 1910, quando la data venne proposta nel corso della II Conferenza dell’Internazionale Socialista a Copenaghen. L’8 marzo 1917, inoltre, le operaie di Pietroburgo, in Russia, nell’ambito della “rivoluzione di febbraio”, manifestarono contro la guerra e la mancanza di cibo. Ma il richiamo storico di maggior impatto è un grave fatto di cronaca avvenuto negli Stati Uniti. Nel 1908, a New York le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco. Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo. Non è un caso che la prima Giornata Nazionale delle Donne sia stata festeggiata negli Stati Uniti il 28 febbraio 1909, su decisione del partito socialista proprio in ricordo della tragedia dell’anno precedente.
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