G8 o D8? In vista del Summit degli otto paesi più ricchi del mondo, in luglio in Italia, ActionAid analizza in un rapporto le prospettive di genere della situazione mondiale e ribadisce che le donne sono attrici indispensabili dello sviluppo.
Perché non parlare di donne quando alcune delle tematiche che saranno affrontate dal G8 hanno un impatto sull’universo femminile? Come discutere di soluzioni al cambiamento climatico o alla crisi alimentare ignorando il contributo e le proposte che vengono dalle donne che quotidianamente e concretamente affrontano queste problematiche? La sfida è ambiziosa e a lanciarla è un’organizzazione non governativa internazionale impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione socialeActionAid International. da oltre 30 anni nel mondo e da 20 in Italia:
In vista del G8, il summit dei paesi più sviluppati del mondo, che si terrà in Italia all’Isola della Maddalena nel luglio prossimo, ActionAid ha pubblicato il rapporto Non sono cose da donne. Prospettive di genere al G8 del 2009.
Nella consapevolezza che molte problematiche affrontate dal G8 hanno un impatto sull’universo femminile diverso da quello maschile, il rapporto analizza le principali tematiche del vertice della Maddalena alla luce delle persistenti disuguaglianze di genere nel mondo.
”Le donne nei Paesi in via di sviluppo sono responsabili fino all’80% della produzione di cibo, ma rappresentano il 70% della popolazione mondiale che vive in condizioni di estrema povertà. Nei Paesi in via di sviluppo le donne svolgono il 53% delle attività lavorative ma spendono i due terzi del loro tempo in attività non retribuite: il loro contributo all’economia quindi spesso non lascia traccia nelle statistiche ufficiali. (…) La condizione della donna è l’esempio di uno sviluppo globale diseguale, del mancato riconoscimento del valore del contributo delle donne all’economia e al benessere della società. In questa fase di crisi globale, è giunto il momento di elaborare nuovi indicatori di benessere e di crescita, che considerino appieno l’importanza delle attività di cui sono protagoniste le donne, nei processi politici ed economici, formali e informali”.
I contributi raccolti, realizzati da ricercatrici universitarie e attiviste della società civile, assumono un approccio innovativo per dire a voce alta che le donne sono attrici indispensabili dello sviluppo. Per ogni tema oggetto di analisi - alimentazione, violenza, conflitti, salute, istruzione - grazie all’esperienza trentennale maturata a fianco delle comunità del Sud del mondo, ActionAid indica opportunità di cambiamento per un intervento dei Paesi del G8 che sappia coniugare sviluppo, sostenibilità, diritti, empowerment e partecipazione.
I Paesi più ricchi e l’Italia, in particolare per il ruolo che ricopre quest’anno, hanno una responsabilità che va ben oltre le circostanze specifiche dei Summit internazionali dei prossimi mesi. I grandi della terra non possono dimenticare quanto ancora resta da fare contro le disuguaglianze di genere e l’empowerment delle donne. “Chiediamo che nelle loro determinazioni facciano riferimento a una cornice basata sui diritti e la prospettiva di genere, verifichino la coerenza delle politiche e delle azioni portate avanti dai singoli membri e dal G8 nel suo insieme rispetto alla fine delle disuguaglianze di genere, e promuovano un’immagine positiva delle donne, attraverso una comunicazione pubblica rispettosa e paritaria” è la conclusione del documento, anche per celebrare
Il testo approfondisce in modo propositivo alcuni temi chiave: il ruolo e la condizione delle donne in situazioni di conflitto; il finanziamento e il monitoraggio dello stato di empowerment delle donne, con previsione di bilanci di genere e valutazioni d’impatto rispetto al genere a tutti i livelli; l’azione di contrasto alle discriminazioni nel sistema dell’istruzione, in particolare per l’obiettivo dell’accesso universale alla scuola elementare; risposte alla crisi alimentare e alla crisi climatica, sostenendo le donne contadine nelle rivendicazioni nel diritto di proprietà della terra e nel controllo sulle risorse naturali; la lotta alla violenza contro le donne e alla diffusione dell’HIV/AIDS; una maggiore e migliore partecipazione politica delle donne, nella ricerca di forme nuove e più efficaci di governance.
“Il riconoscimento del contributo delle donne al benessere mondiale – ricorda ActionAid - richiede un cambiamento culturale radicale. Oggi l’enfasi è posta sull’importanza di avere un Prodotto Interno Lordo in crescita, assumendo il dato come implicito miglioramento della qualità della vita. Quello che invece serve è una spinta a modificare il modo in cui la società misura il welfare e il benessere”.
Per portare avanti questo programma, ActionAid lancia anche una proposta originale: affidare a otto donne italiane delle istituzioni e della società civile la “missione” di far avanzare nelle sedi decisionali opportune le raccomandazioni contenute nel rapporto. Le D8 daranno vita a un organismo informale, composto da donne scelte per il loro ruolo, il loro carisma e una particolare sensibilità alle disuguaglianze di genere, che per tutto il 2009 ribadiranno in incontri di discussione nazionali e internazionali che ogni tematica globale è cosa da donne.
Per informazioni
Beatrice Costa
Women’s Rights Programme ActionAid Italia
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