Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Emanuela Bertone, una donna come tante, tra famiglia e lavoro

07 ottobre 2008

Ti trovi nella sezione Le opinioni, i racconti, le storie.


Donna, moglie, mamma di due figli, lavoratrice a tempo pieno. Quando parla di se stessa, ridendo si definisce una “wonder woman”. Emanuela Bertone è una quarantenne vivace e pronta alle sfide. Dal 1990 lavora nell’azienda artigiana di famiglia fondata dai genitori nel 1977 a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo: oggi la gestisce insieme col fratello Fulvio e si occupa di amministrazione e rapporti commerciali.
Dal 16 settembre 2008 è presidente dell’Ente Fiera Fredda di Borgo, responsabile di tutte le attività legate al turismo e allo spettacolo nel Comune. Accanto a sé in questo nuovo impegno, oltre al Presidente uscente, ha voluto, guarda caso, due donne. Non è alla sua prima esperienza in questo campo: l’anno scorso ha infatti organizzato una tradizionale festa che dal 1790 coinvolge gli artigiani locali e la cittadinanza.
Donna, mamma e imprenditrice, abituata a districarsi tra famiglia, lavoro e nuove sfide. Per lei non poteva mancare un coinvolgimento in organi che si occupano di pari opportunità: è infatti
membro del gruppo “Donne Impresa” della Confartigianato e del Comitato per l’imprenditoria femminile con sede alla Camera di Commercio di Cuneo. Ascoltandola, viene naturale pensare che, contrariamente a stereotipi ancora molto diffusi, conciliare le diverse sfere della vita è possibile. Anche per le donne.

Lei è sposata e mamma di due figli di 14 e 3 anni, lavora a tempo pieno. Qual è il suo segreto?

“Il sacrificio: più ti sacrifichi e più ti rendi conto di poter fare. Quando accetto una sfida, vado avanti con entusiasmo, non riesco a vederne i lati negativi”.

E la famiglia, accetta le sue sfide personali?
“Certo. Il mio sacrificio è strettamente collegato alla comprensione, prima di tutto di mio marito, il mio primo sostenitore, e poi dei miei familiari che mi danno una mano”.

Lei fa parte del gruppo “Donne Impresa” e del Comitato per l’imprenditoria femminile con sede alla Camera di Commercio. Sono esperienze utili per le donne?
”Credo molto nelle reti di relazione e nel confronto: d’altronde, noi donne siamo abituate al sacrificio, dovendo conciliare tanti mondi diversi. Credo nella collaborazione e nelle iniziative per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile come le attività di mentoring. Il problema è che tanti partono dal presupposto che noi, in quanto donne, vogliamo sconti. Assolutamente no! È necessario il rispetto per quello che siamo: quando uno lavora bene, dimostrando quello che sa fare, riesce a convincere gli altri: la differenza di genere non importa più”.

Lei ci è riuscita…
”Per me è automatico che la donna lavori e non stia a casa, ma ho avuto esempi positivi che mi han dato la forza per guardare avanti: mia mamma, prima di tutto. E poi tutte le donne che ho conosciuto in questi anni, amiche prima che colleghe. In fondo, restiamo sempre donne e con la nostra maggiore sensibilità riusciamo creare rapporti più intimi. E poi ho un ottimo rapporto con i miei figli, anche se, ripeto, gestire tutto non è facile. Forse a volta manca qualcosa a me, ma fa parte delle regole del gioco”.

Da bambina, come sognava di essere da grande?

“Come sono oggi. Ho sempre voluto diventare ragioniera. Negli anni, poi, ho deciso di rimettermi di nuovo in gioco di fronte a qualcuno che mi giudicasse: ho prima frequentato la Scuola di Amministrazione aziendale e poi conseguito la laurea in Scienze dell’amministrazione. In seguito ho cercato di approfondire la cultura classica che mancava alla mia formazione. Il lavoro nell’azienda di famiglia non mi è mai pesato: quando scherzo dico che la mia vita è in un chilometro quadrato: stessa casa, stesso luogo di lavoro, stesse strade e abitudini. Ma è quello che ho sempre voluto”.

Una donna come tante, tra famiglia e lavoro, che cerca di non rinunciare a ciò che le piace. Una donna felice.