Commissione Regionale di Pari Opportunità

In quest'area del sito trovi informazioni sull'istituzione attiva in Piemonte dal 1986 per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e la diffusione di una cultura di genere. È inoltre disponibile un archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della CRPO


Consigliera di Parità Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






L’Italia si impegna contro la tratta

22 giugno 2010

=

Il Parlamento ratifica la Convenzione di Varsavia del Consiglio d’Europa contro la tratta degli esseri umani e aumenta le pene per i trafficanti. Ma la sola repressione non basta, dicono le organizzazioni non profit, occorre un serio impegno a difesa delle vittime, per quattro quinti donne e bambini.

 

 

Prevenire la tratta, proteggere i diritti umani delle vittime, perseguire gli autori del reato, promuovere la cooperazione internazionale. Sono le finalità della Convenzione di Varsavia del Consiglio d’Europa, la cui ratifica è stata approvata in via definitiva dal Parlamento italiano il 3 giugno. “Con questo atto, il nostro Paese si lancia in una lotta senza confine, su scala globale, alla tratta di esseri umani" ha commentato il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, dopo il voto unanime della Camera dei Deputati sul testo di legge messo a punto in febbraio dal Consiglio dei Ministri e già approvato in aprile dal Senato.

La Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta di esseri umani è stata firmata da 14 paesi durante il vertice dei capi di Stato e di Governo, tenuto a Varsavia il 16 maggio 2005, e successivamente è stata sottoscritta da una trentina di paesi. L'obiettivo è la prevenzione e la lotta al traffico degli esseri umani in tutte le sue forme, collegate o meno alla criminalità organizzata, sia in ambito nazionale che internazionale, e l’assistenza a tutte le vittime, che sono in prevalenza donne e bambini. La Convenzione non riguarda unicamente la tratta a fini di sfruttamento sessuale, ma anche il lavoro forzato e altre pratiche di traffico illecito delle persone. Il principio fondamentale è la protezione e la promozione dei diritti delle vittime, senza distinzione di sesso, razza, colore, lingua, religione, opinioni politiche, difendendo la propria origine nazionale o sociale, l'appartenenza a una minoranza nazionale, la proprietà, la nascita o qualunque altra situazione. Il principale valore aggiunto di questa Convenzione è appunto l'adozione di una prospettiva fondata sui diritti degli esseri umani, con un'attenzione rivolta alle vittime, e il suo meccanismo di controllo indipendente, che vuole garantire il rispetto delle sue disposizioni.

Nella Convenzione del Consiglio d’Europa, per la prima volta, si definisce il profilo delle vittime di tratta e si stabilisce che queste devono ottenere un’assistenza materiale e psicologica, e un supporto per il loro reinserimento nella società. Questo significa accesso alle cure mediche, consulenze legali, informazioni, sistemazione in un alloggio adeguato. Tra le misure innovative, si segnala, inoltre, l’istituzione di un periodo di recupero e riflessione di almeno trenta giorni, al fine di consentire alla vittima di sottrarsi all’influenza del trafficante, e la possibilità di rilasciare permessi di soggiorno per ragioni umanitarie oppure nel quadro della loro cooperazione con le autorità giudiziarie. La Convenzione prevede anche la possibilità di non punire le vittime per il loro coinvolgimento in attività illegali, nella misura in cui vi siano state costrette. Nel testo sono state inserite alcune proposte italiane come la creazione di osservatori per monitorare il fenomeno e la raccolta di dati relativi alle varie forme di abuso e sfruttamento, per avere un quadro chiaro delle sue dimensioni. La Convezione di Varsavia costituisce oggi uno degli strumenti internazionali più completi ed aderenti alla complessità del fenomeno, affiancandosi al Protocollo aggiuntivo alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità transnazionale, firmato a Palermo nel 2000, e alla Decisione Quadro del 2002 dell’Unione europea. Nel mondo le vittime della tratta sono stimate in 2,7 milioni, di cui l’80% costituito da donne e bambini. In Europa sono circa 500.000 e in Italia più di 30.000.

Per effetto della legge di ratifica, approvata dal Parlamento, le pene per reati connessi a riduzione e mantenimento in schiavitù, tratta di persone e falsificazione di documenti a questo scopo, sono aumentate di un terzo o della metà. Le altre misure indicate nella Convenzione sono già previste dalla legislazione italiana, in particolare la legge 228 del 2003, ma secondo le organizzazioni non profit attive in questo campo, si dovrà verificare il loro livello di attuazione. "Questa ratifica permetterà certamente di aumentare i mezzi di contrasto al fenomeno criminale" ha dichiarato Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes, "tuttavia vorremmo che si tenessero pure in dovuta considerazione i diritti delle vittime, la necessità di assisterle e sostenerle. La nostra, dunque, è una soddisfazione condizionata al monitoraggio dell'applicazione di questa Convenzione, che non vorremmo fosse utilizzata solo per scopi repressivi ma anche per le finalità umanitarie che sottintende".

Il testo della legge di ratifica (PDF, 2,6 MB)
Il testo della Convenzione (PDF, 238 KB)
La relazione esplicativa (PDF, 504 KB)
Lo stato delle ratifiche e delle firme della Convenzione