
Un coro di solidarietà e indignazione quanto accaduto a Suad Omar, mediatrice culturale italo-somala, violentemente aggredita su un bus venerdì scorso, sulla linea 63, alla fermata davanti all’ospedale Maurziano. La lettera del movimento delle donne di Torino, il cordoglio della Città di Torino e di molte istituzioni di parità provinciali e regionali, dell’associazionismo sono una testimonianza della stima per l’impegno civile della donna e del rammarico per quanto avvenuto.
Tempestata di pugni, ha una costola fratturata, e due settimane di prognosi. Madre di cinque figli, una vita divisa tra la famiglia e l’impegno a difesa degli stranieri e delle donne, Suad è molto conosciuta a Torino. Laureata in Somalia, dal 1989 vive in Italia, dove è arrivata per raggiungere quello che sarebbe diventato suo marito. Ha studiato da mediatrice culturale, lavoro a cui negli anni ha affiancato anche l’impegno politico: consigliera alla Circoscrizione 8 fino alla scorsa primavera e coordinatrice della Commissione giovani e immigrati a San Salvario (quartiere in cui risiede), era già stata candidata alle regionali, alle provinciali e alle europee. è stata tra le fondatrici del centro culturale Alma Mater e del centro Alouan, e una delle voci di «Babalasalà», prima trasmissione radiofonica fatta da e per gli immigrati sulle frequenze di Radio Torino Popolare. Oggi continua l’attività di mediatrice ed è responsabile per l’Italia degli intellettuali somali emigrati a causa della guerra civile.
Un estratto della lettera del Movimento delle Donne di Torino: “Nonostante lo shock e il dolore, Suad decide di dare visibilità alla violenza subita, informando le amiche, la rete di facebook e decidendo di avvalersi di un avvocato. Chiede ai carabinieri di visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti sull'autobus, di cercare l’uomo che l’ha aggredita solo perchè donna e “diversa”.
Negli ultimi anni le aggressioni a cittadini di origine africana sono state numerose. Le donne, le donne straniere ancora di più, sono soggette a continue violenze nei luoghi pubblici senza la minima possibilità di difesa. Le parole che offendono, l'umiliazione e le botte la dicono lunga sul nostro clima di convivenza, sull'inadeguatezza delle istituzioni che non riescono a prendere una posizione più netta a difesa delle donne, contro il razzismo e la misoginia che si manifesta nelle nostre strade e nelle nostre vite.
L'aggressione subita da Suad è l'ennesimo attacco a tutte le donne. Non deve passare inosservato. Giustizia deve essere fatta!”
I messaggi di solidarietà a Suad sono stati inviati dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte e dalla Consulta delle Elette del Piemonte, dall'Assessore alle Pari Opportunità della Città di Torino, dall'Assessore alle Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità della Provincia di Torino, dalla Dirigente ed il Servizio Pari Opportunità e Politiche dei Tempi, dalle Consigliere di Parità provinciali.
A queste si uniscono, insieme a molte altre, l’associazione Archimente, l'ong MAIS, l'associazione Mamre, il Consorzio delle ONG Piemontesi (COP) ed il Gruppo Immigrazione e Salute (GrIS) Piemonte, le associazioni: Soomaaliya Onlus, Iroko Onlus, Di Nuovo – Torino, Tampep, ProgettarSi, AlmaTerra che esprimono il proprio rammarico e la propria indignazione per il grave episodio di violenza e discriminazione di cui Suad Omar è stata vittima. Da tutte un messaggio di solidarietà e la volontà di portare avanti, con sempre maggiore determinazione, il contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione.