
Sono un uomo e vedo la violenza maschile intorno a me. Vedo anche, però, il desiderio di cambiamento di molti uomini. L’associazione Maschile Plurale lancia un appello e promuove un’iniziativa nazionale in occasione della Giornata contro la violenza alla donne.
L'Associazione Nazionale Maschile Plurale è stata costituita a Roma nel maggio del 2007 e rappresenta un arcipelago in movimento di gruppi e di singoli uomini con età, storie, attività, origini diverse, impegnati da anni in riflessioni e pratiche di ridefinizione dell'identità maschile.
Tra i gruppi che hanno dato vita a questo movimento si segnalano il più antico, Uomini in cammino nato nel 1993 all’interno della Comunità Cristiana di base di Pinerolo, e il Cerchio degli uomini di Torino che collabora attivamente ad iniziative di sensibilizzazione, ad esempio partecipando al progetto della Consigliera Regionale di Parità del Piemonte Condividiamo con i papà.
L'idea dell'associazione è nata dopo la pubblicazione di un appello nazionale contro la violenza sulle donne scritto da alcuni dei promotori nel settembre del 2006 e controfirmato in pochi mesi da quasi 1000 altri uomini di ogni parte d'Italia.
Nel febbraio 2009, l’appello è stato rilanciato con questa motivazione: “La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la parola e l’impegno come uomini. E’ sempre più lunga la scia di delitti commessi da uomini contro ex mogli o fidanzate, contro compagne in procinto di lasciarli, violenze di gruppo, stupri consumati durante una festa o aggressioni. Violenze nate nel degrado delle nostre periferie, ma anche stupri e ricatti sessuali a opera di italiani contro donne straniere e di stranieri contro donne italiane: comunque e sempre uomini. Le reazioni delle istituzioni ci sembrano inadeguate o addirittura negative. Per questo, a oltre due anni dalla sua prima pubblicazione torniamo a proporre il nostro Appello agli uomini”
Oggi, in vista della Giornata Internazione per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’associazione ha deciso di lanciare un nuovo manifesto, intitolato Da uomo a uomo, e di convocare un’iniziativa nazionale che si terrà sabato 21 novembre a Roma in Piazza Farnese dalle ore 15,30 alle ore 19,30.
“Sono un uomo e vedo la violenza maschile intorno a me. Vedo anche, però, il desiderio di cambiamento di molti uomini. Scelgo di guardare in faccia quella violenza e di ascoltare quel desiderio di cambiamento. So che quel desiderio è una risorsa per sradicare quella violenza”. Così inizia il documento, ricordando “che la violenza contro le donne non nasce nelle strade buie, ma all'interno delle nostre case, ed è opera di tanti uomini, italiani e non, che picchiano e uccidono le ‘proprie’ donne”, e che le discriminazioni omofobe, il razzismo, la paura delle differenze hanno a che fare con le relazioni tra i sessi: “Ogni giorno sento il richiamo verso ogni uomo ad essere complice di questa cultura e ad aderire all'ideologia della mascolinità tradizionale”.
“Sono secoli che gli uomini comprano, impongono, ricattano e scambiano sesso per un posto di lavoro o per denaro. La novità sta nel vantarsene, strizzando l'occhio agli altri uomini in cerca di complicità. Non ci stiamo…”
L’appello prosegue rifiutando la scorciatoia delle "buone maniere" e del "politicamente corretto" e dichiara: “Non ci sentiamo protettori né liberatori. Sappiamo che le donne non sono affatto deboli. La loro libertà, la loro autonomia, nel lavoro, nelle scelte di vita, nella sessualità, non sono una minaccia per noi uomini e nemmeno una concessione da far loro per dovere. Sono un'opportunità per vivere insieme una vita più libera e ricca. Non ci basta dire che siamo contro la violenza maschile sulle donne. Desideriamo e crediamo in un'altra civiltà delle relazioni tra persone, una diversa qualità della vita, libera dalla paura e dal dominio”.
Molti uomini hanno da tempo intrapreso un percorso di cambiamento, cercando un modo nuovo di essere padre, una diversa relazione con la propria compagna, ma questa ricerca è però spesso rimasta un fatto individuale, solitario e invisibile. Il senso dell’appello e della manifestazione è l’impegno perchè “il desiderio di libertà e di cambiamento di migliaia di uomini diventi un fatto collettivo, visibile, capace di parlare ad altri uomini”.
Per informazioni e adesioni:
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