26 novembre 2008
Dopo la raccomandazione della Commissione Europea del luglio 2007 (PDF – 250 KB), è ora il Parlamento di Strasburgo a scendere in campo e a chiedere a sua volta alla Commissione un intervento più efficace contro il divario retributivo di genere.
Un differenziale ormai quantificato in modo certo: nell'Unione europea, le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini con punte del 25% in meno nel settore privato (negli Stati membri il gap varia tra il 4% e più del 25%) e che “non tende a ridursi in modo significativo”. Tanto che “una donna dovrebbe lavorare 418 giorni di calendario per guadagnare quanto un uomo guadagna in un anno”.
Il Parlamento chiede alla Commissione di presentare delle proposte legislative per garantire una migliore attuazione delle norme europee in materia di parità retributiva tra donne e uomini, riformando la Direttiva 54 del 2006 [PDF, 135 KB] oggi in vigore e fissa una scadenza: il 31 dicembre 2009. Non solo, alla Commissione vengono date indicazioni precise su come agire: definire in modo più preciso il concetto di parità retributiva, rivedere i sistemi di classificazione delle professioni, ampliare le competenze degli organismi di parità, adottare misure per prevenire le discriminazioni e rafforzare la dimensione di genere, inasprire le sanzioni per gli inadempienti.
E’ questo il contenuto della relazione della slovacca Edit Bauer, presentata a nome della Commissione parlamentare dei diritti della donna e uguaglianza di generi (FEMM), approvata dall’assemblea con 590 voti favorevoli, 23 contrari e 46 astensioni.
“Il problema di fondo - sostiene l’on. Bauer- è che la direttiva attuale contiene una definizione di "parità retributiva" generica e per disporre di categorie più precise sarebbe invece importante definire il divario di retribuzione nei suoi molteplici aspetti, compresi i divari indiretti (benefit e bonus aziendali) e quelli nel trattamento pensionistico. Inoltre occorre istituire un monitoraggio regolare in materia di retribuzione e di indennità addizionali da pubblicare sotto forma di statistiche sui salari disaggregate in base al genere, compilati a livello settoriale e nazionale in ciascuno Stato membro”.
Il Parlamento chiede anche alle istituzioni europee di organizzare una Giornata europea della parità retributiva al fine di contribuire a sensibilizzare alle disparità retributive esistenti e a stimolare tutte le parti interessate ad assumere le iniziative atte a eliminare tali disparità.
Interessante è anche il paragrafo dedicato agli organismi per la parità, il cui mandato dovrebbe essere ampliato, includendovi il sostegno e la consulenza alle vittime di discriminazioni retributive, l'elaborazione di studi indipendenti sul divario di retribuzione, nonché la pubblicazione di relazioni indipendenti e la formulazione di raccomandazioni su qualsiasi argomento relativo alla discriminazione retributiva diretta e indiretta). Dovrebbero inoltre avere la facoltà di adire un tribunale nei casi di discriminazioni retributive e di offrire una formazione specifica destinata a parti sociali, avvocati, magistrati e difensori civici.
Il comunicato stampa del Parlamento Europeo
Alcuni dati sul differenziale retributivo di genere