Commissione Regionale di Pari Opportunitā

In quest'area del sito trovi informazioni sull'istituzione attiva in Piemonte dal 1986 per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e la diffusione di una cultura di genere. È inoltre disponibile un archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della CRPO


Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Organismi europei e internazionali

Ti trovi nella sezione Istituzioni e organismi di parità e pari opportunità.



Commissione per i Diritti della Donna e l'Eguaglianza di genere del Parlamento Europeo

Istituita nel 1984, è una delle venti commissioni permanenti in cui si articola l’attività del Parlamento, che svolgono la prima parte dell’iter di approvazione delle leggi ed esercitano autonomamente funzioni di indagine e di proposta. Indicata con la sigla FEMM, il suo campo di intervento abbraccia quasi tutte le politiche comunitarie. Inoltre, il suo parere è richiesto da altre commissioni ogni volta si tratti di argomenti attinenti la vita delle donne.
Composta da 32 componenti effettivi e 23 supplenti, è attualmente
presieduta dalla svedese Eva-Britt Svensson, eletta all’unanimità il 16 luglio 2009.
Ne fanno parte le
deputate italiane Barbara Matera (vicepresidente), Silvia Costa (effettiva), Roberta Angelilli (supplente).
 
 
 
 

 

 

Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere

Istituito nel dicembre 2006 e operativo di fatto dal 2009, con sede a Vilnius (Lituania), è un organismo di supporto tecnico alle istituzioni dell’Unione Europea, con l’obiettivo di sostenere e rafforzare la promozione dell'uguaglianza di genere, compresa l'integrazione di genere in tutte le politiche comunitarie e nazionali, la lotta contro le discriminazioni fondate sul sesso, e sensibilizzare i cittadini dell'UE in materia di uguaglianza tra uomo e donna.
Comprende un Consiglio di Amministrazione, composto da 18 rappresentanti dei paesi membri, oggi presieduto dalla tedesca Eva Welskop-Deffaa, e un Forum di esperti, di cui fa parte l’italiana Mariateresa Poli.
 
 
 
Sito web (in inglese)

 



Direzione generale Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza

Struttura operativa della Commissione Europea, ha tra i propri compiti la promozione dell'uguaglianza di genere nella legislazione, nei programmi e nelle decisioni degli organi dell’Unione, in attuazione dei Trattati europei e delle normative che stabiliscono i principi della parità tra uomo e donna, della lotta alle discriminazioni, del mainstreaming di genere come fondamento delle politiche comunitarie
Commissario responsabile: Viviane Reding (Lussemburgo)

Sito web

Sito web di Viviane Reding (in inglese)

 


 

Direzione Generale per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa

Questa struttura comprende al suo interno un Comitato di Pilotaggio per l'Uguaglianza di Genere (CDEG - Steering Committee for Equality between Women and Men), composto da responsabili governativi e alte personalità nominate dagli Stati membri, con il compito di proporre misure giuridiche e strumenti operativi agli organismi del Consiglio e alle autorità nazionali.
Rappresentante dell'Italia nel Comitato è attualmente il Dott. Michele Palma, Dirigente del Servizio Affari Internazionali e Politiche Comunitarie del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità.


eMail [dghl.equality@coe.int]

Sito web (in inglese)

 

 


 

Commissione sulla Condizione della Donna (CSW)

 

La Commission on the Status of Women è stata istituita nel 1946 all’interno del Consiglio Economico e Sociale dell’ONU (ECOSOC), come principale strumento di proposta politica globale sui temi della parità di genere e del progresso della condizione femminile nel mondo.
La Commissione è composta da 45 membri eletti dal Consiglio Economico e Sociale, secondo criteri di rappresentanza delle zone geografiche del mondo, per un mandato quadriennale; per il periodo 2009-2013 ne fa parte l’Italia, che nel biennio 2009-2011 fa parte anche del Consiglio di presidenza. La CSW tiene una sessione all’anno, di due settimane, a New York nel mese di marzo. Al termine di ogni sessione la Commissione adotta conclusioni condivise oppure risoluzioni votate a maggioranza.
Il suo mandato è la promozione dei diritti delle donne in ambito politico, economico, civile, sociale e scolastico, ed è stato ampliato in seguito alla
Conferenza di Pechino del 1995 e all'Outcome Document della 23ma sessione speciale dell'Assemblea Generale del 2000, per inserire la prospettiva di genere in tutte le attività delle Nazioni Unite e monitorare la sua attuazione nelle varie parti del mondo.
I temi prioritari per il periodo 2007–2009 sono stati:
· l'eliminazione di ogni forma di violenza nei confronti delle donne e delle bambine;
· il finanziamento per il raggiungimento dell'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne;
· l’equa suddivisione delle responsabilità di cura tra uomo e donna.
Il programma di lavoro approvato nella sessione del 2009, prevede i seguenti temi chiave per i cinque anni successivi:
· la verifica dell’implementazione della Piattaforma di Pechino e la definizione di una prospettiva di genere per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio;
· l’accesso delle ragazze all’istruzione e alla tecnologia;
· l’empowerment delle donne rurali e il loro ruolo nella lotta alla povertà;
· l’eliminazione della violenza di genere;
· sfide e risultati in rapporto agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per donne e ragazze.

Sito web (in inglese)



Comitato per l'Eliminazione delle Discriminazioni contro le Donne (CEDAW)

Istituito dalla Convenzione sull'Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione contro le Donne [PDF,51KB] adottata dall'Assemblea Generale nel 1979 ed entrata in vigore nel 1981, il Comitato, composto da 23 esperti di tutto il mondo, funziona come un sistema di vigilanza finalizzato all'esame dell'applicazione della stessa da parte degli Stati che l'hanno ratificata o che ad essa hanno aderito. La Convenzione definisce discriminazione contro le donne qualsiasi distinzione, esclusione o restrizione basata sul genere e fornisce un'agenda per farvi fronte a livello degli Stati nazionali. I 185 Stati membri sono tenuti a redigere rapporti nazionali almeno ogni quattro anni riguardo alla sua implementazione.


Sito web (in inglese)

 

 

 

Organizzazione delle Nazioni Unite - UN Women

 

 
 

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i diritti delle donne (United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women) è stata costituita il 1 luglio 2010, sostenuta da una campagna internazionale di organizzazioni non profit, per rendere più efficiente e incisiva l’azione dell’ONU per promuovere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile nel mondo. E' divenuta pienamente operativa il 1 gennaio 2011.
UN Women nasce dalla fusione di quattro precedenti organismi delle Nazioni Unite: UNIFEM – Fondo di sviluppo Onu per le donne , DAW – Divisione per il progresso della Donna, INSTRAW – Istituto di Ricerca Internazionale e Formazione per il progresso femminile e OSAGI – Ufficio del consigliere speciale per il segretario generale dell’Onu sulle questioni di genere e sul progresso femminile.

I compiti principali della nuova agenzia sono i seguenti:

· fornire supporto agli organi intergovernativi, in primo luogo la Commissione sulla Condizione della Donna (CSW) per la formulazione di politiche, standard globali e normative;
· aiutare gli Stati membri a raggiungere questi standard, mettendo a disposizione adeguate strutture di supporto tecnico e finanziario ai paesi che ne fanno richiesta, e favorendo la collaborazione con la società civile;
· rendere il sistema delle Nazioni Unite in grado di rendere conto dei propri impegni in materia di parità di genere e di compiere un monitoraggio regolare dei progressi compiuti a livello di sistema.

 

E’ diretta dall’ex Presidente del Cile Michelle Bachelet, nominata Sottosegretario Generale e Direttrice Esecutiva dal Segretario Generale Ban Ki-moon. La sua governance è costituita da un Comitato Esecutivo composto da 41 rappresentanti delle varie zone geografiche del mondo, a rotazione, in carica per 2 anni. Il primo comitato, eletto il 10 novembre 2010, di cui fa parte anche l’Italia, è presieduto per il 2011 dalla nigeriana U. Joy Ogwu.

L’agenzia concentra il proprio lavoro su alcune aree prioritarie, fondamentali per raggiungere l'eguaglianza di genere e garantire il progresso a tutti i livelli:

- contrasto alla violenza di genere;
- prevenzione di HIV e AIDS, di cui le donne sono vittima a causa delle dsicriminaizoni e violenze, come l’impossibilità di rifiutare rapporti sessuali indesiderati o non protetti;
- protezione delle donne nelle situazioni di conflitto e loro coinvolgimento nei processi di pace;
- misure per favorire la partecipazione femminile alle decisioni e l’accesso alla leadership;
- empowerment economico, mediante la rimozione di barriere come l’accesso limitato alla proprietà terriera e ai finanziamenti
- declinazione dell’uguaglianza di genere nei bilanci pubblici (Gender-Responsive Budgeting)
- obiettivi di Sviluppo del Millennio, sottoscritti nel 2000 da tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite, di cui il terzo riguarda l'uguaglianza di genere.

Per la diffusione di questi temi, la sensibilizzazione e la raccolta di fondi, è sostenuto da 18 Comitati Nazionali, tra cui quello italiano che ha sede a Torino.

 

 

Sito web di UN Women (in inglese)
Sito web del Comitato UN Women Italia

 

 

Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) – Dipartimento Genere, Uguaglianza e Sviluppo rurale La Gender, Equity and Rural Employment Division (ESW) supporta le iniziative della FAO per il benessere della popolazione rurale e stimola programmi e politiche locali sensibili al genere e all’inclusione sociale, basandosi sul riconoscimento che la disuguaglianza di genere aggrava l’insicurezza alimentare, la malnutrizione e la povertà. La FAO ha assunto come obiettivo strategico l'uguaglianza di genere nell’accesso alle risorse, ai beni, ai servizi e ai processi decisionali.

Sito web (in inglese)

Sito web della FAO in italiano



 

 

Ultimo aggiornamento ( 02 marzo 2011 )