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Per la terza volta la Città di Torino analizza il diverso impatto delle sue politiche sugli uomini e sulle donne. Nonostante le difficoltà finanziarie, la spesa per la conciliazione tiene, ma i cambiamenti demografici accrescono la domanda di cura, ancora a carico delle donne. Una scommessa essenziale per l’amministrazione che uscirà dalle prossime elezioni.
La Città di Torino ha presentato il Bilancio di Genere 2009.
Si tratta della terza esperienza di rendicontazione e di analisi delle spese effettuate e delle politiche intraprese dall’amministrazione dal punto di vista del genere, dopo quella pilota del 2004 all’interno del bilancio sociale e quella più articolata relativa all’esercizio finanziario dell’anno 2007. Si tratta anche di un adempimento del programma del mandato amministrativo giunto ormai a conclusione, che richiamava espressamente la necessità di procedere alla stesura progressiva del bilancio di genere, per evidenziare le specificità che non emergono dal bilancio tradizionale e per fondare su questa attenzione alle differenze le scelte programmatiche future.
Nella premessa del documento, gli assessori comunali alle Pari Opportunità, Marta Levi, e al Bilancio, Gianguido Passoni, hanno sottolineato che “le politiche pubbliche e l’allocazione delle risorse non agiscono in modo neutrale sulle diverse categorie di cittadini, ma possono avere impatti ed effetti differenziati”.
Il nucleo del documento consiste come in quello precedente nella riclassificazione del bilancio comunale che consente di leggere le entrate e le uscite in termini di genere. In questa edizione si è però cercato di andare oltre, approfondendo l'analisi di alcuni settori intuitivamente sensibili al genere: i servizi educativi, i servizi sociali e le politiche per il lavoro, e non limitandosi alle sole diversità rilevabili tra uomini e donne, ma riferendosi anche ad altri possibili ambiti di differenza, come la nazionalità, lo status sociale e la disabilità. Questa scelta ha consentito di coinvolgere pienamente settori cruciali dell’amministrazione in un’analisi gender oriented del bilancio e delle politiche messe in campo nell'ottica di arrivare gradualmente in un prossimo futuro alla redazione anche di un bilancio di natura previsionale e non solo a consuntivo.
Il documento, redatto sulla base delle linee guida indicate dalla Regione, si riferisce all’anno 2009, ma introduce, come elemento di novità, un confronto diacronico con le annualità precedenti, 2007 e 2008, ampliando l’analisi, limitatamente ai dati disponibili, anche al 2010.
Nel capitolo dedicato al quadro demografico, si rileva il progressivo invecchiamento della popolazione, dovuto alla maggiore longevità, e si propone la suddivisione per fasce di età in quattro aree, definite in una prospettiva di conciliazione: cura (infanzia e adolescenza), conciliazione lavoro-famiglia (cioè l’età adulta, suddivisa in sottofasi in relazione all’evoluzione della situazione familiare), assistenza e supporto (ovvero la terza età attiva, che scambia prestazioni con le aree precedenti ma evolve lentamente verso il divenire oggetto di cura) e quella più anziana in cui il bisogno di cura cresce e può divenire totale. Viene così messo in luce il bisogno di cura da parte di alcune fasce di popolazione (appunto, quella più giovane e quella più anziana) che sono cresciute e corrispondono al 23% del totale, e che si rivolge necessariamente alle fasce mediane, con un’evidente e netta ricaduta sulle donne, visto l’ancora lento aumento di condivisione da parte degli uomini delle responsabilità familiari.
Nell’analisi del bilancio comunale si rileva come, nel corso degli ultimi quattro anni, si sia assistito a una diminuzione della spesa complessiva del Comune, causata della contrazione degli investimenti seguita alle Olimpiadi e dai vincoli imposti dal patto di stabilità.
Nonostante le difficoltà di bilancio che stanno interessando tutti gli enti locali, però, la spesa corrente e le attività direttamente inerenti il genere si sono mantenute su un livello di circa un milione e mezzo di euro, superando, nel 2009, i due milioni. La percentuale sulla spesa complessiva si mantiene intorno allo 0,11% con un picco nel 2009 dello 0,16%, ed è prevalentemente spesa corrente per il funzionamento dell’Ufficio Tempi e Orari della Città. A questa vanno aggiunti i 365.000 euro in conto capitale riguardanti il progetto Borgo del tempo per la riqualificazione di spazi nelle Circoscrizioni.
Le principali attività per la diffusione delle pari opportunità e la valorizzazione della donna hanno riguardato la lotta alla violenza, attraverso il Coordinamento Cittadino, la partecipazione a vari progetti speciali per la creazione di reti locali e la gestione dell’Ufficio “Accogliere le donne”, istituito per dare supporto ed eventualmente una prima accoglienza alle vittime di abusi; la sensibilizzazione delle fasce dell’infanzia e dell’adolescenza sui temi delle differenze e discriminazioni; la programmazione di percorsi formativi a catalogo; la tutela della salute delle donne attraverso l’Osservatorio cittadino; l’informazione e diffusione delle pari opportunità e del mainstreaming di genere; il contrasto alla discriminazione sessuale e all’omofobia; la valorizzazione della donna all’interno dell’Ente mediante il sostegno al Comitato Pari Opportunità e alla consulente di fiducia, dando corso al Piano di Azioni Positive approvato nel 2008 che prevede azioni da realizzarsi nel triennio 2008 – 2011.
Sono rimaste stabili, per un ammontare di 376 milioni di euro, anche le spese riguardanti i servizi e le attività che agevolano la conciliazione del tempo della donna e della coppia tra il lavoro e la famiglia, come nidi, servizi scolastici e politiche sociali.
Le spese che hanno sofferto di più, subendo una lieve riduzione percentuale dell’incidenza sul bilancio complessivo, sono quelle relative alla qualità della vita, cioè a sostegno di politiche della casa, del lavoro, della cultura, dello sport, del turismo e del commercio. Sono incrementate, invece, le spese relative alla qualità dell’ambiente, con un aumento costante di alcune voci di spesa: polizia municipale, igiene ambientale, viabilità e parcheggi.
Questo bilancio di genere come si è detto rappresenta una fase di transizione, in cui si tenta di passare dalla fotografia dell’esistente alla costruzione di uno strumento utile per prendere e per stimolare le decisioni alla luce della variabile di genere e delle altre diversità. Per realizzarlo compiutamente, occorrerà, secondo gli assessori Levi e Passoni, operare su almeno due fronti: diffondere maggiormente presso la direzione politica della Città la lettura gender oriented delle politiche dell’Amministrazione e istituire un gruppo di lavoro intersettoriale capace di raccogliere le indicazioni provenienti dalle diverse aree di attività, analizzare i dati in modo collettivo e proporre una mentalità “sensibile al genere” all’interno delle Divisioni. E’ un compito per la futura Amministrazione che verrà eletta nel prossimo maggio.
Il bilancio di genere 2009 della Città di Torino (PDF, 3,74 MB)