Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

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Cancro all'utero: al via il vaccino

26 febbraio 2008

La Ministra Livia Turco ha annunciato ufficialmente l'avvio della campagna pubblica e gratuita di vaccinazione contro il papillomavirus (HPV), l'agente virale responsabile del cancro della cervice uterina. Il vaccino è offerto quest'anno a tutte le 280'000 bambine nate nel 1997. L'Italia è il primo Paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica contro l'HPV. L'obiettivo è giungere ad una forte riduzione di questa malattia nelle prossime generazioni. Sarebbe una vittoria senza precedenti nella guerra contro uno dei più terribili nemici delle donne.

Il vaccino contro l'HPV è considerato sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l'insorgenza di un'infezione persistente dei due ceppi virali responsabili del 70% dei casi di questo tumore. Esso rappresenta un importante presidio di prevenzione che affianca, ma non sostituisce, lo screening periodico (pap test) attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni.
In Italia l'offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle bambine tra gli undici e i dodici anni di età, perché in questa fascia è massimo il rapporto beneficio-rischio. La somministrazione del vaccino prima dell'inizio dei rapporti sessuali è, infatti, particolarmente vantaggiosa perché induce un'efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus e perché la risposta immunitaria in questa fascia di età è maggiore di quella osservata in età successive.
Il programma vaccinale prevede la somministrazione di tre iniezioni a tre mesi di distanza l'una dall'altra.
È allo studio, inoltre, un ulteriore sviluppo della strategia vaccinale per valutare l'allargamento, in futuro, dell'offerta attiva anche ad altri gruppi di donne (tra i 25 e i 26 anni), in concomitanza con il primo invito all'esecuzione dello screening attraverso il pap test.
La campagna sarà accompagnata da una serie di spot su radio e tv, per sensibilizzare le famiglie e fare del vaccino un'occasione di maggiore consapevolezza e di dialogo tra genitori e figli.
Entro il mese di marzo 2008, le vaccinazioni saranno portate a termine nella maggior parte delle regioni tra cui il Piemonte, mentre il programma verrà completato entro il mese di giugno.
In Piemonte, la Giunta regionale ha deciso di estendere l'intervento, mettendo a disposizione gratuitamente e attivamente il vaccino anche alle ragazze nate nel 1993 e dunque nel sedicesimo anno di vita. Si tratta, sommando i due gruppi target, di oltre 34'000 ragazze.
"In questo modo - ha spiegato l'Assessore regionale alla Sanità, Eleonora Artesio - entro il 2012 si otterrà la saldatura delle coorti di nascita e quindi negli anni successivi si potrà cominciare a fare valutazioni d'impatto del vaccino: sicurezza, durata della protezione e incrocio con i dati dei programmi di screening, che dovranno essere mantenuti e potenzianti quale strumento di verifica dell'andamento epidemiologico delle lesioni precancerose e del carcinoma della cervice uterina".
Il programma di vaccinazione sarà preceduto da un percorso formativo ad hoc rivolto agli operatori dei servizi vaccinali e dei consultori, ai ginecologi, ai pediatri di libera scelta ed ai medici di famiglia.

Livia Turco nella conferenza stampa dedicata al vaccino ha anche fatto un bilancio della sua esperienza di ministra, ricordando di avere posto tra le priorità la salute della donna, "perché credo che rappresenti il vero discrimine di una società che vuole dirsi moderna e democratica", ha sottolineato, ricordando che questa iniziativa è parte di un progetto più ampio, elaborato anche grazie all'apposita Commissione ministeriale, che affronta tutti gli ambiti della salute femminile per tutto l'arco della vita di una donna.

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