19 agosto 2011

Dopo “Camminami sopra”, l’immagine pubblicitaria per cui lo IAP (istituto dell’autodisciplina pubblicitaria) ha chiesto l’immediato ritiro in quanto “offensiva della dignità della donna, sulla quale verrebbero trasferite le caratteristiche del prodotto reclamizzato, provocandone così la mercificazione”, l’azienda cuneese rilancia con i “dettagli fanno la differenza”. Questa voltà è il Comitato provinciale “Se non ora quando” a prendere la parola.
Una comunicazione a tutti gli organismi di parità provinciali e regionali oltreché agli organi di stampa per informare della segnalazione all’IAP. Così il comitato provinciale cuneese “Se non ora quando” ha diffuso la notizia. Così per la terza volta in un anno e mezzo il gran Giurì dovrà intervenire su una pubblicità proposta dalla medesima ditta.
Interpellato la prima volta per la campagna apparsa sui quotidiani, con il messaggio “Camminami sopra” il gran Giurì segnalava anche che il messaggio “scredita la pubblicità, avendo come unico intento quello di raggiungere il massimo impatto sul pubblico”. Ne aveva quindi intimato il ritiro.
A distanza di pochi mesi, il 30 settembre scorso, il Gran Giurì aveva dovuto esprimersi anche per un secondo tentativo “Così non l’avete mai visto” con la motivazione: “la raffigurazione risulta offensiva della dignità della persona, in quanto strumentalizza gratuitamente una porzione del corpo femminile quale mero supporto per l'offerta del prodotto pubblicizzato provocando uno svilimento della dignità della persona. Nulla giustifica la raffigurazione se non la volontà di colpire ad ogni costo l'attenzione del pubblico”.
Tutto ciò ha posto la Pavesmac srl, azienda di Peveragno (CN), nel mirino di istituzioni e associazioni attente al rispetto della dignità della persona. Di fronte all’ultimo messaggio a muoversi è il comitato provinciale “Se non ora quando” che ha interpellato lo IAP per segnalare la nuova campagna, in cui un paio di gambe femminili inguainate in autoreggenti sono accompagnate dallo slogan recita “i dettagli sono la differenza”.
"Oggi sappiamo che questa azienda attacca la dignità delle donne sapendo di farlo" - commenta il comitato provinciale Se Non Ora Quando?. - E visto che a importare sono i dettagli sarà bene far notare che attacca più della metà della potenziale clientela.. E considerato che il consiglio provinciale e il consiglio comunale di Cuneo hanno aderito alla moratoria sulle pubblicità lesive dell'immagine della donna, SNOQ chiede l'immediato ritiro della campagna”.
Il comitato provinciale “Se non ora quando” segnala inoltre un elemento interessante: « ‘Camminami sopra’ sembra slogan, idoneo a reclamizzare un pavimento. Ma combinato con l’immagine di una donna, seduta su gradini, vestita di sola lingerie e in posizione seduttiva, il risultato è altro. Il messaggio veicola il concetto che la donna è come un pavimento, e come tale va calpestata. Con questa l’argomentazione il Giurì lo scorso anno fece sua la segnalazione avanzata dal comitato di controllo contro un annuncio stampa diffuso da Pavesmac, azienda di Peveragno. L’azienda si era difesa sostenendo che la pubblicità considerava il pavimento come un esempio di perfezione assoluta, rappresentata, appunto, dalla donna nella sua migliore espressione. Secondo il Giurì, è difficile non apprezzare le contestazioni del comitato che giudicano l’accostamento lesivo della dignità femminile, perché strumentale alla mercificazione del corpo della donna».
Perseverare, appunto, considerando che il pubblico maschile a cui è rivolta la pubblicità sia sensibile ai messaggi sessisti e confidando anche che la pubblicità indirettamente prodotta da segnalazioni come queste (“non importa come….l’importante è che se ne parli”…) sia in qualche modo “pubblicità”.
Forse nel settore degli autobloccanti davvero il ragionamento può funzionare, al contrario di quanto è avvenuto per altre campagne pubblicitarie: Dolce & Gabbana, ad esempio, dovettero ritirare una pubblicità in seguito alla rivolta che adottò il boicottaggio dei prodotti con quel marchio come metodo pacifico di protesta.
Forse….certo è che il caso pone mette al centro dell’attenzione non solo le scelte dell’azienda ma anche quelle, del tutto opinabili, di pubblicitari che certe scelte le appoggiano e i giornali che le pubblicano, ovviamente senza assumersi responsabilità nel merito dei contenuti, ovviamente.
Segnaliamo il commento del titolare dell’azienda nell’articolo apparso su Targato CN