Le opportunità e le misure di sostegno esistenti per le imprese femminili
I comitati per l’imprenditoria femminile
I Comitati provinciali per l’imprenditoria femminile sono istituiti presso le Camere di Commercio e nascono dall'applicazione del Protocollo d’intesa siglato nel maggio 1999 tra il Ministero dell’Industria e Unioncamere Italiana.
I Comitati, composti da rappresentanti del Consiglio camerale e delle Associazioni di categoria e sindacali impegnate nella promozione delle pari opportunità, sono nominati dalla Giunta camerale e durano in carica tre anni.
Hanno il compito di proporre suggerimenti nell'ambito della programmazione delle attività e di partecipare a quelle che riguardano lo sviluppo e la qualificazione della presenza delle donne nel mondo dell'imprenditoria, e di promuovere indagini conoscitive per individuare gli ostacoli che le donne incontrano nell'accesso al mondo del lavoro.
Tra gli altri obiettivi, la promozione di iniziative per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile, anche tramite specifiche attività di formazione, e l'individuazione di strumenti idonei per attivare collaborazioni con gli enti pubblici e privati che svolgono attività di sostegno all'imprenditoria femminile sul territorio.
L'Ufficio Promozione di Unioncamere Piemonte si occupa del coordinamento a livello7 regionale degli otto Comitati che sono stati istituiti presso ogni Camera di commercio piemontese.
Il sito web di Unioncamere
I Comitati del Piemonte
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Fondo di garanzia per l’accesso al credito
L’ accesso al credito rappresenta l’ostacolo più gravoso per un imprenditore e soprattutto per una imprenditrice.
A fronte di tale evidenza la Regione Piemonte si è dotata nel 2004 di un Fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito dell’imprenditoria femminile, soprattutto per le imprese che non hanno alcun appoggio creditizio, né familiare, né personale. Il Fondo è gestito dalla Finpiemonte S.p.A.
Destinatarie sono le piccole imprese femminili e giovanili con almeno 12 mesi di attività.
L'agevolazione si sostanzia nella concessione di un finanziamento bancario a condizioni di particolare favore, erogato da un Istituto di credito convenzionato con Finpiemonte, che sarà garantito per l’80% dell’ammontare totale dal Fondo di garanzia a costo zero.
Il Fondo opera come garanzia “sostitutiva”, per cui la banca non potrà richiedere ulteriori garanzie al soggetto beneficiario.
Il limite massimo di finanziamento è pari a Euro 40.000, il limite minimo a Euro 5.000.
Il prestito deve essere rimborsato, a rate trimestrali, all’Istituto di credito nel termine massimo di 48 mesi per i finanziamenti di importo pari od inferiore ad euro 20.000 e nel termine massimo di 72 mesi per i finanziamenti di importo pari od inferiore al tetto massimo di finanziamento di euro 40.000.
Il prestito può essere utilizzato per far fronte a problemi contingenti di liquidità nell’affrontare spese considerate necessarie per il mantenimento dell’impresa (ad esempio acquisizione di investimenti, ristrutturazione dei locali, attivazione di impianti, spese in conto gestione, spese per materie prime, semilavorati, prodotti finiti, locazioni, formazione del personale e prestazione di servizi) o per spese generali. La concessione delle garanzie è subordinata all’esame delle richieste, con allegate documentazioni, da parte di un Comitato tecnico, costituito da rappresentanti della Regione Piemonte e della Finpiemonte.
Un ulteriore Fondo di garanzia per il microcredito è stato istituito dalla Regione Piemonte a dicembre 2009, a favore di soggetti che non sono in grado di realizzare le loro idee imprenditoriali o i loro progetti autoimpiego perché non dispongono di capacità di garanzia propria e non sono comunque in grado di far ricorso autonomamente al credito bancario ordinario, i cosiddetti soggetti non bancabili. Il fondo gestito da Finpiemonte, è operativo dalla fine del 2010.
Il Fondo di garanzia per l’accesso al credito della Regione Piemonte
Il Fondo di garanzia per il microcredito
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Servizi di assistenza e consulenza alle piccole imprese femminili a rischio di continuità
Ogni anno alcune decine di migliaia di persone che avviano una impresa, e fra esse molte donne, devono fare i conti con una situazione di crisi imprevista, che può portare a una fine traumatica dell’attività, e spesso a conseguenze pesanti dal punto di vista patrimoniale e personale.
Quando un’azienda va in crisi, entra in un tunnel oscuro spesso senza ritorno nel quale le dominanti sono le seguenti:
- diminuisce la percezione reale dei problemi: l’imprenditrice è comunque convinta di potercela fare, “è solo questione di tempo e di un “buon affare” che certamente verrà a risolvere i problemi”, ed è portata a sottovalutare i pericoli che incombono;
- diminuisce la sua capacità di valutare le opportunità “vere”, sia in termini finanziari (l’imprenditrice tende ad affidarsi a ulteriori linee di credito, spesso rischiose), sia in termini di mercato (coglie difficilmente nuove linee di business)
- ha difficoltà a rappresentare i suoi problemi all’esterno (una impresa in difficoltà diventa immediatamente un soggetto “a rischio” per clienti e fornitori), deve continuare ad “apparire” senza problemi: cresce la solitudine dell’imprenditrice;
- le banche, appena hanno sentore dei problemi, voltano le spalle esponendo l’impresa a pericolose avventure nel terreno dell’usura.
In questa situazione il rischio di un avvitamento progressivo su se stesse è reale e spesso diventa la reale dimensione dell’impresa in difficoltà: si lavora in perdita, si fanno nuovi debiti, si vive nell’attesa di un miracolo che non viene. Non è infrequente la compromissione del patrimonio personale nel tentativo di inutili risanamenti.
Per rispondere a questi problemi sono stati attivati su tutto il territorio regionale sportelli di assistenza e consulenza gestiti da diverse organizzazioni scelte a seguito di avviso pubblico.
Gli sportelli sono in grado di fornire
- accoglienza ed informazioni preliminari;
- realizzazione di un check-up finalizzato a valutare le possibilità residue di rilancio;
- assistenza e consulenza per l’attivazione delle azioni di rilancio;
- assistenza e consulenza per il riposizionamento (analisi costi/benefici- finanziamenti-marketing- consulenza per usufruire delle leggi di salvataggio e consolidamento dei debiti);
- valutazione di possibili azioni di internazionalizzazione dell’ impresa;
assistenza per l’ azione di contro spin-off (ricerca di una partner verso cui far confluire l’impresa) o di mentoring;
- consulenza legale e contabile per l’accompagnamento alla liquidazione “non traumatica” dell’azienda.
Elenco degli sportelli regionali di assistenza e consulenza alle imprese femminili a rischio di continuità (PDF, 48 KB)
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Sportelli di assistenza e consulenza alle piccole imprese femminili per progetti di flessibilità aziendale
Il 3 marzo 2008 è stato approvato l'elenco degli sportelli attivati in Piemonte per la prestazione di servizi di assistenza e consulenza alle piccole imprese femminili per la formulazione di progetti da presentare ai sensi dell’art. 9 della legge 53/2000, Disposizioni per il sostegno della maternità e paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città che, recependo la direttiva europea sui congedi parentali, ha dato la possibilità agli enti locali di supportare le aziende e i lavoratori nelle scelte di vita. L’articolo 9, modificato dall’art. 38 della legge n. 69/2009 (PDF, 19 KB) e oggi intitolato Misure per conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, prevede l’erogazione di contributi in favore delle aziende, che intendono attuare azioni positive per la flessibilità a beneficio del proprio personale, e dei lavoratori autonomi o titolari d’impresa di entrambi i generi con esigenze di conciliazione tra vita familiare e lavorativa.
Le tipologie di azioni positive finanziabili sono le seguenti:
1) progetti per consentire a lavoratrici e lavoratori di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro, quali part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, banca delle ore, orario flessibile in entrata o in uscita, sui turni e su sedi diverse, orario concentrato, e tra questi viene data priorità ai progetti che introducono sistemi innovativi per la valutazione delle prestazioni e dei risultati;
2) programmi e azioni volti a favorire il reinserimento di lavoratrici e lavoratori dopo un periodo di congedo parentale o per motivi comunque legati a esigenze di conciliazione;
3) progetti di interventi e servizi innovativi in risposta alle esigenze di conciliazione dei lavoratori, anche attraverso l’attivazione di reti tra enti territoriali, aziende e parti sociali, che possono essere presentati anche da consorzi o associazioni temporanee di imprese, e possono prevedere la partecipazione degli enti locali ai fini dell’armonizzazione dei tempi delle città.
Destinatari dei progetti sono lavoratrici e lavoratori, inclusi i dirigenti, con figli minori (con priorità a disabili e a ragazzi con meno di dodici anni o quindici in caso di affido o adozione) oppure che hanno a carico persone disabili, non autosufficienti o gravemente infermi.
I progetti a favore dei titolari d’impresa o dei lavoratori autonomi impegnati nel lavoro di cura possono prevedere sia la sostituzione degli interessati sia l’attivazione di collaborazioni per la copertura parziale del tempo dedicato dagli stessi alla maternità o all’assistenza dei familiari.
Le scadenze per la presentazione dei progetti sono fissate al 10 febbraio, 10 giugno e 10 ottobre di ogni anno, anche se al momento attuale non ci sono certezze sull’effettiva apertura del prossimo bando nel 2010.
Elenco completo degli sportelli (PDF, 48 KB)
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Contributi per le nuove imprese
La Regione Piemonte prevede misure di sostegno all’autoimpiego e alla creazione d’impresa, mediante la concessione di contributi, finanziamenti agevolati, garanzie per l’accesso al credito, servizi di accompagnamento ed assistenza tecnica.
In particolare, l’art. 42 della legge n. 34/2008 Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, della sicurezza e regolarità del lavoro prevede agevolazioni a imprese individuali, società di persone e società di capitali costituite da non più di 15 mesi, nella cui composizione siano presenti soggetti inoccupati e disoccupati in cerca di occupazione, precari, occupati a rischio di disoccupazione e soggetti che intendono intraprendere un'attività di autoimpiego.
Vengono considerate prioritarie le imprese a conduzione o a prevalente partecipazione femminile. A tal fine, nel caso di società di persone le donne devono costituire almeno il 60% dei soci e nell’ipotesi di società di capitali le donne devono possedere i due terzi delle quote di capitale e costituire i due terzi dell’organo di amministrazione.
Le agevolazioni sono due, anche cumulabili tra loro:
- un finanziamento a tasso agevolato per investimenti di importo tra 10.000 e 100.000 euro (120.000 per le imprese femminili) con assistenza di un fondo di garanzia e piano di rientro in 72 mesi;
- un contributo a fondo perduto di importo variabile da 4.000 a 12.000 euro, a copertura del 40% delle spese sostenute per avviamento, assistenza tecnica-gestionale, formazione professionale e manageriale.
Le domande vanno presentate alle Province, mentre la valutazione tecnica e la gestione è affidata a Finpiemonte. La misura è operativa dal 13 settembre 2010.
La documentazione sul sito della Regione Piemonte
Un’altra agevolazione, finanziata dal Fondo Sociale Europeo, è destinata alle nuove imprese il cui progetto sia stato validato dalle Province interessate tramite i servizi descritti nel paragrafo successivo. Si tratta dell’azione 4: strumenti finanziari a sostegno dell'avvio di nuove imprese prevista dal Piano Operativo Regionale del FSE per il biennio 2009-2010.
Anche questa misura prevede due sovvenzioni: un contributo di 3.000 euro pro capite per il titolare e per i soci lavoratori della neoimpresa, fino ad un massimo di cinque soci, a condizione che si trovino in stato di disoccupazione o siano iscritti nelle liste di mobilità o provengano da imprese che hanno cessato l’attività; un contributo in conto esercizio a copertura del 100% delle spese sostenute per la costituzione e l’avvio dell’impresa fino ad un massimo di 3.000 euro. Anche in questo caso il soggetto gestore è Finpiemonte.
Descrizione dell’azione 4 dal sito Mettersi in Proprio
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Ultimo aggiornamento ( 18 aprile 2011 )