30 ottobre 2008
La Regione Piemonte dà seguito al suo impegno per contrastare la violenza di genere, in attuazione del Piano regionale approvato in luglio e delle proprie linee di indirizzo in materia di sicurezza.
Questa volta si tratta di un manuale dal titolo La città si*cura – Una città sicura per le donne. Una città sicura per tutti. Una città che si cura delle donne si cura di tutti, che ha l’ambizione di orientare la pianificazione urbanistica delle città e di ispirare una serie di interventi, anche di piccola modifica e manutenzionae quotidiana degli spazi e delle infrastrutture, per renderle a misura di donna e di tutti i soggetti più esposti a pericoli e insicurezze.
Il progetto regionale ha le sue radici nel cosiddetto Manifesto di Saragozza sulla sicurezza urbana e la democrazia, adottato nel novembre 2006 in un’importante conferenza internazionale, che all’art. 3 recita:
I partecipanti alla conferenza hanno in modo particolare ribadito la necessità di riconoscere il diritto delle donne a una piena partecipazione alla vita professionale e sociale e di sviluppare al riguardo delle attività positive nell’ambito delle politiche globali di lotta all’insicurezza. Le violenze di cui sono vittime le donne rispecchiano l’ineguaglianza dei rapporti esistenti tra gli uomini e le donne e i pregiudizi culturali. Il diritto delle donne deve essere oggetto di programmi di promozione delle pari opportunità e di un approccio di genere.
Si riconosce quindi che le questioni legate alla partecipazione femminile e alla presa in carico delle ineguaglianze tra i sessi, anche nello sviluppo urbano, costituiscono la condizione essenziale per la realizzazione di “città inclusive”.
Con la Legge regionale 10 dicembre 2007, n. 23 Disposizioni relative alle politiche regionali in materia di sicurezza integrata, questi principi sono stati tradotti in programmazione di servizi di assistenza psicologica, cura e aiuto alle vittime di violenza e azioni di tutela delle donne sole o con minori che subiscono violenza o minaccia di violenza fuori o dentro la famiglia.
Le politiche di sicurezza di genere sono tra gli interventi previsti nei Patti locali per la sicurezza integrata, che rappresentano gli strumenti di attuazione della legge 23 sul territorio da parte degli Enti locali. Il documento finale della 1° Conferenza regionale sulla sicurezza integrata, del 4 luglio 2008, richiama l’approccio di genere nella formazione dei Patti locali per la sicurezza.
E ora, attraverso un manuale si passa all’azione, o meglio ad indirizzare l’azione concreta di amministratori locali, decisori e progettisti verso interventi urbani attenti ad accrescere il senso di sicurezza nelle donne e in tutti coloro che hanno meno strumenti di contrasto della violenza, come bambini, anziani e persone diversamente abili, proponendo come motto La città si.cura delle donne.
"Spesso non si tratta di fare interventi onerosi, quanto piuttosto di pensare alla sicurezza delle donne quando si programma e progetta la città - ricorda la presidente Mercedes Bresso - La Regione ritiene la questione di genere determinante per la realizzazione di città inclusive e ricordo che il documento finale della prima Conferenza regionale sulla sicurezza integrata, del 4 luglio 2008, ha richiamato l'approccio di genere nella formazione dei Patti locali per la sicurezza. Nella ferma convinzione che una città più sicura per le donne sia una città più sicura per tutti".
Il manuale, realizzato in collaborazione con la Lega Autonomie Locali del Piemonte, è ricco di schede che documentano le criticità e propongono esempi positivi o proposte di interventi correttivi, che possono essere utilizzati come temi di discussione nei lavori di gruppo nei quartieri e come condizione di base nella progettazione degli interventi sulla città e sull'arredo urbano. Le condizioni di base della sicurezza urbana possono essere sintetizzate nelle seguenti esigenze: vedere e essere visti, sentire e essere sentiti (illuminazione, visibilità, campi aperti); sapere dove si è e dove si va (segnaletica); poter scappare e chiedere aiuto (paline SOS, numeri utili, fermate a richiesta, rete di soccorso); poter usare percorsi e luoghi protetti (percorsi pedonali, ciclabili, parchi gioco, attività di gruppo, vigilanza, telecamere); vivere in un ambiente curato e accogliente (riqualificazione urbana e manutenzione). Ognuno di questi temi viene esaminato nelle situazioni concrete di vita nella città: percorsi pedonali, percorsi ciclabili, parcheggi, trasporto pubblico, parchi e giardini e così via.
Negli ultimi anni, a fianco degli interventi infrastrutturali o di arredo, sono nate numerose azioni di accompagnamento e di facilitazioni all’uso della città in sicurezza, che già compongono un piccolo catalogo di buone pratiche. Il manuale ne ha raccolte alcune e altre nuove ne propone, con la consapevolezza che è un campo tutto aperto che potrà raccogliere idee e suggerimenti dal dibattito delle donne.
Tra le facilitazioni vengono segnalate alcune proposte nuove “senza spesa”, da approfondire e sperimentare, come
"A molte donne sarà capitato di sperimentare il disagio, e in alcuni casi la paura, di percorrere a tarda sera o di notte un tratto di strada poco illuminato o di recuperare la macchina da un parcheggio deserto - osserva Giuliana Manica, assessore alle Pari opportunità - Purtroppo la convinzione diffusa è che le donne debbano preoccuparsi da sole della propria sicurezza, evitando atteggiamenti, stili di vita e luoghi a rischio. Con questo manuale, che è uno degli strumenti del Piano regionale contro la violenza sulle donne approvato dalla Giunta lo scorso luglio, proponiamo invece che sia la città, cioè la collettività, a farsi carico della sicurezza delle donne e di tutti. Anche coinvolgendole direttamente, in modo mirato e sistematico, nei progetti per la sicurezza delle loro città".
Il manuale La città si*cura (ZIP-3,5 MB)
La legge regionale sulla sicurezza integrata
La conferenza di Saragozza sulla sicurezza urbana e la democrazia
Il Piano Regionale contro la violenza alle donne (PDF – 39 KB)