In questa sezione viene proposta una serie di buone prassi, cioè di progetti e iniziative inerenti le pari opportunità in tutti i suoi aspetti: politiche di conciliazione, formazione e lavoro; lotta alle discriminazioni; esperienze di carattere culturale; riconoscimento e valorizzazione delle differenze. Una sorta di “eccellenze” a cui guardare e ispirarsi, che forniscano spunti di riflessione e dibattito, producano innovazione e segnino un’affermazione comunque definita del punto di vista femminile e della differenza di genere, che verranno arricchite con il contributo di enti, istituzioni, imprese, associazioni e di chiunque vorrà segnalare o commentare nuove esperienze.
AZIONE POSITIVA BASILISSA – studio e sperimentazione di forme innovative e flessibili di lavoro (Osservatorio aziendale Pari Opportunità - Banco di Sicilia - Palermo in collaborazione con Pari e Dispari s.r.l, Milano)
Il progetto, attuato dal 1998 al 2000, ha coinvolto le dipendenti del Banco di Sicilia di Palermo e intendeva proporre lo studio e la sperimentazione di nuove forma di articolazione oraria del lavoro all’interno di una realtà bancaria, tali da consentire alle lavoratrici una maggiore facilitazione nella conciliazione tra attività lavorativa ed extralavorativa. Obiettivo: individuazione di forme innovative di organizzazione degli orari di lavoro per le donne che si adattino al settore bancario. Il progetto ha pensato un nuovo modello orario con diverse forme di flessibilità: la scelta si è orientata verso la riduzione dell’orario della pausa pranzo e della flessibilità in entrata e in uscita. Il nuovo sistema degli orari ha consentito in una delle agenzie in cui si è attuato il progetto di aprire uno sportello non stop e in un’altra la chiusura di solo 30 minuti durante la pausa pranzo.
La scheda del progetto
La presentazione del progetto (PDF, 42KB)
COMPORRE UNA VITA – Corso di orientamento per studentesse universitarie (Associazione Casa della Donna di Pisa in partnership con il Dipartimento di Storia moderna dell'Università di Pisa, il Coordinamento Donne CGIL Toscana e l'associazione Fidapa – Federazione Nazionale Donne Arti Professioni Affari)
Il corso, della durata di 72 ore, ha coinvolto 45 studentesse universitarie di Pisa, si è svolto a cavallo tra 2001 e 2002. A giugno 2002 è stato organizzato un convegno finale. Obiettivo: offrire alle studentesse universitarie un luogo privilegiato di elaborazione per permettere loro di leggere e sviluppare le proprie potenzialità nella fase di passaggio dall’università al mondo del lavoro, attraverso seminari teorici, laboratori di orientamento, con testimoni e on line, confronto tra donne di esperienze e generazioni diverse, discussioni guidate.
La scheda del progetto
Il sito del corso con i materiali utilizzati nelle lezioni
Con-Tempo - Le Città in Rete per la Conciliazione dei Tempi di Vita e di Lavoro (Regione Lombardia)
Il progetto, concluso nel settembre 2005, ha coinvolto gli Assessorati Pari Opportunità del Comune di Pavia, di Lodi, del Comune e della Provincia di Cremona, del Comune di Mantova e di soggetti privati e pubblici. Obiettivo: creare una rete per migliorare la partecipazione delle donne al lavoro e le condizioni di conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari; sperimentare azioni in rete mirate a: creare un clima favorevole allo sviluppo, al mantenimento, alla valorizzazione dell’occupazione femminile; ridurre il rischio di segregazione occupazionale e di esclusione dal mercato del lavoro delle donne; progettazione e attivazione di interventi innovativi e flessibili che valorizzino le specificità territoriali e rappresentino bisogni di conciliazione e riequilibrio delle responsabilità familiari tra i sessi.
Scheda del progetto con risultati e punti di forza
DONNE MEDIA E TELECOMUNICAZIONI. (Provincia di Lecce)
Il progetto "Donne, Media e Telecomunicazioni", promosso da una vasta e qualificata rete di soggetti con il coordinamento della Provincia di Lecce ed il supporto della Fondazione "Regina Pacis", è un'Iniziativa Comunitaria Equal realizzata da luglio 2002 a gennaio 2005, che ha inteso promuovere un intervento integrato e strategico per le pari opportunità a partire dalla promozione dell'Information and Communication Technology e delle politiche e servizi di conciliazione vita e lavoro. Obiettivo: promozione di politiche e servizi di pari opportunità attraverso 7 corsi di formazione per animatore di conciliazione; 8 corsi di formazione per Mediatore di Digital Divide (divario digitale, cioè impossibilità o difficoltà soggettiva o strutturale di accesso e di fruizione alle nuove tecnologie di comunicazione e informatiche) per l'utilizzo di nuove tecnologie e replicazione attraverso un portale interattivo, laboratori informatici didattici allestiti nel territorio.
Scheda del progetto con risultati e punti di forza
Il sito del progetto
Il progetto (PDF, 904 KB)
Sintesi del progetto (PDF, 111 KB)
Protocolli d’intesa sottoscritti nel corso del progetto (PDF, 900 KB)
Il mediatore del Digital Divide (PDF, 297 KB)
RI.Do - RISORSE DONNE VENEZIA GENDER (Provincia di Venezia)
Il progetto RI.Do rientra nell'Iniziativa Comunitaria Equal, ed è stato promosso da una partnership composta dalla Provincia di Venezia (capofila), da numerosi comuni, dalle parti sociali, da associazioni, da cooperative e dall'Azienda Sanitaria Locale. È nato nel 2001 ed è stato attuato in circa tre anni. Obiettivo: migliorare la posizione delle donne nel mercato del lavoro locale, promuovendo un cambiamento culturale nelle organizzazioni e nell'assetto dei servizi, favorendo il rapido cambiamento delle potenzialità occupazionali femminili.
Scheda del progetto con risultati e punti di forza
Il sito del Centro Risorse Donne e del progetto
TECHNE'DONNE (Associazione Orlando - Bologna)
Anche questa è un’iniziativa Equal, promossa dall’associazione Orlando, che lavora da anni sul tema del rapporto tra donne e tecnologie, per ridurre lo svantaggio di genere nell’accesso (il cosiddetto gender digital divide) ma anche per introdurre e diffondere soprattutto su internet contenuti e approcci al femminile, non omologati alla cultura falsamente neutrale che si impone anche nella rete.
Sono stati realizzati un laboratorio per verificare e valorizzare le competenze femminili in un’ottica non segregante (quindi non solo a livello di utente o esecutrice, ma per il controllo e l’innovazione degli strumenti tecnici come la progettazione di nuovo software), azioni desegreganti sulle imprese per fare emergere e riconoscere le competenze delle donne in settori a forte assetto tecnologico, formazione e modellizzazione per creare profili tecnici con competenze di genere (corso per Assistente tecnica in front office nelle ICT), azioni divulgative e di mainstreaming.
A conclusione del progetto, a giugno 2007, si è tenuto il Femcamp, una “non conferenza” aperta sul tema: I nuovi media sono segnati dalla differenza di genere?
PROGETTO GELSO - GEnere, Lavoro e Segregazione Occupazionale (Università degli Studi di Trento)
Altro progetto Equal, è un percorso di ricerca-azione orientato ad affrontare alcuni dei principali ostacoli che caratterizzano i percorsi professionali delle donne nel mercato del lavoro, cercando in prima istanza di metterne in luce le connotazioni strutturali e culturali, e di sperimentare azioni a più livelli per favorire un cambiamento a livello di sistema: formazione, workshop per manager e delegati sindacali, campagna promozionale, attivazione di tavoli negoziali con facilitatori, consulenza organizzativa. Al termine, a fine 2007, è stato predisposto un modello di analisi dei “costi della non parità”. Ha permesso l’introduzione, per la prima volta in Italia, di un congedo obbligatorio di tre giorni per i neopapà da parte di una banca trentina.
La sperimentazione del congedo di paternità (PDF, 210 KB)
PROGETTO DEMETRA - Per una nuova cultura di pari opportunità e conciliazione (Camera di Commercio di Milano)
Progetto Equal ampio e complesso, dedicato “alla donna che lavora e non solo”. Con l’obiettivo di promuovere il ruolo della donna nel mondo del lavoro e nello sviluppo del territorio in quattro province lombarde, contrastando la discriminazione e la disuguaglianza, facilitando l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, in particolare in professioni tecnico-scientifiche, oltre al loro accesso alle tecnologie informatiche, e diffondendo una cultura di genere nella scuola, con un laboratorio di “decostruzione” degli stereotipi di genere.