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L’agricoltura ha bisogno delle donne

22 dicembre 2008

Tre imprese agricole su nove sono condotte da donne, soprattutto in settori innovativi come l’agriturismo, i prodotti tipici, la viticoltura. Il Premio De@Terra valorizza l’apporto femminile, attraverso l’esempio di cinque imprenditrici.

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Come ogni anno l’Osservatorio Nazionale per l’Imprenditoria ed il Lavoro Femminile in Agricoltura (ONILFA) celebra la Giornata Mondiale della Donna Rurale, ideata a Pechino nel settembre del 1995 durante la quarta Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulla donna, e solennizzata il 15 ottobre assieme alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ad indicare il rapporto profondo tra donne, terra e vita sul nostro pianeta.
Per questa occasione, l’ONILFA ha tenuto il 10 dicembre un convegno sul tema Cambiamenti climatici: le soluzioni delle donne rurali, durante il quale il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, ha consegnato il Premio De@Terra, giunto nel 2008 alla sua ottava edizione, a cinque imprenditrici agricole, la cui storia professionale è caratterizzata da continuità generazionale, capacità di distribuire il proprio prodotto, creatività e originalità nell’idea d’impresa e nell’utilizzo degli strumenti multimediali, rispetto dell’ambiente, prodotti caratterizzati da tipicità/salubrità e apporto significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali.
Il Premio De@Terra nasce nel 2001dalla volontà di alcune componenti dell’Osservatorio, con l’intento di “mostrare in pubblico” quanto spesso le donne, pur sempre impegnate nel loro ruolo tradizionale di mogli, madri e figlie, siano capaci di ricoprire anche ruoli professionali altamente qualificati.

Tra le cinque vincitrici del 2008, l’alessandrina Chiara Soldati, che si occupa dell'azienda agricola familiare La Scolca di Gavi, 50 ettari coltivati a vigneti, dove pratiche agrarie, tecnologie enologiche, sistemi di commercializzazione vengono applicati e controllati direttamente dai titolari. Soldati, imprenditrice di quinta generazione, ha enunciato la sua filosofia ritirando il premio: “Un bravo agricoltore deve tutelare l’ambiente in cui vive e lavora”.

In occasione della consegna del premio sono stati resi noti alcuni dati interessanti sull'imprenditoria femminile in agricoltura. Le ultime statistiche mostrano - ha sottolineato Veronica Navarra, presidente ONILFA - che in Italia le donne impiegate in agricoltura sono in aumento, donne preparate, spesso laureate, che scelgono di essere imprenditrici agricole”.
Tre imprese agricole su nove sono condotte da donne: poco meno di 290mila le imprese che rappresentano oltre il 28 cento del totale. Secondo l'associazione Donne in Campo, pur in presenza di pesanti problemi per il settore, il trend risulta essere in continua crescita.
La presenza delle donne in agricoltura, quindi, è inferiore solo al settore del commercio, dove si supera il 32,5 per cento, mentre vengono doppiate abbondantemente sia l'attività manifatturiera (con il 10,6 per cento) che quella dei servizi (poco meno del 10 per cento).
La maggior parte delle imprese agricole condotte da donne si trova nel Mezzogiorno (44 per cento del totale), seguono le regioni del Nord (32 per cento) e quelle del Centro (24 per cento).
Le aziende agricole "rosa", afferma Donne in Campo, salgono in modo importante specialmente in attività innovative, come ad esempio nell'agriturismo, dove superano il 35 per cento del totale. Crescite significative si sono registrate negli ultimi anni anche nel settore biologico, nelle produzioni con marchi di qualità, nell'ortofrutta e nella vitivinicoltura. Per il presidente della Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, “le donne sono le interpreti vere delle innovazioni che ha portato avanti l’agricoltura”.
Donne, dunque, sempre più protagoniste della vicenda agricola italiana, che puntano sulla qualità e sulla tipicità dei prodotti legati al territorio, sulla difesa della biodiversità.
Le imprenditrici, come sottolineato dallo stesso ministro Zaia, hanno la capacità di puntare sull'innovazione e di coniugare le più moderne tecnologie con il recupero della tradizione e di prodotti spesso dimenticati.L’agricoltura ha bisogno delle donne - ha concluso Zaia - e nei recenti negoziati sulla Politica agricola comunitaria, noi ci siamo anche battuti, con successo, per far sì che una parte dei fondi siano utilizzati per lo sviluppo dell’agricoltura al femminile”.