
Una risoluzione bipartisan della Commissione Lavoro della Camera chiede atti precisi a sostegno delle donne: servizi all’infanzia, tutela della maternità e delle lavoratrici anche autonome, incentivi all’occupazione e all’imprenditoria femminile, autonomia degli organismi di parità. Una sfida essenziale per la politica e per la società italiana.
La Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità una risoluzione sulle politiche a sostegno delle donne e dell'occupazione femminile, che impegna il governo ad azioni precise. E’ un atto politico generale di indirizzo, i cui effetti sono tutti da verificare, ma che sicuramente trae importanza dal fatto che riassume e unifica proposte dei diversi partiti: PdL, PD e IdV.
La prima firmataria della risoluzione, Paola Pelino del PdL, si è dichiarata “soddisfatta per il grande risultato ottenuto grazie ad un proficuo confronto tra maggioranza ed opposizione" e ha espresso apprezzamento per l'intervento del governo e dei ministri competenti Sacconi, Carfagna e Giovanardi che “si sono assunti l'impegno di portare avanti impegni precisi anche di fronte ad un periodo di eccezionale crisi economica”.
“Con questa risoluzione il governo - aggiunge la Pelino - si impegna a favorire una effettiva e maggiore partecipazione delle donne nel mercato del lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno dove il divario con l'occupazione maschile è più marcato rispetto agli obiettivi di Lisbona. Si punta a mettere in campo agevolazioni attraverso interventi mirati e misure per promuovere le donne ai vertici delle imprese. Importante avere previsto la conciliazione dei tempi di lavoro con gli impegni familiari potenziando gli asili nido, il part-time e i congedi parentali”.
Questo spirito è condiviso, pur con diversi accenti, dalle diverse parti politiche.
Barbara Saltamartini (PdL) ritiene che si tracci “una linea d'azione precisa che consenta di uscire da una mera logica di antagonismo tra uomini e donne, ponendo la questione delle pari opportunità e delle politiche di conciliazione su un piano più generale, che richiede l'impegno dell'intera società italiana”.
Dall’opposizione, l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano sottolinea però le contraddizioni tra le dichiarazioni di principio contenute in questo documento e l'azione concreta svolta dal governo, ad esempio con l’aumento dell’età pensionabile per le dipendenti pubbliche, mentre l’on. Lucia Codurelli ricorda che solo i provvedimenti concreti, conseguenti a questo atto di indirizzo, potranno rendere finalmente giustizia alle donne lavoratrici.
Il presidente della Commissione, Silvano Moffa,auspica che la mozione dia slancio all'azione del governo in materia di pari opportunità.
Ecco dunque i contenuti del documento.
In premessa, viene sottolineato che il decreto legislativo n. 5 del 25 gennaio 2010, in applicazione della direttiva comunitaria 2006/54/CE su pari opportunità e parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, ha ribadito che l'obiettivo della parità tra donne e uomini deve attuarsi in tutte le politiche e le attività, anche attraverso misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato, e nella formulazione e attuazione, a tutti i livelli e ad opera di tutti gli attori, di leggi, regolamenti, atti amministrativi e programmi politici.
Pertanto, la risoluzione impegna il governo a dare ulteriore seguito - muovendosi, in particolare, nell'ambito delle linee di indirizzo dell'Unione Europea e del Piano di azione Italia 2020, e in continuità con le misure previste con le manovre finanziarie per il 2007 e il 2008 della precedente legislatura - ad iniziative legislative ed amministrative a favore dell'occupazione delle donne, della conciliazione e dell'imprenditorialità femminile, nell'ambito delle risorse disponibili e compatibilmente con i delicati equilibri economico-finanziari derivanti dall'attuale fase di crisi, presentando una relazione annuale alla Commissione, secondo le seguenti linee guida:
1. potenziare le azioni svolte a livello nazionale al fine di conseguire per i servizi dell'infanzia gli obiettivi di Lisbona, assicurando la qualità standard dei servizi offerti, e promuovere l'attuazione del piano straordinario per la conciliazione e il progetto Nidi PA, monitorando altresì l'effettivo utilizzo delle risorse disponibili;
2. mettere in atto ogni possibile sforzo per garantire la continuità del finanziamento della legge n. 53 del 2000 e, in particolare, dell'articolo 9;
3. assicurare la continuità degli incentivi in favore dell'occupazione femminile, in particolare supportando con adeguati sostegni finanziari le linee guida del Piano di azione Italia 2020;
4. dare nuovo impulso ad interventi in favore dello sviluppo dell'imprenditorialità femminile, non soltanto nelle aree più avanzate del Paese, ma anche nel Mezzogiorno, dove è forte l'esigenza di sostenere l'impegno delle donne che intendono promuovere lo sviluppo economico e produttivo dei propri territori;
5. seguire la disciplina comunitaria riguardante il grado di autonomia degli organismi di parità, come strumenti essenziali per lo sviluppo delle politiche di cui in premessa;
6. dare piena applicazione alla risoluzione, approvata unitariamente dalla XI Commissione nella corrente legislatura, che promuove - nella fase di progressiva scadenza del rinnovo dei mandati - il principio di parità nelle nomine governative di enti, organismi, agenzie e autorità, ferma la necessità di premiare il merito;
7. contrastare le violazioni delle leggi a tutela della maternità, anche al fine di fare emergere con ogni mezzo utile il lavoro sommerso delle donne, in particolare nel settore dei servizi di cura e delle attività agricole, anche attraverso il contrasto a fenomeni di caporalato;
8. attivare iniziative politiche di sostegno alle lavoratrici madri, dagli orari più lunghi e flessibili degli asili ai congedi parentali part-time;
9. garantire effettiva tutela per le madri libere professioniste o con contratti atipici, che al momento godono delle indennità di maternità, i cui tempi di erogazione da parte dell'INPS sono, tuttavia, eccessivamente lunghi.
La Commissione a sua volta si impegna ad esaminare in tempi brevi le proposte di legge in materia di sostegno alla maternità e di incoraggiamento ai congedi parentali e di paternità.