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In base alle rilevazioni dell’Istat, l'incremento dell'occupazione femminile è quasi ininterrotto da circa venticinque anni: nel 2006 le donne che lavorano sono circa 800.000 per un tasso di occupazione pari al 56%, superiore di dieci punti a quello nazionale e abbastanza vicino al 60% stabilito come obiettivo per il 2010 dalla Strategia Europea per l'Occupazione. Le province di Cuneo e Biella hanno già superato questo traguardo.
Se nel 1981 le donne erano circa un terzo degli occupati, oggi sono il 42,5%.Tuttavia, se restringiamo la visuale agli ultimi anni, osserviamo come, in un contesto generale di espansione occupazionale, sia pur contenuta, la tendenza al progressivo aumento della presenza femminile, verso il raggiungimento di un sostanziale equilibrio di genere, si è arrestata nel 2002: la crisi industriale ha colpito prevalentemente le lavoratrici, che sono state faticosamente riassorbite dal settore dei servizi. Il divario di genere, sceso di sei punti nel decennio 1993-2002, ha segnato una lieve risalita nei due anni successivi ed è oggi tornato attorno al minimo storico, pur rilevante, del 17,5%.
In Piemonte le donne disoccupate a fine 2006 sono il 5,1% contro il 3,2% tra gli uomini, e i progressi nell'ultimo decennio sono stati più significativi, con un calo del tasso di disoccupazione femminile di oltre nove punti (solo cinque punti in Italia).
Inoltre, nelle imprese maggiori aumenta in modo lento, ma progressivo, l'incidenza delle lavoratrici con incarichi dirigenziali e intermedi, rispettivamente il 10% e il 18%, anche se, escludendo la pubblica amministrazione e ancora di più guardando all'industria, i numeri in gioco sono davvero troppo modesti.
Il 22% delle occupate piemontesi (pari a 172mila unità) ha un lavoro autonomo: 2 punti percentuale in più rispetto a dieci anni fa, in controtendenza rispetto al resto del Paese. Mentre la tendenza all’incremento dell’imprenditoria femminile è marcata, con una crescita dello 0,7% annuo nell’ultimo quinquennio, in linea con quella nazionale, e un totale di aziende guidate da donne che ha superato le centomila.
Si può quindi affermare, sulla base dei dati, che la situazione lavorativa va migliorando progressivamente, sia in termini quantitativi che qualitativi.
Sull'altro piatto della bilancia, troviamo una serie di fenomeni negativi assai persistenti e difficili da contrastare:
- una maggiore esposizione delle donne, giovani e adulte, alla precarietà dell'impiego e a condizioni di marginalità;
- una partecipazione al lavoro frenata a tutti i livelli dai condizionamenti sociali e familiari, che in particolare rendono più breve e intermittente la vita lavorativa e il conseguente sviluppo professionale e retributivo;
- la presenza di barriere alla progressione di carriera, con la difficoltà, soprattutto, di accedere al gradino superiore della scala gerarchica;
- l'eccesso di concentrazione delle donne in determinati settori soprattutto dei servizi (call center e marketing, assistenza, pulizia, ristorazione), che si somma alla sottorappresentanza nelle aree dirigenziali, delineando un quadro di segregazione orizzontale e verticale che sembra appena scalfito dai cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi decenni.
Si può affermare che l’occupazione femminile ha un “peso specifico” più basso di quella maschile, sia in relazione alla posizione nella professione, sia in rapporto alla stabilità dell’impiego e alle ore lavorate.
In sintesi, le donne sono fortemente sottorappresentate fra i dirigenti e fra le figure imprenditoriali, mentre si concentrano nei dipendenti fra gli impiegati esecutivi, e nei lavoratori autonomi fra le posizioni di carattere para-subordinato o assimilabili, con ovvie ricadute sui livelli retributivi. Tutto questo in clamorosa contraddizione con il livello di istruzione delle donne, che hanno superato i maschi nei diplomi di istruzione superiore e di laurea.
I dati sul lavoro femminile in Piemonte tratti in particolare dalle rilevazioni periodiche Istat e dai rapporti presentati dalle imprese con più di 100 addetti alla Consigliera di Parità Regionale, elaborati dall’Osservatorio Regionale sul Mercato del Lavoro.
Donne e lavoro in provincia di Torino a cura del Centro Risorse Servizi Pari Opportunità della Provincia.
Ultimo aggiornamento ( 19 maggio 2008 )