Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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L'impresa femminile cresce anche nella crisi

27 ottobre 2009

Oltre 21.000 nuove imprenditrici nell'ultimo anno in Italia: ormai sono un quarto del totale. L’Osservatorio di Unioncamere conferma l'apporto insostituibile delle donne allo sviluppo. E una maglia rosa premia le imprese che valorizzano le pari opportunità.

 

 

 

 

La crisi economica morde, ma non scoraggia le donne italiane con la vocazione di imprenditrici. Da giugno 2008 a giugno 2009, infatti, il numero delle imprese guidate da donne o con forte presenza femminile ha registrato una crescita dell'1,5 per cento con l'apertura di 21mila nuove unità, mentre l'insieme delle imprese italiane è calato dello 0,2%. ll bilancio positivo ha portato così il totale delle imprese femminili registrate presso le Camere di commercio a 1.446.543 unità, poco meno di un quarto del totale.

Questi sono i dati emersi dalla presentazione del rapporto semestrale dell'Osservatorio dell'Imprenditoria Femminile di Unioncamere basato sui Registri delle Imprese delle Camere di Commercio. Presso ogni sede camerale è presente , sulla base di un Protocollo di intesa siglato nel 1999 tra Ministero dell’Industria e Unioncamere, un Comitato per l’imprenditoria femminile composto da rappresentanti delle associazioni di categoria del territorio, con funzioni promozionali.
Dai dati dell'Osservatorio risulta con chiarezza che ''le imprese al femminile reagiscono positivamente alla crisi e continuano a crescere'', ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. ''In un'Italia dove il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi d'Europa e in cui, alla limitata partecipazione delle donne al mercato del lavoro, si associa una scarsa presenza ai posti di comando, la componente dell'imprenditoria in rosa si dimostra una preziosa risorsa per garantire un importante contributo al coinvolgimento delle donne nella vita economica del Paese”. E Liliana Ocmin, Segretaria confederale della CISL, ribadisce: "Si sta passando dalle parole ai fatti. Si incomincia finalmente a capire e a riconoscere l'importanza del lavoro femminile. Le donne rappresentano una opportunità strategica, in particolare in questo momento di profonda crisi".

In effetti, l'incremento è ormai un trend consolidato: dal 2003, anno di nascita dell'Osservatorio, il tasso di crescita delle imprese femminili è stato del 24%.
A registrare le percentuali maggiori sono sempre le regioni tradizionali. In valori assoluti, il maggior numero di imprese femminili si trova a Roma con quasi 99.000 aziende, poi Milano con oltre le 75.000, Napoli con quasi 69.000, al quarto posto Torino con 55.000.
Un contributo significativo continua a venire dalle donne immigrate. Delle 21.342 impresedonna registrate da luglio 2008 a giugno 2009, il 14,9% appartiene infatti ad imprenditrici extracomunitarie, con una concentrazione maggiore in Lombardia, Toscana e Lazio. Oggi le imprese individuali che hanno per titolare una cittadina extracomunitaria sono il 7%. Per quanto riguarda le nazionalità sono sempre predominanti le donne provenienti dalla Cina, quasi il 60% del totale, seguite da Svizzera, Marocco e Nigeria, mentre tra le comunità più prolifiche dell’anno si segnalano anche albanesi, ucraine e brasiliane.
La crescita delle imprese in rosa è avvenuta nel segno della maturità imprenditoriale: nei dodici mesi analizzati, infatti, a fronte delle quasi 7.500 iniziative individuali in meno, si sono rilevate poco meno di 29mila nuove società di capitali che, praticamente da sole, hanno più che determinato il saldo positivo del periodo e oggi rappresentano il 15,5% di tutto lo stock di imprese femminili. Pur essendo numericamente meno significative (insieme rappresentano il 2%), cooperative e consorzi hanno entrambe registrato variazioni molto positive nei dodici mesi (rispettivamente +2,9% e +6%).
In evoluzione anche il profilo dei settori in cui scelgono di operare le donne imprenditrici: alla costante riduzione dell'agricoltura, corrisponde un aumento consistente tra i servizi alle imprese (+15mila unità). I settori in più forte crescita sono quelli dell'energia, delle costruzioni e dell’informatica. In positivo anche il più tradizionale settore dei servizi alla persona, il macro-aggregato in cui si registra il tasso di femminilizzazione più alto tra tutti i settori della nostra economia: il 46,4%, poco meno di un’impresa ogni due. La presenza di imprese femminili è superiore al 40% anche nella sanità, mentre sopra il 30% si collocano gli alberghi e ristoranti e l’istruzione.

Il Piemonte si colloca nella media nazionale, con quasi 112.000 imprese femminili, pari al 23,9% del totale, e un incremento nell'anno di 475 unità (+0,43%): una performance lontana da regioni come Lombardia e Lazio, salite di oltre il 3%, ma migliore di altre come Liguria e Valle d'Aosta che hanno un saldo negativo. Le società di capitale sono meno del 10%, mentre le società di persone sono sopra la media, sfiorando il 30%.

In occasione della presentazione dei dati dell’Osservatorio, si è svolta anche la premiazione del Concorso Maglia Rosa legato al Giro d’Italia dell’imprenditoria femminile che, nell’edizione 2009, ha toccato le province di Cuneo, Isernia, Verona, Perugia, Salerno, Crotone e Bergamo.
Il concorso valorizza quelle imprese che - indipendentemente dalla titolarità, femminile o non - si sono distinte per comportamenti virtuosi oltre gli obblighi stabiliti dalla legge (attraverso la valorizzazione delle risorse umane, dell’ambiente, del territorio, del patrimonio storico, artistico e culturale) e che abbiano dimostrato di considerare le pari opportunità, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la responsabilità sociale e l’innovazione quali ‘risorse’ per il mercato e per lo sviluppo.
Le imprese vincitrici sono state premiate dalle Presidenti dei Coordinamenti regionali e dei Comitati provinciali che hanno ospitato le tappe del Giro: è intervenuta anche la presidente del Comitato di Cuneo e coordinatrice del Piemonte, Graziella Bramardo.
La Maglia Rosa è andata ad un’impresa guidata da uomini: la Faam di Monterubbiano (Ascoli Piceno).