28 ottobre 2008
Da JobDonne, rubrica del blog sul lavoro JobTalk promosso da Il Sole 24 Ore, riproduciamo un intervento di Laura La Posta, che riprende i temi già affrontati in gennaio nel convegno Donne e leadership, e in particolare una ricerca del 2007 che evidenzia come le imprese con una significativa presenza femminile nelle posizioni chiave mostrano sia una migliore organizzaizone del lavoro, sia una performance economico-finanziaria migliore.
La tesi è stata ribadita nel quarto Forum annuale del Women's forum for the economy and society, prestigioso appuntamento che si svolge ogni anno in ottobre nella cittadina francese di Deauville, e che nel 2008 è stato dedicato al tema del progresso da condividere.
Il Forum, aperto con un’intervista a Ingrid Betancourt, la dirigente politica liberata nel luglio scorso dopo sei anni di sequestro da parte dei guerriglieri colombiani, ha visto la presenza di donne impegnate in campo economico e anche politico: tra queste ultime, la svedese Margot Wallström, vice-presidente della Commissione Europea, che ha iniziato il suo intervento dichiarando che: “Le donne possono fare la differenza” rispetto alle sfide dello sviluppo sostenibile, e ricordando l’ìmportanza della campagna 50-50 democrazia in Europa per il riequilibrio di genere ai vertici dell’Unione Europea, di cui è una delle promotrici. Ecco il testo dell’articolo tratto dal sito de Il Sole 24 Ore.
Come far crescere fatturato e profitti in uno scenario congiunturale difficile come quello attuale? Una delle risposte plausibili arriva dalla cosiddetta "Davos delle donne", il Women's forum global meeting che si svolge nella cittadina francese di Deauville. Secondo uno studio McKinsey appena presentato, la crescita è assicurata se fra i top manager ci sono almeno tre donne (ad esempio a capo delle vendite, degli acquisti, del personale, del marketing, dell'ufficio legale, insomma nelle funzioni chiave aziendali).
"In particolare - spiega Sandrine Devillard, principal di McKinsey Francia e relatrice al Forum di Deauville - abbiamo osservato una correlazione tra l'aumento di proventi e profitti e la presenza di almeno tre responsabili di funzione donne su dieci. Dal sondaggio condotto su un campione di manager europei (2.864 donne e 6.126 uomini) risulta infatti che le dirigenti sono particolarmente brave a usare le nove leve organizzative identificate come strategiche per il successo di un'azienda. Anzi, hanno performance migliori dei colleghi nell'uso di cinque leve su nove. Eccellono nel favorire lo sviluppo professionale dei loro collaboratori (leva 1), le loro aspettative e i loro premi (leva 2), nel fornire loro un modello di ruolo convincente (leva 3). Inoltre sono leggermente più brave degli uomini nel fornire ispirazione alle risorse umane a loro assegnate (leva 4) e nel porre in atto un modello decisionale partecipativo che - com'è noto - aumenta la produttività individuale (leva 5). Infine, non ci sono differenze significative tra i due sessi nel fornire stimolo intellettuale al proprio team (leva 6) e nel dispiegare una comunicazione efficiente (leva 7)".
Donne manager promosse a pieni voti, dunque? Non proprio. Le aree da migliorare sono la capacità di saper prendere decisioni da sole al momento opportuno (leva 8) e la fase finale del processo di gestione di un team: il controllo dell'allineamento agli obiettivi e la messa in atto di azioni correttive in caso di disallineamento (leva 9). Ma la perfezione non è di questo mondo.
Naturalmente, non basta un valido modello organizzativo per centrare risultati migliori dei concorrenti. Ma questo aiuta a trattenere le risorse umane migliori e ad aumentare la loro produttività. Del resto, già uno studio di Catalyst Europe aveva dimostrato che le imprese con più donne nei consigli d'amministrazione hanno performance azionarie migliori, soprattutto grazie a un clima aziendale più disteso che favorisce la creatività individuale e un efficace lavoro in team. Non poco, di questi tempi.
La presentazione della ricerca
Il sito del Women's forum global meeting (in inglese)
L’intervento di Margot Wallström (in inglese)