Commissione Regionale di Pari Opportunitā

In quest'area del sito trovi informazioni sull'istituzione attiva in Piemonte dal 1986 per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e la diffusione di una cultura di genere. È inoltre disponibile un archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della CRPO


Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






La programmazione regionale

Ti trovi nella sezione Formazione.



In base ai criteri di ripartizione dei Fondi Strutturali decisi a livello comunitario e nazionale, la Regione Piemonte potrà disporre di circa 3'321,6 milioni di euro, così suddivisi:

2007 - 2013 Importi dei fondi assegnati alla Regione Piemonte e cofinanziamento regionale (milioni di euro)
Fonte di finanziamento FSE eFESR, euro FAS, euro euro totali
Fondi strutturali U.E. 807,870 - 807,870
Cofinanziamento Nazionale 991,672 624,550 1'616,222
Cofinanziamento Regionale 297,501 600,000 897,501
Totale fondo 2'097,145 1'225,000 3'321,595

Nel Documento di programmazione strategico-operativa [DOC, 817 KB] approvato dal Consiglio il 21 dicembre 2006, la Regione Piemonte si è data gli indirizzi generali per l'utilizzo dei fondi, stabilendo quattro priorità generali: innovazione e transizione produttiva; sostenibilità ambientale, efficienza energetica e sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili; riqualificazione territoriale; valorizzazione delle risorse umane. Il documento contiene, oltre agli indirizzi per la programmazione integrata dei Fondi Europei, nazionali e regionali, la proposta di riparto finanziario dei Fondi Strutturali tra Fondo Sociale Europeo (FSE) e Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR): al FSE - Fondo Sociale Europeo sono stati destinati Euro 1'017'067, mentre il FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale potrà disporre di Euro 1'079'978.
I contenuti del documento integrano quelli definiti nel Documento Strategico Preliminare Regionale [PDF, 185 KB], approvato nel 2005, e nei Documenti di Programmazione economico-finanziaria pluriennali.
La Giunta regionale, insieme alle Direzioni competenti, ha poi approvato nel febbraio 2007 i Programmi Operativi (POR), relativi al Fondo Sociale Europeo (FSE), al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e per l'utilizzo del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS).

Ogni Fondo contribuisce nel proprio specifico a realizzare le indicazioni programmatiche.
Il Fondo Sociale Europeo è destinato a qualificare la popolazione e il lavoro sul territorio regionale.
Gli obiettivi della programmazione operativa sono definiti trasferendo su scala locale gli indirizzi strategici del Consiglio di Lisbona del 2000:

  • riduzione della dispersione scolastica;
  • incremento dei livelli medi di competenza della popolazione;
  • ampliamento del livello di partecipazione al lifelong learning (formazione lungo l'intero arco della vita);
  • aumento e qualificazione dell'occupazione;
  • miglioramento dell'integrazione sociale e lavorativa dei soggetti deboli.

Il Regolamento del Fondo adottato dall'Unione fissa gli Assi di intervento in cui dovranno essere collocati gli obiettivi specifici:

  • accrescere l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese ai mutamenti tecnologici e di mercato;
  • occupabilità: migliorare l'accesso all'occupazione, prevenire la disoccupazione soprattutto di lunga durata, incoraggiare l'invecchiamento attivo;
  • inclusione sociale delle persone e dei gruppi svantaggiati;
  • potenziare il capitale umano;
  • promuovere partenariati, patti e iniziative tramite la creazione di reti transnazionali e interregionali.
  • La Regione Piemonte si è mossa di concerto con il Ministero del Lavoro e le altre Regioni, che hanno condiviso per la programmazione operativa del FSE un set di obiettivi specifici comuni a tutte le Regioni italiane:

    1. sviluppare sistemi di formazione continua e sostenere l'adattabilità dei lavoratori;
    2. migliorare la qualità e l'organizzazione del lavoro, salvaguardare i livelli occupazionali e sostenere la competitività dei sistemi produttivi anche attraverso politiche di anticipazione dei cambiamenti e lo sviluppo dei servizi;
    3. attuare politiche per il lavoro attive e preventive con particolare attenzione alle prospettive di sviluppo del territorio e a specifici gruppi target;
    4. aumentare l'inclusività, l'efficacia, l'efficienza e la regolarità dei mercati del lavoro locali;
    5. migliorare l'inserimento lavorativo e l'inclusione sociale dei soggetti svantaggiati e combattere ogni forma di discriminazione;
    6. migliorare la qualità, la governance e l'integrazione dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro e il loro collegamento con il territorio anche attraverso la costruzione di strumenti condivisi;
    7. aumentare la partecipazione alle opportunità formative lungo tutto l'arco della vita, innalzare i livelli di apprendimento e promuovere e garantire un livello minimo di competenze;
    8. sostenere la competitività e l'innovazione anche attraverso la formazione superiore e la creazione di reti tra università, centri tecnologici di ricerca e il mondo produttivo;
    9. promuovere la realizzazione e lo sviluppo di iniziative e di reti su base interregionale e transnazionale;
    10. migliorare l'efficacia e l'efficienza della programmazione regionale attraverso azioni e strumenti di supporto.

    Gli obiettivi di dettaglio sono stati articolati a livello regionale anche in base ai risultati e alle lezioni del precedente ciclo di programmazione 2000-2006 e dell'andamento dei principali indicatori regionali.

    La valutazione delle attività realizzate nel periodo 2000-2006 porta alla conclusione che il Fondo dovrebbe continuare a sostenere gli investimenti in istruzione/formazione dei giovani, per rafforzare il positivo trend di aumento della scolarizzazione superiore e di diminuzione dell'abbandono scolastico, e intensificare - anche in ragione dell'invecchiamento relativo della popolazione - gli sforzi nei confronti dell'educazione degli adulti che rimane al di sotto della media nazionale e dei traguardi di Lisbona.
    Il quadro socio-economico regionale evidenzia luci ed ombre.
    Pur in presenza di indicatori generali sostanzialmente positivi e di gran lunga migliori rispetto a quelli di un decennio fa sia nel campo dell'educazione che del mercato del lavoro, il Piemonte registra comunque un deficit di saperi formali (maggiore dispersione scolastica, minore partecipazione a occasioni di apprendimento permanente, ecc.) e saperi reali (capacità di apprendimento di adolescenti e adulti) rispetto ai principali competitori nazionali ed europei, che si ripercuote su tutti i principali indicatori di dinamismo socioeconomico del territorio.
    Inoltre secondo l'analisi del documento di pianificazione, la partecipazione al mercato del lavoro regionale appare fortemente differenziata in relazione al genere (le donne rappresentano ancora poco più del 40% dell'occupazione totale) e all'età (tassi di disoccupazione crescenti tra i giovani e tra gli over 55) e "necessita pertanto di essere adeguatamente sostenuta per mezzo tanto di un'ulteriore qualificazione dei servizi al lavoro quanto di una migliorata organizzazione delle strutture preposte al governo e al coordinamento del sistema. Una tale indicazione vale in misura ancora maggiore nei confronti dei soggetti etichettati come svantaggiati (disabili, affetti da dipendenze, immigrati, giovani a rischio, ecc.)".

    La dotazione del Fondo Sociale Europeo (FSE) è così distribuita nei sei Assi di intervento.

    Distribuzione delle risorse del Fondo Sociale Europeo nei sei Assi
    Asse di intervento FSE % sul totale del Fondo euro
    I - Adattabilità 25% 254'266'682,81
    II - Occupabilità 15% 152'560'009,69
    III - Inclusione sociale 8% 81'365'338,50
    IV - Capitale umano 45% 457'680'029,06
    V - Transanazionalità e interregionalità 3% 30'512'001,94
    VI - Assistenza tecnica 4% 40'682'669,25
    Totale 100% 1'017'066'731,25

    Circa le modalità di impiego, la maggior parte delle risorse, soprattutto quelle destinate alla formazione professionale, verranno assegnate sulla base di chiamate di progetto cioè bandi pubblici aperti a enti e aziende, con formulazione di graduatorie basate su criteri di qualità; è tuttavia previsto un maggiore utilizzo di appalti di servizio e azioni di sistema, per l'innalzamento qualitativo dei sistemi di riferimento per le politiche formative e del lavoro e l'attuazione di Piani d'azione finalizzati al conseguimento di obiettivi operativi, nonché un ampliamento del ricorso a forme innovative di finanziamento come i voucher utilizzabili direttamente dal beneficiario finale all'interno di un piano generale di azioni approvate.

    Il P.O.R. - Piano Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo, dopo la prima approvazione in febbraio da parte della Giunta Regionale e la fase negoziale con la Commissione Europea, è stato adottato definitivamente il 12 novembre 2007.
    Subito dopo è stato nominato il Comitato di Sorveglianza, composto da rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali, e si è quindi avviato l'iter della progettazione degli interventi.

    Il documento dedica un paragrafo alle pari opportunità di genere nella nuova programmazione, che tiene conto dei nuovi orientamenti comunitari ispirati a un'applicazione rigorosa ed estesa del principio di mainstreaming. Questo approccio ha comportato una modifica rispetto alle programmazioni precedenti, che prevedevano già una dimensione trasversale delle pari opportunità, ma al tempo stesso anche una linea di finanziamento dedicata, il cosiddetto asse E, con una dotazione che in Piemonte è stata pari a circa il 10% del totale, quindi quasi 100 milioni di euro in sette anni.
    Come in altre regioni italiane, viene proposta un'interpretazione equilibrata, che enfatizza da un lato la trasversalità imponendo che tutti gli interventi contengano un'adeguata attenzione alle pari opportunità e alle variabili di genere in tutte le fasi del processo attuativo, e al tempo stesso individua terreni specifici di azione e di investimento quali le politiche di conciliazione, l'organizzazione del lavoro, la sensibilizzazione culturale delle agenzie educative e delle organizzazioni intermedie.

    Si riporta integralmente il paragrafo del P.O.R. su queste tematiche:

    Le pari opportunità come priorità e trasversalità

    "La Regione Piemonte, ritiene prioritarie le politiche di pari opportunità, ha utilizzato e intende dedicare i Fondi Strutturali a contrastare le discriminazioni di genere, al fine di perseguire l'obiettivo di una società fondata su valori di equità, non discriminazione e responsabilità sociale degli attori pubblici e privati.
    La programmazione 2000-2006 del FSE ha consentito di adottare un approccio duale, ovvero fondato su azioni dirette e indirette, a favore delle pari opportunità di genere e in particolare per conseguire gli obiettivi della strategia di Lisbona per quanto riguarda la partecipazione femminile al mercato del lavoro.
    Tuttavia, come documentato nell'analisi di contesto, gli obiettivi indicati dalla Strategia Europea per l'Occupazione (SEO) risultano ancora distanti dalla realtà piemontese e dunque occorrerà intensificare l'azione in tal senso, adottando un approccio coerente e sistematico, di mainstreaming.
    Fatto salvo il principio del mainstreaming, è intenzione della Regione Piemonte conferire continuità ad iniziative specifiche che assicurino la promozione di pari opportunità di genere e - più in generale - di accesso al lavoro in relazione alle diverse policy di intervento definite dal Regolamento 1081/03.
    Si considera al riguardo ineludibile, sul versante delle politiche occupazionali, sostenere azioni in grado di assicurare un'effettiva conciliazione tra esigenze personali e lavorative delle donne anche attraverso servizi dedicati nell'ambito dei Centri per l'Impiego, nonché una condivisione tra i generi delle responsabilità familiari; in relazione invece alle politiche educative, occorrerà perseguire una perequazione tra i generi nella scelta dei percorsi educativi che preludono a sbocchi professionali caratterizzati al maschile o al femminile, favorire la messa a sistema delle sperimentazioni realizzate nel 2000-2006 relativamente alla qualificazione del personale adibito a coadiuvare il lavoro di cura (badanti) e alla promozione di servizi di sostituzione, prevedere la formazione di nuove figure esperte di parità che operino a supporto delle politiche di conciliazione in relazione alle politiche educative (istruzione e formazione) e del lavoro (parti sociali e imprese) e fungano da referenti in grado di supportare il pieno recepimento del principio di mainstreaming nelle imprese e nella società civile. In considerazione della loro incidenza specifica sulla quantità e qualità dell'occupazione, le azioni specifiche saranno concentrate all'interno dell'Asse Occupabilità e, in specie, dell'obiettivo dedicato ad una maggiore e più qualificata partecipazione femminile al mercato del lavoro regionale.
    La Regione Piemonte intende inoltre promuovere la presenza femminile nei luoghi di decisione pubblici e privati ed esercitare la propria competenza programmatica in relazione agli ambiti prioritari d'azione individuati dalla Commissione Europea nella propria Comunicazione al Consiglio, al Parlamento Europeo e al Comitato delle Regioni denominata Tabella di marcia per la parità tra donne e uomini 2006-2010.
    In questo quadro, la Regione Piemonte intende far propri gli obiettivi della strategia quadro per la non discriminazione e le pari opportunità per tutti adottata dalla Commissione Europea, consapevole del fatto che alla base della medesima vi è l'esperienza pluriennale a favore delle pari opportunità di genere che oggi si trova ad affrontare uno scenario più ampio, più complesso ma ricco di potenzialità positive per la società e per l'economia piemontesi. Le pari opportunità di genere e le pari opportunità in senso ampio costituiscono dunque priorità e trasversalità fondamentale, che si intende declinare in ogni fase e in ogni aspetto della programmazione 2007-2013."

    L'obiettivo specifico F, compreso all'interno dell'asse di intervento Occupabilità e finalizzato all'inserimento e alla permanenza delle donne nel mercato del lavoro, attribuisce "priorità assoluta alle politiche di conciliazione tese a fare sì che una quota crescente di donne decida di entrare e restare sul mercato del lavoro anche successivamente alla nascita dei figli e/o all'insorgenza di esigenze di cura parentale di anziani o persone affette da disabilità."

    [...] "Dal momento che tra le cause ostative alla piena adozione del concetto di parità e di pari opportunità vi sono anche fattori di ordine culturale diffusi nel sistema economico e nella società civile, appare importante affiancare alle azioni direttamente rivolte alle persone/imprese specifiche iniziative di sensibilizzazione che privilegino i target dai quali sono attendibili i maggiori impatti di prospettiva (le aziende e loro rappresentanze, i lavoratori, le istituzioni scolastiche)."

    Si prevede inoltre una stretta integrazione tra interventi formativi e interventi sull'organizzazione del lavoro (di pertinenza dell'Asse Adattabilità).

    Ultimo aggiornamento ( 25 gennaio 2009 )