La rivista Marea, trimestrale sul femminismo, propone, in contemporanea all’uscita del suo prossimo numero, un seminario sui temi etici in chiave femminista, dall’11 al 13 settembre. Donne e uomini si confronteranno con l’aiuto di alcune riflessioni preliminari sul terreno della giurisprudenza, dell’etica, della scienza, della medicina e della filosofia, con l’intento di “ridare senso alle battaglie laiche sul corpo e la libertà di scelta”.

La vicenda Welby prima e quella più recente di Eluana Englaro hanno riproposto in circostanze tragiche il tema della scelta sul proprio corpo, in ogni fase della vita. Un tema profondamente inserito nella storia del pensiero femminile a partire dagli anni settanta.
Non è un caso – si legge nella presentazione del seminario - che proprio i movimenti delle donne abbiamo sempre messo in primo piano non solo la necessità di partire dal corpo anche e soprattutto se si parla di vita e di morte, ma anche abbiano sempre perseguito, quando si è percorso il cammino legislativo, la strada normativa più aperta e inclusiva possibile. I movimenti delle donne non hanno mai chiesto leggi escludenti, né per la regolamentazione dell’interruzione della gravidanza, né per la procreazione assistita. Il principio è sempre stato quello di permettere, laddove ce ne fosse il bisogno, che il soggetto femminile potesse accedere a dei servizi. Questo principio si contrappone all’idea, che sembra prevalere nella legge oggi in discussione al Parlamento, di imporre principi basati su dogmi religiosi e sull’autorità patriarcale, cui deve conformarsi la vita delle donne, e nel caso di Eluana anche la morte.
Il numero in uscita in autunno, monotematico come nella tradizione di Marea e coordinato da Laura Guidetti, Monica Lanfranco e Erminia Emprin Gilardini, riporterà i materiali del seminario, e anche racconti in prima persona di donne e uomini che hanno vissuto passaggi cruciali a livello personale sul tema dell’autodeterminazione nella vita e nel fine vita, per dare corpo con le narrazioni ad argomenti che di solito sono incorporei, e rubricati sotto l’astratta voce di etica.
Il corpo indocile - Nascere e morire: tra scelta e divieto è il titolo del seminario, che si terrà presso Altradimora, strada Caranzano 22, a 6 km da Acqui Terme, in provincia di Alessandria. L’accoglienza inizierà nel pomeriggio di venerdì 11 settembre, la giornata di sabato sarà occupata dalle relazioni e dal dibattito, mentre domenica è prevista la restituzione collettiva.
Interverranno tra le altre, Lidia Menapace (Essere singole, essere in relazione), Cecilia Cortesi Venturini (Il ruolo del genere nell’inizio e nel fine vita), Mina Welby (Morire di Stato), Erminia Emprin Gilardini (Nascere e morire in Italia: tra biografie e disciplinamento dei corpi), Barbara Mazzotti e Elena Del Grosso (Biopolitiche e scienza partecipata con parola di donne), Marina Mariani (La rappresentazione del corpo oltre i propri confini), Ileana Alesso (Legge 40: aspetti giuridici tra diritto e consapevolezza), Sandra Morano (Dare la vita tra tutela e desiderio), Rosangela Pesenti (Il corpo è l’anima).