Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

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La Road Map a metā del cammino

16 dicembre 2008

La Commissione Europea fa il punto sull’attuazione della strategia di parità tra donne e uomini varata nel 2006. Progressi importanti, ma non uniformi. E una sottovalutazione della sfida all’interno dell’agenda politica degli stati. La marcia continuerà fino al 2010, anno di valutazione e riformulazione delle politiche comunitarie. Image

Combattere le disuguaglianze che continuano ad esistere in vari settori e affrontare le nuove sfide poste in particolare dalla globalizzazione e dai cambiamenti demografici. E’ l’impegno assunto dalla Commissione Europea a conclusione della sua analisi sullo stato di avanzamento della Tabella di marcia per la parità tra donne e uomini, la cosiddetta Road Map 2006-2010 (PDF – 244 KB).
La relazione intermedia è stata adottata puntualmente a metà cammino, precisamente il 26 novembre 2008, e dà atto come, dal marzo 2006, le azioni messe in campo dall'Unione Europea abbiano contribuito al raggiungimento degli obiettivi della tabella di marcia e abbiano registrato progressi, seppure non uniformi; al tempo stesso, riscontra la tendenza a non tenere sempre nella giusta considerazione il differente impatto che le politiche e la programmazione comunitarie hanno sulla vita di donne e uomini.

La tabella di marcia, come ricorda la premessa della relazione, costituisce un quadro politico ambizioso per promuovere la parità di genere in tutte le politiche e attività dell'Unione. Essa ha consentito di dare coerenza e visibilità alle azioni svolte dalla Commissione ed è servita anche da riferimento per gli Stati membri che hanno basato la loro azione sugli obiettivi comuni definiti nel documento. In essa sono indicati sei settori prioritari: l’uguale indipendenza economica per le donne e gli uomini, la conciliazione tra la vita privata e professionale, la pari rappresentanza nel processo decisionale, l’eliminazione di tutte le forme di violenza fondate sul genere, il superamento degli stereotipi sessisti e la promozione della parità tra i generi nelle politiche estere e di cooperazione allo sviluppo.
Per ciascuno di essi la relazione di medio termine fornisce alcuni elementi di valutazione e riassume le iniziative e le proposte che sono state messe a punto in questi due anni di politica comunitaria.

Rilevando che il tasso di occupazione delle donne nell'Unione raggiungerà molto probabilmente l'obiettivo del 60% nel 2010, anche se non in tutti gli stati, si osserva tuttavia che la disparità retributiva tra donne e uomini rimane significativa (15 %), soprattutto per la maggiore presenza femminile nei settori d'attività meno retribuiti o più precari. Questo fenomeno rilancia la necessità di migliorare non solo la quantità, ma anche la qualità degli impieghi femminili. Inoltre, le donne corrono un rischio maggiore di trovarsi in situazioni di povertà rispetto agli uomini, soprattutto se immigrate o appartenenti alle minoranze etniche.

La Commissione evidenzia i progressi compiuti dagli Stati membri per quanto riguarda il miglioramento dei servizi per l’infanzia, verso l'obiettivo della copertura del 90% dei bambini fra i tre anni e l'età dell'obbligo scolastico e del 33% dei bambini di età inferiore a tre anni. Tuttavia ha constatato che questo obiettivo è stato raggiunto solo da una minoranza degli Stati membri. Perciò sono state raccomandate misure per sviluppare le strutture di custodia, che sono state inserite in particolare nella politica di coesione. Inoltre, si sono consultate le parti sociali in merito alla necessità di migliorare la legislazione relativa a varie forme di congedo e sono stati avviati negoziati sul congedo parentale.

Sul piano politico, le donne sono tuttora sottorappresentate in tutte le sfere del potere nella maggior parte degli Stati membri e nelle istituzioni comunitarie. La Commissione ha sostenuto l'azione degli Stati membri tramite la raccolta, l'analisi e la diffusione di dati comparabili nonché la promozione di reti tra cui una rete europea per la promozione delle donne che occupano posti decisionali, e ha dato impulso alla valorizzazione delle donne nelle posizioni di responsabilità nell’ambito della scienza, della ricerca e delle tecnologie della comunicazione.

Viene rilevato con preoccupazione il numero di donne vittime di violenze domestiche, della tratta di esseri umani e di reati commessi in nome delle tradizioni e della religione, ambiti nei quali è stato definito un quadro comune di riferimento e sono stati varati programmi specifici di azione.

Anche gli stereotipi sessisti restano causa di numerose disparità, in particolare influenzano la scelta degli indirizzi di studio delle giovani generazioni e di conseguenza le opportunità di carriera.

Nelle sue conclusioni, la Commissione afferma che sono stati compiuti progressi importanti e che gli obiettivi di parità sono stati presi in considerazione molto più concretamente in tutte le politiche comprese nella tabella di marcia. I progressi più significativi sembrano legati agli impegni politici dell'Unione, quando l'azione comunitaria è guidata da obiettivi comuni quantificati.
Una difficoltà particolare incontrata nell'attuazione della politica di parità è quella di far comprendere bene le sfide, pertanto occorre rafforzare la sensibilizzazione e l'adesione agli obiettivi sociali ed economici di parità: ciò richiede, ricorda la Commissione, una forte volontà politica.
Occorre ad esempio promuovere l'integrazione della parità tra donne e uomini, in particolare la politica di conciliazione, nel ciclo 2008-2010 della strategia di Lisbona. Ricordando come in alcuni settori tradizionalmente si presta minore attenzione alle questioni della parità di genere, la Commissione ribadisce che “le decisioni politiche e di bilancio dovranno tenere conto delle esigenze delle donne e degli uomini, prendendo in considerazione più sistematicamente i loro effetti su tutti gli individui”.

Il quadro disomogeneo dei risultati ottenuti mette in luce la necessità di continuare ad agire fino al 2010.
Dopo di che, la Commissione valuterà i risultati raggiunti e appronterà una strategia per dare seguito alla tabella di marcia. Per preparare quel momento, nella primavera del 2009 sarà organizzata una conferenza per fare il punto sull'attuazione della Road Map, mobilitare le politiche e sensibilizzare gli attori sulle sfide della parità di genere.

 
La comunicazione della Commissione