Il 15 giugno la Giunta regionale del Piemonte ha approvato lo stanziamento di 1.700.000 euro all’interno delle azioni del Fondo sociale europeo per la realizzazione di interventi per l’inserimento socio-lavorativo delle donne vittime di sfruttamento sessuale e di tratta.
Intervenire a favore delle vittime di tratta e mirare a favorirne l’inclusione socio-lavorativa, sostenendo uno sviluppo umano e sociale fondato sulla non discriminazione. È l’obiettivo che si propone la Regione Piemonte, che in sede di Giunta ha approvato una deliberazione in merito con al descrizione della nuova azione da realizzare, l’identificazione dei destinatari e delle condizioni da accesso, la quantificazione e il reperimento delle risorse.
Su proposta dell’Assessora al Lavoro e Welfare Teresa Angela Migliasso, nel corso della seduta è stato inoltre approvato l’Atto di indirizzo in materia di Interventi finalizzati a sostenere l’uscita da situazioni di sfruttamento delle donne vittime di tratta attraverso la realizzazione di percorsi integrati di inserimento socio-lavorativo e il raccordo e coordinamento dei soggetti attuatori. Promozione di reti di scambio e collaborazione a livello interregionale. Partecipazione e sostegno ad iniziative e reti di apprendimento e di scambio di buone pratiche a livello transnazionale.
Tradotto in cifre, la Regione stanzierà 1.700.000 euro all’interno delle azioni del Fondo sociale europeo, così ripartiti: 1.500.000 euro per interventi finalizzati a sostenere l’uscita da situazioni di sfruttamento delle donne vittime di tratta e 200.000 euro per la promozione di reti di scambio e collaborazione a livello interregionale, oltre a partecipazione e sostegno a iniziative e reti di apprendimento e scambio di buone pratiche a livello transnazionale. Nello specifico, le risorse, stabilite per il periodo 2009-2010, servono ad attuare due attività del Piano Operativo Regionale del Fondo sociale europeo – P.O.R – FSE 2007-2013, Obiettivo Competitività regionale e occupazione, che rientrano nell’asse II Occupabilità e nell’asse V Interregionalità e transnazionalità.
Con questo atto, la Regione Piemonte intende: valorizzare e consolidare le esperienze realizzate a livello regionale, provinciale e comunale nella passata programmazione, con attenzione ai modelli di intervento individuati e alle reti e partenariati attivati; sostenere le donne vittime di sfruttamento sessuale e di tratta attraverso azioni concrete di reinserimento socio-lavorativo; sviluppare forme e modalità efficaci di coordinamento delle reti e di creazione di sinergie e collegamenti tra le diverse esperienze territoriali; individuare e disseminare buone pratiche e sostenere iniziative e partecipazione a reti di apprendimento, su base interregionale e transnazionale.
Per quanto riguarda l’ambito regionale, sono previste: azioni incentrate su interventi integrati e personalizzati, per favorire l’inclusione socio-lavorativa delle vittime attraverso reti di partenariato che comprendono gli enti locali e diversi soggetti pubblici coinvolti, e tenendo conto, da un lato, di elementi di contesto, come la programmazione regionale nell’ambito di diversi settori d’intervento (Politiche sociali, Pari Opportunità e Politiche della formazione e del lavoro) e la specificità del territorio regionale, con attenzione alla dimensione di rete e alle forme di confronto e collaborazione già attive tra i soggetti che da anni operano a sostegno delle vittime di tratta; dall’altro, le esperienze più significative realizzate nella programmazione precedente.
A livello pratico, si tratta di realizzare percorsi personalizzati di motivazione ed empowerment delle vittime di tratta, per aiutarle a riconquistare l’autostima e ad acquisire una capacità progettuale autonoma per la propria vita, e poi misure di supporto per l’inserimento nel mercato del lavoro in accordo con i Centri per l’impiego, oltre al ruolo determinante nell’offerta dei servizi da parte degli enti di formazione. Il tutto in un’ottica di collaborazione e di rete, attraverso metodologie di lavoro condivise, continuità tra i diversi progetti e la costituzione di un gruppo tecnico di lavoro.
In ambito interregionale e transnazionale, invece, verranno attuate azioni con finalità di carattere conoscitivo, informativo, divulgativo, di sensibilizzazione e di creazione e sviluppo di scambi di esperienze, trasferimento buone pratiche e rapporti di cooperazione tra Regioni, sia a livello nazionale che a livello transnazionale con altri Paesi comunitari, anche in continuità con il progetto Vie d’uscita, realizzato nell’ambito del Fondo sociale europeo 2000-2006 dalla Regione Piemonte, come capofila, in partnership con le Regioni Toscana, Lazio, Campania e Valle d’Aosta, con la finalità di comprendere le evoluzioni del fenomeno della tratta delle donne ai fini di sfruttamento sessuale per attivare idonei interventi.
S’intende promuovere e sviluppare una collaborazione strutturata tra le Regioni tesa allo scambio delle esperienze operative e allo sviluppo di competenze, basandosi anche sull’esperienza di collaborazione con il programma dell’Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia – UNICRI contro la tratta di minori e giovani donne dalla Nigeria all’Italia.
A livello transnazionale, le azioni s’inquadrano invece all’interno del progetto Oltre il confine, di cooperazione transnazionale con la Romania e della Rete transnazionale di apprendimento SaviAV: Inclusione sociale e professionale dei richiedenti asilo e delle vittime di tratta, coordinata dal Ministero del Lavoro e Affari Sociali - Autorità di Gestione del Fondo Sociale della Germania, nel cui ambito è prevista la presentazione e la condivisione delle buone pratiche realizzate dalla Regione Piemonte in materia di inclusione socio-lavorativa delle donne vittime di tratta.
Le risorse destinate a questo obiettivo finanzieranno progetti presentati da Associazioni temporanee di scopo – Ats, con all’interno un ente di formazione, che abbiano sede legale o unità operativa in Piemonte.