
Sono partiti da gennaio i nuovi ammortizzatori sociali in deroga. Cassa integrazione e mobilità si intrecciano con le politiche attive per il reinserimento dei lavoratori, finanziate dalla Regione e coordinate dai Centri per l’Impiego. In Piemonte c’è anche un fondo speciale di sostegno per i lavoratori senza stipendio.
In seguito all’accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009, sono state istituite misure straordinarie per affrontare la crisi, garantendo nel biennio 2009-10 un reddito minimo a tutti i lavoratori colpiti, con il contributo finanziario delle Regioni sostenuto da risorse del Fondo Sociale Europeo.
Vengono infatti concessi trattamenti di cassa integrazione guadagni e di mobilità anche ai lavoratori dipendenti da imprese escluse dalla normativa generale, i cosiddetti ammortizzatori sociali in deroga.
Il sostegno economico deve essere abbinato a interventi di politica attiva personalizzati in relazione alla condizione del soggetto, miranti a rafforzare le competenze possedute o a favorire processi di riqualificazione o di ricollocazione ove necessario. L’erogazione dell’indennità è subordinata alla partecipazione a tali iniziative, che rappresentano un’opportunità di crescita professionale in una fase particolarmente critica, in vista di una ripresa economica di cui iniziano a manifestarsi alcuni sintomi, anche se dalla portata ancora limitata.
La Regione Piemonte ha messo a punto l’organizzazione degli interventi, che sono coordinati dai Centri Provinciali per l’Impiego (CPI) e gestiti operativamente da organismi costituiti in forma associativa da agenzie formative e operatori dell’orientamento e delle politiche del lavoro, in modo da combinare competenze e capacità professionali diverse ma complementari per rispondere adeguatamente alle esigenze espresse dai lavoratori e dalle lavoratrici interessati e dalle imprese in cui operano.
Il nuovo sistema, operativo da gennaio 2010, è basato sull’attivazione diretta del lavoratore o della lavoratrice per partecipare a un percorso di politica attiva, comprendente attività di orientamento, formazione, riqualificazione e/o ricollocazione, finalizzato a migliorare la propria occupabilità; un suo rifiuto o la mancata partecipazione non giustificata agli interventi programmati comportano la perdita del diritto all’erogazione del sussidio.
Il dipendente in cassa integrazione deve sottoscrivere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID), predisposta dall’azienda, e presentarsi entro cinque giorni lavorativi dall’inizio dell’effettivo periodo di sospensione dal lavoro, al Centro per l’Impiego competente (in relazione non al Comune di residenza o domicilio, ma al Comune dove svolge la sua attività lavorativa o ha sede l’unità operativa aziendale di riferimento) per un colloquio preliminare con cui si avvierà il percorso da concordare con gli operatori dei servizi per l’impiego.
Il lavoratore in mobilità deve invece presentare la domanda alla sede INPS di riferimento, in quella sede sottscrivere la DID e recarsi entro i cinque giorni successivi al Centro per l’Impiego.
In entrambi i casi, la persona ammessa agli ammortizzatori in deroga deve firmare il Patto di Servizio, che definisce i rapporti e le reciproche responsabilità, e concordare il Piano di Azione Individuale (PAI), che descrive le azioni da svolgere per acquisire nuove opportunità sul mercato del lavoro.
Le persone in cassa integrazione dagli ultimi mesi del 2009 saranno coinvolte, ma non devono attivarsi direttamente, perché verranno contattate dai CPI.
Un’altra iniziativa della Regione Piemonte per far fronte alle conseguenze sociali della crisi è il Fondo speciale di garanzia a sostegno dei lavoratori dipendenti in condizioni di disagio economico, rivolto a lavoratori rimasti senza stipendio per almeno tre mesi a causa delle difficoltà finanziarie del proprio datore di lavoro.
E’ prevista la concessione da parte delle banche aderenti di anticipazioni parziali del trattamento retributivo maturato e non percepito che i lavoratori vantano nei confronti delle imprese in ritardo nel pagamento degli stipendi. Il fondo regionale opera come garanzia verso le banche per dodici mesi e rimborsa anche gli interessi pagati dai lavoratori all’atto della restituzione dell’anticipo.
Le domande possono essere presentate fino alle ore 12.30 del 8 marzo 2010.