![]() Le donne sono più colpite dalla grave crisi economica in atto? Il quadro appare sicuramente a tinte fosche, ma la crisi può anche produrre quelli che al senso comune possono suonare come paradossi.
Ad esempio, rimescolare le opportunità e ridisegnare la divisione del lavoro. Dati, luce e ombre dell’occupazione femminile. |
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Meglio del passato, ma ancora peggio che nel resto d’Europa. Nonostante il successo personale di alcune candidate, le donne restano meno di un quarto della delegazione italiana al Parlamento europeo. |
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La Consulta Femminile del Lazio chiede un intervento della Commissione di Vigilanza sulla Rai per garantire pari opportunità nell’informazione politica. Il presidente Zavoli riconosce il problema. Ma fino ad ora nulla è cambiato. |
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Nonostante l’aumento degli investimenti in istruzione e servizi per le famiglie, sembre più lontano in Piemonte l’obiettivo del 60% dell’occupazione femminile entro il 2010, stabilito dall’Unione europea. Lo rileva il Secondo Rapporto sulla Condizione femminile in Piemonte. |
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La seconda edizione del bilancio di genere della Regione Piemonte riconosce i passi in avanti, ma indica una serie di azioni su strategie e programmazione per contrastare la segregazione lavorativa delle donne puntando su settori ancora mascolinizzati come ricerca, innovazione e high tech.
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Il programma di screening dei tumori della mammella e del collo dell’utero è attivo in Piemonte da un decennio. Millecinquecento casi scoperti e curati nel 2007, molte vite salvate. Oltre 600.000 le donne coinvolte ogni anno, ma solo la metà si sottopone ai test. |
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Troppo poche donne nelle missioni di pace: ancora inattuate le risoluzioni delle Nazioni Unite sull’apporto femminile al superamento dei conflitti e sulla condanna degli stupri di guerra. Una giornata mondiale per ricordare che senza la partecipazione femminile i processi di pace non decollano. |
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Se noi riusciremo, con le nostre parole, a rompere silenzi storici, liberando noi stesse dai nostri problemi, questo sarà già un nuovo modo di agire. In che modo ascoltiamo? Come possiamo aiutare un’altra donna a rompere il suo silenzio? (….) Non è facile pensare femminilmente in un mondo maschile, nel mondo della competizione. Pensare come donne (…) significa ricordare che ogni intelletto abita in un corpo; significa conservare la responsabilità dei corpi femminili in cui viviamo; e la verifica costante delle ipotesi con le esperienze vissute. Significa una costante critica del linguaggio. E significa la cosa forse più difficile di tutte: cercare nell’arte e nella letteratura, nelle scienze sociali e in ogni descrizione che ci è stata offerta del mondo, i silenzi, le assenze, l’inesprimibile, il taciuto, il non catalogato, perché è lì che troveremo la vera cultura delle donne. Rompendo quei silenzi, chiamandoci per nome, scoprendo le realtà nascoste, incominceremo a tracciare i contorni di una realtà che risuonerà per noi, che sarà testimone del nostro essere: vale a dire, iniziare ad assumerci il peso delle nostre esistenze.
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Un seminario per portare avanti un importante progetto internazionale di aiuto alle donne nigeriane vittime del traffico di esseri umani e della prostituzione forzata e per migliorare le procedure di concessione dei visti per le ragazze bisognose di assistenza in Italia.
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Competenze, fragilità, punti di forza: Mestieri allo Specchio è un dibattito promosso da CNA Impresa Donna, l’organizzazione delle imprenditrici artigiane, dal sottotitolo Lei, lui e il lavoro. Confronti di genere tra differenze e affinità.Cinque coppie professionali create ad hoc, in cinque mestieri diversi, racconteranno il loro modo di confrontarsi sul mercato, mettendo in evidenza le differenti difficoltà che ogni giorno in quanto donne e in quanto uomini devono affrontare nella gestione del proprio lavoro, della famiglia, del tempo libero. |
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Un’occasione per vedere un film raro e affascinante: Paris was a woman girato nel 1995 da Greta Schiller e Andrea Weiss.
Si tratta di un documentario sulla comunità di scrittrici, artiste, fotografe ed editrici vissute sulla rive gauche parigina all’inizio del Novecento. Sono le scrittrici Colette, Natalie Clifford Barney, Djiuna Barnes e Gertrude Stein, le pittrici Romaine Brook e Marie Laurencin, le fotografe Berenice Habbot e Gisèle Freud, le editrici Sylvia Beach e Adreienne Monnier, la giornalista Janet Flanner. |
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Il ciclo di seminari interdisciplinari del CIRSDe-Centro Interdipartimentale di Ricerche e Studi sulle Donne in corso dal 7 maggio si concluderà con il racconto di un progetto sperimentale di conciliazione nel settore della formazione professionale.
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