Commissione Regionale di Pari Opportunità

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Consigliera di Parità Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Sì alla doppia preferenza di genere

23 dicembre 2009

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La Consulta promuove la legge elettorale della Regione Campania, che stabilisce la possibilità di indicare due preferenze, purchè una per un uomo e l'altra per una donna, la soglia di un terzo di candidate per lista e la parità nelle trasmissioni elettorali. Una nuova speranza per la democrazia paritaria?

 

 

Con una sentenza quasi storica, la Corte Costituzionale ha legittimato la prima legge elettorale che prevede la doppia preferenza di genere. Si tratta della legge varata nel marzo 2009 dal Consiglio regionale della Campania, che ora è stata ufficialmente riconosciuta come conforme alla Costituzione italiana.
Il provvedimento introduce tre importanti misure per favorire la parità di genere nella rappresentanza, di cui uno senza precedenti nel nostro paese. Viene infatti data agli elettori la possibilità di esprimere due preferenze, a condizione che una sia per un uomo e l’altra per una donna, mentre in caso di preferenze a candidati dello stesso sesso la seconda verrebbe annullata. Inoltre, nelle liste ciascuno dei due generi non potrà essere rappresentato nella misura superiore ai due terzi, pena la non ammissione della lista, e nelle trasmissioni di campagna elettorale sulle emittenti televisive sia pubbliche che private, dovrà essere assicurata la presenza paritaria di candidati di entrambi i generi. La legge ha anche abolito il cosiddetto “listino”, ovvero la quota di consiglieri indicati direttamente dal candidato Presidente e non sottoposti al voto degli elettori, istituita dalla legge nazionale del 1999; il nuovo sistema prevede l'attribuzione di un premio di maggioranza alle liste della coalizione vincente e l'elezione di almeno un consigliere regionale per ogni circoscrizione elettorale per garantire la rappresentanza di tutto il territorio. Proprio l'eliminazione del listino era stata al centro di un aspro dibattito, in cui la designazione dall'alto senza il consenso degli elettori era stata dipinta da alcuni come l'unico mezzo per garantire una presenza femminile nel Consiglio.
Approvata in marzo da una maggioranza trasversale, comprendente centro sinistra, Udc e Movimento per le Autonomie e contro il centro destra e l'Udeur, la legge regionale n. 4/2009 è stata impugnata dal governo, che sollevava obiezioni formali sul complesso della legge e un'opposizione di sostanza al punto della doppia preferenza, considerato lesivo dei diritti di scelta degli elettori. Il 15 dicembre la Consulta, oltre a dichiarare in parte cessata la materia del contendere alla luce dell'entrata in vigore del nuovo Statuto regionale, “ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale relativa all'art. 4, comma 3 della stessa legge”, stabilendo pertanto in modo definitivo la validità della nuova norma, che verrà così applicata nelle prossime elezioni del marzo 2010.

Il presidente Antonio Bassolino, che aveva chiesto alla Corte un pronunciamento anticipato per evitare di andare al voto con una legge ancora sotto osservazione, rileva che ora “si potrà votare con una legge innovativa che tutela concretamente la rappresentanza di genere e l'elezione di tutti i consiglieri da parte degli elettori”. Anche l'assessora regionale alle Pari opportunità, Alfonsina De Felice, nota che “la legge ha un buon impianto e non forza la volontà dell'elettore né il principio di uguaglianza sostanziale”.
“Con la doppia preferenza si introduce un'innovazione mai sperimentata prima –
ricorda la senatrice campana Anna Maria Carloni - rafforzando le opportunità sia per le donne sia per i cittadini elettori che possono doppiamente scegliere. Alle prossime elezioni la legge sarà verificata alla prova dei fatti. Molto dipenderà da quanto le donne vorranno mettersi in gioco. Ma molto dipenderà come sempre dai partiti che hanno la responsabilità di selezionare le candidature e da quanto decideranno di scommettere, finalmente, sulle donne: candidate ed elettrici”.

Si tratta di un evento che potrebbe riaprire il dibattito sulla rappresentanza e sulla democrazia paritaria rientrato nel silenzio quasi totale da almeno due anni, indicando formule nuove accanto a quelle discusse in passato, come le quote rosa, finora sempre respinte, dal voto segreto dei parlamentari o da sentenze della Consulta. Un segnale in questa direzione sembra arrivare dalla Puglia, dove i capigruppo dei due partiti maggiori si sono dichiarati d'accordo sull'introduzione di un sistema analogo a quello campano: la proposta dovrebbe essere esaminata il 19 gennaio dal Consiglio Regionale, che discuterà appunto della riforma elettorale in vista delle consultazioni di primavera. Invece in Umbria, la nuova legge elettorale approvata il 21 dicembre prevede che in ogni lista provinciale nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati, ma le liste inadempienti sono soggette solo a una sanzione pecuniaria proporzionale al numero delle candidate mancanti, che può arrivare al massimo alla metà dei rimborsi elettorali nel caso limite di una lista monogenere; un emendamento per introdurre la doppia preferenza è stato respinto a larga maggioranza.

 

Il testo della legge elettorale della Campania