Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

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Donne e scienza

14 aprile 2008

L’Italia è uno dei Paesi Europei in cui le donne che lavorano nella ricerca guadagnano di meno rispetto ai colleghi maschi: in media, una ricercatrice italiana percepisce il 33% in meno di un ricercatore.
Le donne italiane sono inoltre scarsamente presenti nei ruoli chiave del mondo della ricerca: poco più di un componente su dieci dei comitati scientifici in Italia è donna (12%), contro tre su dieci nel Regno Unito e quasi cinque su dieci in Norvegia. Questo nonostante siano donne, nel nostro Paese, almeno sei laureati o dottori di ricerca su dieci in medicina e farmacia e più di uno su due in scienze della vita, fisica e agraria, e che nelle facoltà italiane di scienze naturali e ingegneria insegnino in proporzione più docenti donne che in Germania, Francia o Austria.

Sono alcuni dei dati che emergono dalla prima edizione di Donne e Scienza 2008. L’Italia e il contesto internazionale, pubblicato in questi giorni da Observa - Science in Society, un’associazione culturale senza fini di lucro che promuove la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, in collaborazione con Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) - Ufficio di Venezia - Ufficio Regionale per la Scienza in Europa (BRESCE), Studio Pirovano Consulting S.r.l. e l’associazione FaiR nata nel 2007 per sostenere l’equità di genere e la responsabilità sociale nel mondo della ricerca.

Il volume presenta una raccolta di dati e informazioni, provenienti dalle più autorevoli fonti nazionali e internazionali, articolata in tre parti. La prima affronta il tema della presenza della donna nella ricerca, con statistiche di genere e comparazioni internazionali; la seconda si sofferma sugli orientamenti del pubblico femminile verso scienza e tecnologia e la terza sulle attività internazionali, associative e progettuali promosse a favore delle donne nella scienza. Arricchiscono la pubblicazione testimonianze e contributi di illustri scienziate e ricercatrici, come Margherita Hack, Rita Levi Montalcini e Joan Lunney.
Secondo Valeria Arzenton e Simona Palermo, curatrici del volume, i dati raccolti confermano che “per le donne nella ricerca esiste un soffitto di cristallo: anche se molte ragazze intraprendono, con buoni risultati, gli studi scientifici, sono ancora poche le risorse femminile che vengono adeguatamente valorizzate nelle fasi successive della carriera. E ancor più difficile per le donne impegnate nella ricerca è conciliare le ambizioni professionali con il desiderio di costruire una famiglia”, concludono le ricercatrici. Eppure gli stessi ricercatori europei non percepiscono alcuna differenza nelle competenze professionali e di ricerca tra maschi e femmine e anzi sono i primi a lamentare la mancanza di un numero adeguato di donne soprattutto in posizioni di responsabilità e di direzione. Un limite, fra l’altro, di cui anche i cittadini sono consapevoli: il 62% degli europei auspica una maggiore presenza delle donne nella ricerca.
Negli ultimi anni, comunque, l’attenzione e l’impegno a favore dell’uguaglianza di genere nella scienza sono visibilmente aumentati. Oggi si contano oltre 50 organizzazioni europee, tra associazioni, fondazioni e networks, fondate per sostenere il ruolo e la professionalità delle donne nel mondo scientifico; almeno 17 sono le borse di studio e i premi scientifici (di cui 5 italiani) espressamente destinati a ricercatrici e a studentesse che si sono distinte nelle loro attività scientifiche; innumerevoli i progetti internazionali che, grazie anche al supporto della Commissione Europea, sono stati intrapresi per promuovere le pari opportunità nel campo della scienza e della tecnologia.
Al fine di monitorare le tendenze e i cambiamenti negli orizzonti professionali delle donne nella ricerca, e di stimolare un costante dibattito su questi temi, Donne e Scienza intende diventare un appuntamento periodico, che consenta di seguire l’andamento nel tempo delle questioni di genere con un costante aggiornamento dei dati e delle informazioni.
Un’anteprima del volume è disponibile sul sito di Observa
Donne e scienza: si può abbattere il soffitto di cristallo? Un articolo delle autrici del volume