Commissione Regionale di Pari Opportunitā

In quest'area del sito trovi informazioni sull'istituzione attiva in Piemonte dal 1986 per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e la diffusione di una cultura di genere. È inoltre disponibile un archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della CRPO


Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






La tecnologia aiuta le donne, ma non contro gli stereotipi

07 giugno 2010

Il secondo Rapporto sulla cultura dell’innovazione in Italia evidenzia come, se da un lato la tecnologia ha favorito l’emancipazione femminile e la conciliazione, diminuendo il divario di genere, molti pensano che in tempi di crisi sia meglio puntare sugli uomini.

 

 

 

 

La tecnologia aiuta le donne di oggi, favorendo una qualità di vita migliore rispetto a quella delle madri e permettendo una maggiore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, attraverso uso della rete, videoconferenza e strumenti di homework. Eppure, nonostante la maggioranza degli italiani pensi che l’innovazione della società a tutti i livelli rappresenti il motore per la crescita del nostro Paese, senza distinzioni di genere, gli stereotipi duri a morire, il difficile momento economico e la sfiducia nel futuro hanno ancora la meglio e, per un motivo o per l’altro, gli uomini restano “privilegiati”.

Questo, in sintesi, il risultato emerso dal secondo Rapporto sulla cultura dell’innovazione in Italia, realizzato dalla Fondazione per l’innovazione tecnologica Cotec in collaborazione con l’Istituto Ricerche sulla Popolazione e le Politiche sociali del Cnr – Consiglio nazionale delle ricerche e il mensile Wired, con il sostegno di futuro@lfemminile di Microsoft e Acer. L’indagine si basa su un campione di 4.000 persone, uomini e donne, tra i 30 e i 44 anni, e per l’edizione di quest’anno dedica uno specifico approfondimento alle differenze di genere rispetto all’innovazione.

Come spesso accade, ne viene fuori la classica medaglia a due facce. Per l’82% degli intervistati, infatti, la tecnologia ha favorito l’emancipazione femminile, diminuendo anche gli svantaggi nel lavoro, rispetto a tempi e opportunità. D’altro canto, però, il 40% sa che i vantaggi di cui le donne hanno approfittato nel passato non si ripeteranno, per via della crisi economica in atto e della sfiducia nel futuro.
In più, gli stereotipi di genere sono tutto tranne che morti: da un lato gli intervistati concordano nel dire che non esiste differenza qualitativa tra uomo e donna nella formazione universitaria (92%), nell’assunzione di responsabilità professionali e nella leadership politica; dall’altro, il 29% (uomini e donne) sostiene che in un momento di crisi sia preferibile che siano gli uomini e conservare il posto di lavoro piuttosto che le donne. Il dato viene posto in evidenza non tanto come percentuale di maggioranza (il 48,9% è in disaccordo), quanto come numero di crescita del 10% rispetto all’indagine Social Value, Science & Technology condotta dalla Commissione europea cinque anni fa.
Solo il 14,6% degli intervistati, comunque, ritiene che gli uomini siano capi migliori delle donne e il 12,8% che siano migliori leader politici.

Per quanto riguarda l’occupazione, gli italiani, senza grandi distinzioni di genere, pensano che per sostenerla sia necessario rivolgere l’attenzione alle imprese, considerandone sia la capacità innovativa (17,9% uomini e 16,2% donne), sia l’intervento dello Stato, sentito soprattutto dalle donne (19,5%) e per il 17,6% dagli uomini. Innovazione e formazione permanente sono infatti considerate determinanti per lo sviluppo del Paese (25,9% donne e 25,2% uomini).

Per quanto riguarda infine l’uso delle tecnologie e di internet, la propensione è a utilizzare la rete per cercare informazioni (21,9% degli uomini e 25,7% delle donne), leggere le email (21% e 22,9%), lavorare (entrambi 13,6%) e fare acquisti (8,8% e 6,3%). In riferimento ai contatti, umani o virtuali, l’indagine evidenzia come, di fronte alla prospettiva di rinunciare a qualcosa per una settimana, il 56,3% degli intervistati non potrebbe fare a meno di incontrare gli amici di persona. Mentre le donne, però, non possono rinunciare alla telefonata con gli amici (29,3% contro il 16,8% del mondo maschile), gli uomini sono più legati a facebook e altri social network (4% contro il 3,2% femminile e agli sms (5.9% contro il 4,4%.

Riconoscere e valutare il ruolo delle nuove tecnologie nella società, tanto più in relazione alla vita delle donne, consente di acquisire nuove consapevolezze e di sfatare alcuni stereotipi”, ha commentato Claudio Roveda, direttore generale della Fondazione Cotec.
Secondo Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia, “La tecnologia sta cambiando le nostre vite, il modo di relazionarci con gli altri, di valorizzare il tempo che abbiamo a disposizione. Spesso ci aiuta a migliorare anche il mondo in cui viviamo, a superare discriminazioni e disuguaglianze tra generi o razze, a valorizzare differenze e individualità, a spianare la strada alla nuova società digitale. Così come ci confermano i numeri dell'indagine realizzata da Wired e COTEC, oggi futuro@lfemminile non è più solo un progetto importante ma è un cambiamento culturale in atto di cui anche noi, come Microsoft, con le nostre tecnologie e innovazioni, siamo interpreti”.