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L’informazione sconfigge il tumore al seno

25 ottobre 2008

Storia di Paula. Una fiction del Policlinico di Modena lancia un messaggio di speranza: la mortalità per cancro alla mammella è calata grazie alla diagnosi precoce. Ma chi partorisce tardi è più a rischio. Informazione e assistenza, un dovere delle istituzioni. Image

Dalla scoperta del tumore del seno alla sconfitta della malattia. La fiction animata Storia di Paula racconta il difficile percorso di chi scopre di avere un cancro al seno, reagisce con coraggio alla malattia e la sconfigge grazie a nuove terapie, a un'assistenza di eccellenza e all'affetto delle persone vicine. La fiction attraverso le vicende di tre amiche, diverse per età, estrazione sociale, formazione e stile di vita lancia anche un messaggio positivo sull'importanza di una dieta sana, del movimento fisico, del contrasto al fumo della sigaretta, sulla possibilità di modificare stili di vita riducendo i comportamenti a rischio. I diversi destini di Paula e delle sue due amiche-colleghe permettono inoltre di mostrare tutte le differenze che un diverso accesso alle informazioni, il livello culturale, il reddito, le conoscenze e altri fattori comportano. Oltre a contrastare il più frequente pregiudizio legato al cancro, che sia cioè un male sempre incurabile, la storia denuncia come spesso chi si ammala debba lottare, oltre che con il tumore, anche contro impedimenti burocratici e culturali che ostacolano il reinserimento dell’individuo dopo aver superato la terapia. Il messaggio finale è positivo, di speranza, e lascia intravedere come la malattia, pur nella sua drammaticità, possa rappresentare anche un’esperienza di vita che arricchisce.

Il film, un’animazione tridimensionale della durata di 40 minuti, è stato realizzato dall’agenzia Intermedia, grazie a un educational grant della casa farmaceutica Astrazeneca, con gli operatori del Policlinico di Modena, nelle strutture del Dipartimento oncologico virtuale in Second Life. Il Dipartimento integrato di oncologia ed ematologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena è il primo ospedale oncologico riprodotto in Second Life: dal marzo 2008, nel più famoso mondo virtuale c’è una copia del tutto fedele della struttura reale, dove i pazienti possono trovare informazioni e dove, ogni lunedì dalle 15 alle 17, gli oncologi offrono ascolto e consulenza.

Alla presentazione del video è intervenuto il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. “È necessario far capire alla gente - ha dichiarato - che di cancro oggi si può guarire, ma al tempo stesso si può morire di disinformazione. Per questo bisogna sconfiggere la cortina di ignoranza e pregiudizi, e non lasciare mai soli i pazienti nel tunnel della malattia”. C'è la necessità di una diffusione a tappeto di campagne di prevenzione corrette ed esaustive su tutto il territorio nazionale, per tenere alta la guardia, perché la diagnosi precoce è la migliore alleata delle donne. “Lo Stato - ha sottolineato Carfagna - deve facilitare e garantire il reinserimento dei malati, nel mondo del lavoro in particolare e nella societá più in generale. Compito delle istituzioni è sostenere il ritorno a una nuova vita per chi ha vinto la propria battaglia contro il cancro”.

Non ci sono dubbi sul fatto che è l’informazione per la diagnosi precoce, la conoscenza dei rischi e degli esami preventivi, la chiave per salvare sempre più donne. Questo tumore, che colpisce oltre 35.000 donne ogni anno nel nostro paese, se viene diagnosticato quando è inferiore al centimetro, guarisce nel 95% dei casi. Negli ultimi 5 anni in Italia, spiega il professor Pierfranco Conte, direttore della struttura complessa di oncologia del Policlinico di Modena, la mortalità per cancro alla mammella delle donne sotto i 49 anni è diminuita dell'11,2 per cento. "Parte di questo innegabile e straordinario successo si deve alle campagne di screening che consentono di individuare i tumori quando ancora presentano dimensioni molto ridotte". La diagnosi precoce e l'approccio integrato alla malattia sono i mezzi per sconfiggerli. E per raggiungere il maggior numero di donne con questo messaggio sono utili i nuovi media, sempre più frequentati dai giovani. L’iniziativa coincide con la campagna Nastro Rosa della Lega Italiana contro i Tumori-LILT, che per tutto il mese di ottobre affianca azioni di sensibilizzazione e visite gratuite alle donne con meno di 25 anni.
Nel corso dell’incontro di presentazione del film, sono stati forniti dati sulle categorie maggiormente a rischio: si tratta delle donne oltre i trent’anni che non hanno ancora avuto figli. All’opposto, il cancro al seno è meno frequente nelle donne che hanno avuto il primo bambino prima dei 21 anni. Anche la data della prima mestruazione e quella dell'inizio della menopausa possono diventare significative: un menarca precoce e una menopausa tardiva sembrano, infatti, predisporre la donna alla malattia.

Storia di Paula verrà distribuito su dvd in tutte le unità oncologiche del territorio nazionale, alle associazioni dei pazienti e in luoghi di aggregazione, e sarà anche disponibile su internet: oltre che in Second Life, nel sito Intermedia TV, un notiziario televisivo specializzato in medicina, e in siti popolari come YouTube per massimizzarne l'impatto.

 
Il trailer della fiction (video)
Il lungometraggio Storia di Paula, dal sito de Il Sole 24 Ore (video)
Notizie e immagini del Dipartimento Oncologico Virtuale su Second Life