Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

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Tante voci contro la violenza sulle donne

26 novembre 2008

In occasione del 25 novembre, in Italia e nel mondo, parole e azioni per non dimenticare. Image

“Occorre fare di più per dare esecuzione alle leggi esistenti e combattere l'impunità: bisogna combattere atteggiamenti e comportamenti che tendono a condonare, tollerare, giustificare o ignorare la violenza commessa contro le donne”. E’ l’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, che invita oggi la comunità internazionale ad "aumentare gli stanziamenti finanziari a sostegno delle vittime e delle donne sopravvissute alla violenza" e promuove la campagna globale UNiTI per porre fine alla violenza contro le donne che proporrà ogni anno un tema specifico su cui concentrare gli sforzi da oggi fino al 2015.
Anche l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Louise Arbour, nella sua dichiarazione in occasione della Giornata ha messo in luce il problema dell’immunità per crimini violenti contro le donne, che in molte situazioni di conflitto sono una piaga endemica.
L'IFAD, il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo dell'ONU, ricorda che le donne delle comunità povere nelle aree rurali sono particolarmente soggette alla violenza, che viene esercitata sotto diverse forme: abusi sessuali e fisici tra le mura domestiche, stupri, diffusione di Hiv-Aids, pratiche tradizionali, come la mutilazione genitale, e il traffico di esseri umani.
Il legame tra povertà e violenza è ricordato dalla sezione italiana di Amnesty International, che ha lanciato una campagna in favore delle donne colpite da Hiv/Aids in Sudafrica: su 5,5 milioni di persone malate il 55% dei contagi riguarda le donne.

In questa giornata, almeno il numero e l’autorevolezza dei messaggi fanno sperare in un’attenzione che non sia destinata a spegnersi il giorno dopo, soprattutto da parte delle istituzioni.

Soprattutto in Italia, dove forse un po’ a scoppio ritardato hanno cominciato a rimbalzare le cifre impressionanti della violenza di genere e sulla sua connotazione domestica, non più urlate solo dalle femministe o dai centri antiviolenza, ma riconosciute con i crismi dell’ufficialità dall’ISTAT.

Dai lenzuoli bianchi esposti alle finestre da Donneinquota al ciondolo esposto da Pangea con la campagna Mostra il segno del tuo sdegno; dalla manifestazione nazionale di Roma Indecorose e libere con oltre 50.000 partecipanti, soprattutto giovani, contro la violenza maschile, fino alla staffetta attraverso i luoghi del femminicidio promossa dall’UDI che partita da Niscemi percorrerà in un anno tutte le regioni d’Italia: il tratto comune delle iniziative sembra essere quello di non dimenticare, di non spegnere i riflettori, come prima condizione per provare a cambiare qualcosa.

Anche se, come è giusto in democrazia, le proposte per affrontare una situazione da tutti definita intollerabile sono molto diverse, anche tra le donne.

“Una data importante e un’occasione per promuovere azioni contro la violenza alle donne e per creare una coscienza collettiva, affinché gli autori di tali violenze non rimangano impuniti e le vittime prive di qualsiasi possibilità di risarcimento” scrive nel suo messaggio il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, auspicando “che questa giornata possa costituire un momento di proficua riflessione e di utile confronto per ragionare su soluzioni adeguate che liberino le donne dalla paura” e ricordando i tre disegni di legge del governo: l’introduzione del delitto dimolestie insistenti, “una novità molto importante per l’Italia, che vede per la prima volta il configurarsi del reato di stalking nel proprio ordinamento, ponendosi così al pari degli altri Stati Europei nei quali è già perseguibile”; l’inasprimento delle pene per la violenza sessuale; le misure per la repressione della prostituzione in strada e dei racket che la governano. Carfagna riconduce la lotta alla violenza, definita “un’emergenza sociale” a un problema generale di sicurezza, che obbliga la politica e il governo in particolare a “dare ai cittadini risultati immediati”.

La richiesta di approvazione in tempi rapidi di una legge che rafforzi le tutele e dia certezza del diritto alle vittime è rilanciata in una lettera aperta dall’associazione Donne in rete.

Ma "Tagliare 20 milioni di euro dal piano antiviolenza, come ha fatto questo Governo per darli all'Ici, significa non avere a cuore questo problema", obietta Walter Veltroni, segretario del Partito democratico, che chiudendo il convegno del partito Non da sola ha annunciato una mozione presentata alla Camera per chiedere fondi a favore del piano antiviolenza sulle donne, approvato dal precedente governo, mirato a creare e sostenere case rifugio, centri antiviolenza, associazioni femminili e misure a tutela delle vittime di violenza. "Chiediamo anche al governo -si legge nella mozione- la presentazione di un Piano d'azione per i diritti delle donne, contro le molestie per motivi di orientamento sessuale o religioso, per differenti abilità, razza e religione. In particolare l'esecutivo si impegni a stanziare per il Piano 20 milioni di euro nel 2009 e alla sua implementazione pari a 40 milioni di euro per il 2010 e a 60 milioni per il 2011. Solo così sarà possibile la realizzazione di azioni, campagne informative, misure a tutela delle vittime e attività di recupero".

E sottolineando come “la violenza si consuma nel silenzio delle case, al riparo di famiglie rispettabili o nel circuito affettivo delle vittime" l’ex ministra Barbara Pollastrini chiede al presidente della Camera dei Deputati di convocare nell'anno del sessantesimo della Costituzione italiana e nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, una sessione dedicata ai diritti umani delle donne e ai programmi contro ogni forma di intimidazione e di violenza.

Prima Regione italiana ad aver avviato una strutturata e capillare azione di prevenzione e contrasto al fenomeno e di sostegno alle vittime, il Piemonte ha voluto marcare la sua adesione alla giornata con atti concreti. Proprio in occasione della Giornata, la Giunta ha affidato a Finpiemonte la gestione del fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di maltrattamento e violenza, in applicazione della legge regionale n. 11/2008. Un intervento in linea con il Piano regionale già approvato dalla Giunta, frutto del lavoro congiunto di otto assessorati e della concertazione con il territorio, che ha già trasferito alle Province 700.000 euro per la sua attuazione con l'obiettivo di giungere, entro un anno, all'attivazione, in ogni provincia, di uno sportello informativo rivolto alle donne e alle altre potenziali vittime di atti di violenza e maltrattamento.
Contemporaneamente, è stato dato vita a un centro operativo che farà da cabina di regia per il monitoraggio del fenomeno e lo studio delle azioni necessarie, e prosegue il programma di formazione e aggiornamento del personale sanitario per l'istituzione di un punto di riferimento presso ciascuna Asl e pronto soccorso specializzato nel trattamento di casi di violenza alle donne.
"La violenza sulle donne è una tragica quotidianità - osserva Giuliana Manica, assessora regionale alle Pari opportunità - Una realtà che non può essere affrontata in modo emergenziale e che vede il Piemonte in prima linea".

 
Approfondimenti
L’ampio speciale sul 25 novembre dell’agenzia Delt@
La strage nel silenzio. Speciale video dal sito La Repubblica TV
La mattanza. Una ricerca sui femminicidi in Italia
Il messaggio del Segretario generale dell’ONU per il 25 novembre (PDF – 73 KB)