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Una “scatola rosa” per la sicurezza

16 dicembre 2008

Al via il progetto della Fondazione ANIA insieme a Ministero per le Pari Opportunità e Comuni. Informazione sui rischi mirata alle donne e un nuovo rilevatore satellitare attivabile in caso di incidente, guasto o aggressione. Da gennaio inizia la sperimentazione a Milano e Roma.

Un protocollo di intesa tra il Ministro per le Pari Opportunità e la Fondazione ANIA per la sicurezza stradale, costituita dalle imprese di assicurazione, ha dato il via a un progetto originale che mira al tempo stesso a diffondere una cultura della guida sicura e a sperimentare un nuovo dispositivo satellitare mirato alle esigenze delle donne al volante.

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L’iniziativa partirà nei due maggiori centri urbani, Milano e Roma, dove è stato presentata in questi giorni e dove sono state stipulate convenzioni ad hoc con le Amministrazioni Comunali.
Il progetto si basa su uno studio realizzato dalla Fondazione ANIA, Le donne al volante tra trasformazioni sociali e nuovi modelli, che evidenzia alcuni fatti significativi. Ad esempio, gli incidenti stradali sono la prima causa di morte delle donne di età inferiore ai 30 anni, nonostante le donne guidino molto meno degli uomini e abbiano solo il 10% del totale degli incidenti mortali. Nel 2005, tuttavia, si sono registrati 1.158 vittime di sesso femminile, con un incremento del 2,2% rispetto al 2004. Lo stile di guida delle donne è più corretto, almeno in base alla distribuzione tra i sessi degli incidenti (per il 70% provocati dai maschi) e delle sanzioni (l’80% dei punti sottratti dalla patente è stato perso dagli uomini, che sono solo il 57% dei titolari di patente). Tuttavia, sono in aumento i comportamenti trasgressivi: nei primi sei mesi del 2007, il 5,5% delle donne sottoposte all’alcol-test dalle forze dell’ordine è risultato positivo alla prova dell’etilometro. Inoltre, le donne sono in testa alla classifica negativa per alcuni comportamenti non ortodossi come il mancato uso delle cinture di sicurezza (14,3% contro il 12,6% degli uomini) e l'utilizzo scorretto del telefono cellulare (14,3% contro 12,2%), e hanno decisamente meno attenzione per la cura e manutenzione del proprio veicolo.

Da ciò nasce l’esigenza, in primo luogo, di azioni mirate di comunicazione e di informazione sul rischio stradale, rivolte in particolare alle giovani donne che percorrono abitualmente grandi distanze, come un percorso didattico in e-learning che sarà disponibile su internet, e la messa in palio di un certo numero di corsi di guida sicura che verranno realizzati nella pista di Misano Adriatico.
Ma la parte più suggestiva del progetto è la Scatola Rosa.
Il nome richiama quello della “scatola nera”, lo strumento utilizzato sugli aerei per registrare i dati di volo. E il principio di funzionamento è esattamente lo stesso, adattato al diverso mezzo di trasporto.
Si tratta infatti di un dispositivo satellitare che può essere volontariamente applicato su qualsiasi automobile, collegato 24 ore su 24 con una centrale operativa che rileva, in tempo reale, un eventuale incidente, localizza il veicolo e quindi può fornire immediate indicazioni alle Forze dell'Ordine e richiedere il pronto intervento meccanico o sanitario. Non solo: in casi di guasto meccanico o di aggressione, la guidatrice può chiedere soccorso immediato premendo un apposito pulsante in auto o usando un telecomando. Oltre a questo, la pink box registra i dati relativi ai chilometri percorsi, alla velocità, agli eventuali urti o uscite di strada. Tutti i dati ovviamente sono protetti dalla normativa sulla privacy e quindi sono utilizzabili solo in caso di incidente, furto o richiesta di soccorso.
Il progetto porterà ad una prima installazione di 2.000 "scatole rosa" per altrettante guidatrici delle aree di test, Milano e Roma, che saranno scelte tra le residenti dei quartieri più a rischio di aggressione. Ma tutte le donne interessate possono candidarsi, registrandosi da gennaio sull’apposito sito web.
Sia il lavoro di installazione del dispositivo satellitare, sia il canone dei primi tre anni sono gratuiti perchè interamente finanziati dalla Fondazione ANIA.

Con questo progetto – ha dichiarato il Presidente dell’ANIA Fabio Cerchiai, presentando l’iniziativa al Motorshow di Bologna – le compagnie di assicurazione intendono offrire alle donne un servizio personalizzato di assistenza stradale e soccorso sanitario in caso di incidente oltre che, in un momento particolarmente delicato per la protezione fisica delle donne, testimoniare una necessaria sensibilità a fornire loro un efficiente strumento di tutela della sicurezza personale”.

"E' un'iniziativa che vuole garantire più libertà alle donne" ha spiegato il Ministro Carfagna, aggiungendo che sono "molti i comuni che ne hanno fatto richiesta". “Credo che la Scatola Rosa - ha concluso - sia importante per tutte quelle donne che ancora oggi purtroppo si sentono insicure, soprattutto per coloro che vivono in zone periferiche delle proprie città o che si trovano a lavorare in fasce orarie notturne".
Il Ministro per le Pari Opportunità e i Comuni di Milano e Roma, ma presto anche altri tra cui Napoli, si impegneranno a diffondere i contenuti dell'iniziativa e a sostenere la comunicazione e i risultati della stessa tramite i rispettivi canali informativi.

 

Il progetto Scatola Rosa