La Regione vara un nuovo modello organizzativo per migliorare l’assistenza a mamme e neonati, da prima del concepimento a dopo la nascita.
Le aziende sanitarie piemontesi si riorganizzano, per offrire alle mamme e ai neonati una migliore qualità dell’assistenza e una presa in carico completa dal concepimento fino al periodo immediatamente successivo alla nascita. Lo ha stabilito la Giunta regionale, con una delibera in cui si fissano le linee guida del Percorso nascita, cioè dell’insieme degli interventi sanitari, educativi e sociali che dovranno essere garantiti in gravidanza, durante il parto e nel periodo immediatamente successivo, a tutte le donne e ai loro bambini in Piemonte.
«L’intento generale del provvedimento – spiega l’assessore alla tutela della salute e sanità, Eleonora Artesio – è quello di favorire il più possibile il benessere e la salute della gravida e del feto, che devono essere assistiti, accompagnati e sostenuti dal Sistema sanitario dal momento della gestazione ai primi mesi di vita, anche al fine di consentire una tempestiva identificazione degli eventuali fattori di rischio, per mettere in campo le necessarie azioni di protezione. Per questo, il testo approvato oggi, prodotto da un gruppo di lavoro costituito ad hoc presso l’Assessorato,fornisce ai direttori generali obiettivi specifici e indicatori di risultato che devono essere raggiunti, attraverso il riordino dei servizi coinvolti (consultori, ambulatori specialistici, Punti nascita, terapie intensive neonatali) e la loro messa in rete. A partire da questi indirizzi, i manager dovranno produrre ora un proprio piano aziendale, in cui vengano definite le strutture e le modalità attraverso cui il “percorso” potrà essere assicurato sul territorio, anche sulla base delle caratteristiche specifiche della popolazione di riferimento».
Il documento si articola in fasi successive, per ciascuna delle quali si descrive che tipo di assistenza debba essere prestata e quali siano le figure professionali e i punti della rete interessati.
Viene prevista una presa in carico già nel periodo preconcezionale, in cui la coppia decide se e quando programmare la gravidanza, con un “bilancio di salute” preventivo, esami del sangue totalmente a carico del Servizio Sanitario Regionale, indagine sugli eventuali rischi di tipo riproduttivo e depressivo.
Una particolare attenzione è posta alla fase finale della gravidanza, per aiutare la coppia a definire il proprio “birth planning”, esplicitando, ad esempio, dove effettuare il parto, quale persona di fiducia si desidera che sia presente, quali posizioni si vorrebbero adottare durante il travaglio, quali scelte nell’alimentazione del neonato e soprattutto quali pratiche di contenimento del dolore.
Tra le novità introdotte dal documento, figura l’indicazione che in ciascuna delle quattro aree sovrazonali del Piemonte (Torino; Cuneo; Alessandria e Asti; Novara, Verbano, Biella e Vercelli) debba essere presente almeno una struttura in cui si assicuri la possibilità di fruire dell’analgesia epidurale, che utilizza minori quantità di farmaci e permette alla madre di restare cosciente e respirare spontanemante.
Inoltre, in ciascuna Asl dovrà essere attivato almeno un ambulatorio ostetrico con apertura prolungata una volta la settimana, per le coppie con maggiore difficoltà di accesso ai servizi, e almeno un ambulatorio per le gravidanze a rischio. Ai direttori generali, inoltre, viene prescritto di concentrare la diagnostica di screening prenatale e quella invasiva in servizi che mantengano una casistica sufficiente a garantire la qualità dell’esame (300 l’anno nel caso dell’amniocentesi), nonché di estendere a tutta la regione il servizio di trasporto neonatale di emergenza a carico delle terapie intensive di terzo livello.
Infine, dovrà essere creato almeno un punto di sostegno all’allattamento al seno in ciascun Distretto, in modo che si possa ridurre la caduta di questa pratica dopo le dimissioni dall’ospedale, e in ogni azienda dovrà essere garantita la presenza di almeno un operatore con la qualifica di IBCC (consulente internazionale allattamento), per la presa in carico degli allattamenti con problematiche complesse.
A questo proposito va ricordato che da oltre dieci anni la Regione ha varato il progetto "Promozione, protezione e sostegno dell'allattamento al seno", basato sull’informazione e sulla diffusione della degenza di madre e neonato nella stessa stanza, che ha portato a un aumento della percentuale delle madri che hanno scelto di allattare al seno in modo esclusivo: dal 39,3 % del 1999 si è arrivati al 64,9% del 2005, con effetti positivi dimostrati sulla salute del bambino (minor numero e durata dei ricoveri ospedalieri nel primo anno di vita, come risulta da una ricerca comparata svolta insieme alla Regione Friuli).
Approfondimenti
Il documento “Il percorso nascita in Piemonte” (DOC, 36 KB)
I dipartimenti materno-infantili in Piemonte
Il rapporto regionale sull’allattamento al seno del 2007 (PDF, 927 KB)