Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Paritā di genere e ricerca in Europa

26 maggio 2008

Il Parlamento critica Commissione e stati, per la sottorappresentanza delle donne nella scienza soprattutto a livello accademico, e propone azioni più decise per sostenere le giovani ricercatrici.

La ricerca rappresenta un settore cruciale per lo sviluppo economico dell'Unione Europea, che dovrebbe assumere altri 700.000 ricercatori nell'ambito della realizzazione della strategia di Lisbona per la crescita e lo sviluppo. Tuttavia, le ricercatrici rappresentano una minoranza corrispondente, in media, al 35% dei ricercatori impegnati nel settore pubblico e dell'istruzione superiore e soltanto al 18% dei ricercatori occupati nel settore privato. Inoltre, la percentuale di donne che occupano incarichi di alto livello non supera il 20% e le probabilità per gli uomini di ottenere una cattedra o un posto equivalente sono tre volte maggiori rispetto a quelle delle donne.
Per quanto riguarda l’Italia, si pone in perfetta media europea per quanto riguarda l’insieme delle donne impegnate nella ricerca (29%), pur avendo una base di reclutamento più larga perché le donne con un titolo equivalente al dottorato sono il 51% del totale (contro il 43% comunitario), ma nettamente al di sotto nella composizione degli staff accademici e nei comitati scientifici (dove le donne sono appena il 13%).

Il Parlamento europeo ha affrontato il 21 maggio 2008 la questione della sottorappresentanza delle donne nella scienza, approvando, con 416 voti favorevoli, 75 contrari e 164 astensioni, una risoluzione proposta dalla eurodeputata danese BrittaThomsen, assai critica verso gli Stati, le istituzioni scientifiche e la stessa Commissione Europea.

La relazione Thomsen, partendo dal documento della Commissione She figures 2006, giudica in particolare poco ambizioso l’obiettivo di assicurare che il 25% dei posti scientifici prestigiosi nel settore pubblico vadano a donne, percentuale che si colloca molto al di sotto della quota generalmente considerata come riferimento per la parità di genere del 40%.
Per questo, la relazione invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre procedimenti di reclutamento più trasparenti e ad assicurare più parità tra i sessi nei comitati di valutazione, di selezione e altre commissioni, come anche nei comitati e nelle commissioni nominate.
La relazione suggerisce anche che le donne scienziate potrebbero essere meglio rappresentate all'interno di progetti finanziati dal settimo Programma Quadro, in cui attualmente non sono richiesti piani d'azione riguardanti il genere come requisito per il finanziamento dei progetti.

Il Parlamento deplora poi che le interruzioni dell’attività scientifica femminile legate a motivi familiari abbiano ricadute negative sulle opportunità di carriera delle donne, “dal momento che la maggior parte dei loro colleghi maschi non sono costretti a sospendere la loro attività e quindi raggiungono posizioni di livello simile in età più giovane”, trovandosi avvantaggiati nelle future prospettive di carriera. Occorre quindi garantire orari di lavoro flessibili, migliori strutture per l’assistenza all’infanzia, nonché l’accessibilità delle prestazioni previdenziali a livello transnazionale, e prendere misure legislative per correggere le anomalie che penalizzano di fatto chi ha impiegato il proprio tempo per il lavoro di cura, ad esempio alzando in questi casi l’età per l’ammissione alle borse di studio.
Le università, gli istituti di ricerca e le imprese private dovrebbero anch'esse adottare e migliorare le loro strategie di parità nella loro organizzazione e effettuare una valutazione dell'impatto del genere sessuale nei loro processi decisionali.
Altre azioni sottolineate dalla relazione riguardano lo sviluppo ulteriore dei programmi di mentoring e di addestramento per giovani ricercatrici per sostenere soprattutto le giovani all’inizio della carriera scientifica. Si tratta di vere azioni positive che dovrebbero essere adottate al fine di incoraggiare le donne, anche sostenendo le reti di ricercatrici a livello nazionale ed europeo.

Approfondimenti

Il testo della risoluzione

Sintesi della relazione

She figures, 2006. Women e science. Documento della Commissione Europea (PDF, 1.1 MB) (in inglese)

Donne e ricerca. Un servizio di Rai News 24 (file video)