27 novembre 2008
Il problema etico dell’aborto e l’autodeterminazione della donna, in una commedia estrema dell’americana Jane Martin.
Keely and Du, testo della drammaturga americana Jane Martin, candidato al premio Pulitzer, e vincitore dell’American Theatre Critics Association New Play Award, va in scena a Rivoli, inaugurando la stagione teatrale della cittadina in provincia di Torino, giovedì 4 dicembre alle ore 21 al Teatro Don Bosco, in Via Stupinigi 1.
L’opera affronta il problema dell’aborto in tutte le sue implicazioni, per far scaturire da esso il conflitto fondamentale del tempo presente: quello tra fede e libertà, quello sui precari confini tra pensiero laico e religioso.
L’autrice sceglie la forma della commedia immersa in una situazione estrema. Il rapimento di una giovane donna, che vuole abortire dopo aver subito violenza da parte dell’ex- marito, da parte di un prete e della sua aiutante, membri di un’organizzazione di difesa alla vita, che intendono accudirla amorevolmente per tutta la gravidanza e provvedere alle spese per la crescita del figlio. Il dramma – un lungo atto unico- innesca una corsa contro il tempo, in cui la suspence è garantita dalla bomba ad orologeria che Keely porta in grembo. Il testo fa emergere nell’immagine della ragazza incatenata al letto, sotto gli occhi del sacerdote, l’assurdo paradosso che trasforma l’amore in violenza, la carità in sopruso.
Sullo sfondo il dibattito sui confini del libero arbitrio e il tema della famiglia, agognata e messa in discussione anche attraverso il personaggio del marito richiamato sulla scena dal sacerdote.
Ma Keely and Du non si limita a raccontare uno scontro. E’ infatti l’amicizia che nasce inaspettatamente tra le due donne ad elevare il dramma dalla sfera ideologica a quella più profondamente umana.
La scrittura di Jane Martin, definita “la più famosa dei drammaturghi americani sconosciuti”, riesce a mantenere gli andamenti e l’ironia della commedia per far emergere tutte le contraddizioni di cui sono vittime i quattro protagonisti. E ciò che domina la pièce è il dubbio morale, il sospetto che forse ci potrebbe essere della verità anche nelle reciproche tesi antagoniste.
Si tratta di una produzione della Fondazione Teatro Stabile di Torino - ACTI Teatri Indipendenti con il sostegno del Sistema Teatro Torino, per la regia di Beppe Rosso.
Presentazione dello spettacolo
Intervista al regista, da La Repubblica