21 marzo 2008
In occasione dell’otto marzo, la Commissione Salute delle donne istituita dalla Ministra Livia Turco nel giugno del 2007 con durata triennale, ha presentato il primo Rapporto sullo stato di salute delle donne in Italia , come contributo per la promozione del diritto alla salute delle donne, inteso come diritto forte che promuove tutti gli altri diritti, economici e sociali, civili e politici”.
Il Rapporto è un ampio documento che fornisce da una parte un profilo dello stato di salute delle donne secondo i più aggiornati dati forniti dalle fonti istituzionali e dalle banche dati internazionali e, dall’altra, un preciso piano propositivo e progettuale.
Il Rapporto esamina in primo luogo i trend sociali e demografici. Le donne italiane al 1 gennaio 2007 sono 30 milioni (il 51,4% della popolazione); le donne straniere sono il 4,4% della popolazione femminile. Negli ultimi dieci anni il tasso di nuzialità è diminuito dal 4,8 al 4,2 per mille; il numero medio di figli per donna è rimasto stabile (pari a 1,2-1,3).
Le donne nel mondo del lavoro sono aumentate di un milione rispetto al 1993, ma il tasso di disoccupazione femminile è ancora il 10,1% nel 2005 (oltre un punto sopra la media europea) e il tasso di occupazione femminile è al 45,3% (contro il 69,7% maschile). Il lavoro part-time e flessibile passa dal 14,3% (nel 1993) al 25,6 % (nel 2006), mentre quello maschile è il 4,6%.
Nel servizio sanitario pubblico, la presenza femminile è 60,9% del totale; le donne sono il 32,2% dei medici, il 75,5% del personale infermieristico. Nella dirigenza medica la presenza delle donne è 32%.
Per quanto riguarda gli indicatori sanitari, il più positivo è l’aspettativa di vita delle donne che ha raggiunto 84 anni (6 anni in più rispetto agli uomini).
Ma le donne affette da almeno una malattia cronica grave sono il 12,1 %. La disabilità femminile è circa il doppio di quella maschile (6,12% contro 3,32% maschile).
Le cause di morte più frequenti fra le donne (per tutte le età) sono le malattie dell’apparato circolatorio (46,8%) ed il cancro (23,8%). Seguono le malattie dell’apparato respiratorio (5,5%), le cause violente (3,7%).
I tumori femminili (mammella e cervice) rappresentano il 15,7% delle cause di morte per le età fra i 35 e i 64 anni. Una donna ogni quattro ha la probabilità di avere una diagnosi di tumore nel corso della vita. Il cancro alla mammella causa il 17,1% della mortalità per tutti i tumori; il cancro alla cervice 0,6%. La mortalità per cancro al polmone è in continuo aumento.
Per quanto riguarda la prevenzione, il 71% delle donne sopra i 50 anni ha eseguito almeno 1 mammografia. Il maggiore incremento si è verificato nelle donne meno istruite (+13.7%), grazie all’effetto “riequilibratore” dei programmi di screening.
I maggiori fattori di rischio, associati alla mortalità prematura (prima dei 65 anni) sono: fumo, eccessivo consumo di alcool, dieta non salutare e assenza di attività fisica.
Il 17% delle donne è abituale fumatrice, il 3,4% forte fumatrice. Il 26,8% delle donne italiane è in sovrappeso, con un 10% di obese.
Il 47% delle donne non pratica alcuna forma di attività fisica e solo il 16% dichiara di fare sport con continuità.
Nel campo della salute riproduttiva, va rilevato che l’età media della madre al parto è quasi 32 anni per le italiane; meno di 29 anni per le cittadine straniere; queste ultime nel 2005 sono state il 13,8% del totale (20% nel centro-nord).
Il 50,4% delle madri ha un’occupazione lavorativa, il 39,1% sono casalinghe e il 10,5% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione.
Durante la gravidanza, nell’83% dei casi, si effettuano più di 4 visite di controllo.
Oltre l’ 88% dei parti avviene negli istituti di cura pubblici, l’11,6% nelle case di cura e lo 0,18% a domicilio.
L’incidenza dei tagli cesarei è 38,2% del 2005 (l’Italia è ai primi posti in Europa e nel mondo).
Nel corso degli anni in Italia è notevolmente diminuito il ricorso all'aborto: da oltre 200.000 all’anno negli anni ottanta a circa 130.000 nel 2006. Il tasso di abortività (numero di interruzioni su 1000 donne in età 15-49 anni), è diminuito da 17 nel 1982 a 9,4 nel 2006.
Nel 1995 il 7% delle interruzioni di gravidanza risultava essere effettuata da cittadine straniere, nel 2005 è il 30%. Il tasso di abortività delle donne straniere (soprattutto molto giovani e nubili) risulta quattro volte superiore a quello delle donne italiane.
I consultori sono 2.186 (553 con spazi giovani), con notevoli differenze territoriali.
Nella parte propositiva, il Rapporto evidenzia varie linee di sviluppo, tra cui:
La ministra Turco ha anche ricordato, a conclusione del proprio mandato, le iniziative avviate per la salute femminile.
Il testo del Rapporto [PDF, 1 MB]
Il comunicato della ministra Turco sulle iniziative per la salute delle donne [RTF, 171 KB]