Commissione Regionale di Pari Opportunitā

In quest'area del sito trovi informazioni sull'istituzione attiva in Piemonte dal 1986 per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e la diffusione di una cultura di genere. È inoltre disponibile un archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della CRPO


Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Parole di genere

Ciò che non si dice non esiste. Il pregiudizio si annida spesso nel linguaggio. La discriminazione, prima che sostanziale, può essere linguistica. Per questi motivi, e per evitare che distorsioni e stereotipi propri del senso comune abbiano un’influenza sulle parole che usiamo, è necessario definire le cose col loro nome, che è sempre declinato anche rispetto al genere.

Per questo, lo sviluppo delle tematiche legate alle pari opportunità e al pensiero della differenza ha richiesto la creazione di una terminologia specifica, che lentamente e faticosamente si è diffusa anche in ambito normativo, politico e universitario.
L’uso di questa terminologia, formatasi negli ultimi trenta anni, è in costante evoluzione fa riferimento a diversi filoni di pensiero filosofici o sociologici, a loro volta in continuo divenire.
Poiché il linguaggio e la realtà cambiano di pari passo e si influenzano reciprocamente, è importante conoscere le parole che esprimono i cambiamenti in atto dal punto di vista della parità e del riconoscimento della differenza.

Da questa esigenza è nato un vero lessico della differenza – non a caso questo è il titolo del Glossario promosso da Regione Piemonte e Commissione Regionale per la Realizzazione delle Pari Opportunità Uomo-Donna.

Il Glossario Lessico della differenza, a cura di Aida Ribero, Centro studi e documentazione pensiero femminile, contiene 51 voci in ordine alfabetico che definiscono alcuni concetti-chiave inerenti alle tematiche di genere.
Come si legge nell’introduzione, il glossario “intende sintetizzare una serie di ‘voci’ relative al pensiero della differenza, in modo semplice e chiaro, ma affidabile scientificamente, sia nell’esposizione che nei contenuti. Inoltre, ha lo scopo di rendere fruibile la terminologia di genere alle giovani e ai giovani che affrontano tesi di laurea su questi temi, nonché alle nuove generazioni che intendono operare nell’ambito dei progetti sulle pari opportunità e di una società che si prefigge una democrazia sempre più equa e solidale”.
Uno strumento d’informazione, consultazione e lavoro, insomma, che dalla sua pubblicazione è stato distribuito gratuitamente dalla Commissione presso la sua sede in via Magenta 12 a Torino. Ora è anche possibile scaricare una copia integrale del testo.

Glossario – Lessico della differenza (PDF, 1,28 MB)
La copertina del Glossario (PDF, 440 KB)

Di seguito potete consultare una selezione, naturalmente parziale e arbitraria, di alcune tra le più importanti parole di genere.

Le parole di genere: pari opportunità

Quando si parla di linguaggio di genere, però, si fa riferimento anche a scelte grammaticali e lessicali di parole già esistenti, nel linguaggio di tutti i giorni. Perché la discriminazione viene veicolata anche dal linguaggio e dalle rappresentazioni sociali, soprattutto attraverso la falsa neutralità, l'utilizzo nella lingua italiana del genere maschile come universale, e il conseguente l'occultamento delle differenze.
In occasione della Fiera dei Diritti e delle Pari Opportunità tenuta a Torino nell’ottobre 2007, è stato presentato il Codice etico [PDF, 160 KB] di cui si è dotata CR&M, la rivista mensile dell'economia responsabile, presente anche on line
come portale CR@M, per indurre gli operatori dell’informazione a evidenziare e superare le principali forme di discriminazione veicolate dal linguaggio e dalle rappresentazioni sociali, attraverso la falsa neutralità e gli stereotipi culturali. Come ha spiegato uno dei redattori del giornale, Mariangela Fusco, l'intento vuole essere "sperimentare una serie di linee guida, una sorta di modello che possa magari diventare replicabile ed esportabile".

Perché la lingua italiana può, attraverso il rispetto dell'utilizzo del genere, contribuire a scalfire una cultura che legge il femminile come accessorio. È questo il parere di Cecilia Robustelli, associata di Linguistica Italiana all'Università di Modena e Reggio e promotrice, nel 2007, di una Proposta per un uso della lingua italiana rispettoso dell'identità di genere.
La tesi è semplice: a fronte di un'ascesa in ruoli, carriere, professioni e visibilità delle donne non esiste un'adeguata trasformazione della lingua che l'accompagni, si continua a privilegiare l'uso del genere maschile attribuendogli una falsa neutralità dal punto di vista grammaticale. L'oscuramento linguistico della figura professionale e istituzionale femminile ha come conseguenza la sua non-comunicazione e, in sostanza, la sua "negazione". Il paese è in ritardo anche su questo. Mentre in altri stati europei come Francia e Germania, in ambito istituzionale la declinazione delle cariche al femminile (sindaca, ministra, assessora, cancelliera) è già oggetto di esplicito pronunciamento ufficiale, in Italia si muovono i primi timidi passi e si lascia l'iniziativa a singole individualità istituzionali.

Approfondimenti:
Presentazione del glossario “100 parole per la parità”, redatto dalla Commissione europea
Il glossario “100 parole per la libertà”, redatto dalla Commissione europea
Il glossario di termini sulla parità tra gli uomini e le donne di Confartigianato DonneImpresa [PDF, 53 KB]
Mainstreaming: Glossario di genere
Un glossario per comprendere e spiegare il significato di “genere”: per cambiare, in meglio, il futuro di tutti

Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana tratte da Il sessimo nella lingua italiana, Commissione nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna (a cura di Alma Sabatini), Istituto poligrafico e zecca dello Stato, Roma, 1987[PDF, 1.5MB]
Ciò che non si dice, non esiste
L'oscuramento linguistico della figura professionale e istituzionale femminile ha come conseguenza la sua non-comunicazione e, in sostanza, la sua “negazione”, intervista a Cecilia Robustelli pubblicata su Noi donne il 15 gennaio 2008

Letture:
La legislazione sulle donne tra parità e differenziazione: azioni positive e quote elettorali, Elisabetta Palici Di Suni, Università degli studi di Torino, 2000
Il genere femminile nell'italiano di oggi: norme e uso / The Feminine Gender in Today's Italian: Rules and Use, C. Robustelli, Bruxelles, 2007
Lingua ed Identità di genere, in Vademecum Polite, C. Robustelli, Associazione Italiana Editori, Torino, 2001
Lingua e identità di genere, C. Robustelli, in Saperi e libertà (a cura di E. Serravalle), Progetto Polite, Associazione Italiana Editori, Milano, 2000