Commissione Regionale di Pari Opportunitā

In quest'area del sito trovi informazioni sull'istituzione attiva in Piemonte dal 1986 per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e la diffusione di una cultura di genere. È inoltre disponibile un archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della CRPO


Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Ipazia, la prima scienziata dimenticata

30 dicembre 2009

=

 

Una donna geniale del quarto secolo, vittima delle lotte per il potere e dell’integralismo. Le hanno dedicato un centro del’UNESCO con sede a Torino, un percorso per le scuole nell’anno dell’astronomia, un romanzo e un film, che forse non vedremo mai in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Al suo nome è dedicato anche il Centro Internazionale Donne e Scienza , creato nel 2004 dall’UNESCO a Torino per sostenere lo studio, la ricerca e la formazione in particolare delle donne scienziate del Mediterraneo. E il percorso didattico proposto per l’anno 2009-2010 alle scuole, in occasione dell’Anno internazionale dell’Astronomia, si intitola Donne e astronomia, da Ipazia a oggi. Un progetto lanciato il 10 novembre 2009, per valorizzare le eccellenze femminili e per orientare verso le materie scientifiche le scelte delle studentesse che spesso vengono respinte dal peso di stereotipi e dall’assenza di modelli di riferimento autorevoli e riconosciuti. Ipazia viene giustamente assunta a simbolo di questo itinerario, come una madre dell’astronomia, il cui destino di oblio è comune ad altre scienziate che hanno seguito le sue orme nell’era moderna. Molte insigni personalità femminili dopo di lei non vengono riconosciute dalla scienza ufficiale. Il caso più recente e clamoroso è quello di Jocelyn Bell, giovanissima scopritrice delle pulsar (stelle di neutroni che si formano in seguito a collasso dell’astro): per questa straordinaria scoperta, il suo professore Anton Hewish, ebbe il Nobel per la Fisica, mentre Jocelyn non fu neppure citata: cosa normale nel mondo accademico. Jocelyn Bell, che comunque ha avuto la brillante carriera che si meritava, commentò poi con spirito: “Sono la signora No-Bell”.


Ipazia è oggi un nome quasi sconosciuto, ma non lo era ai tempi di Raffaello, che nel suo capolavoro La Scuola di Atene, non solo la ritrae, ma ne fa l’unico personaggio che guardi verso il pubblico. Dunque, la prima scienziata della storia era ancora ben ricordata cinque secoli fa.
Ipazia visse ad Alessandria d’Egitto intorno al 400 d.C. e fu una brillante matematica, astronoma e filosofa, oltre che traduttrice e divulgatrice di molti classici greci. Partecipò delle vicende politiche di una città investita da un conflitto religioso di cui alla fine anche lei fu vittima, condannata dall’imperatore Teodosio convertito al cristianesimo, e poi trucidata da monaci integralisti perché pagana e sostenitrice di audaci teorie scientifiche. Ipazia viene ricordata come la prima matematica della storia, e soprattutto come inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio, oltre che principale esponente alessandrina della scuola neoplatonica. Dopo l’anatema lanciato contro di lei dal vescovo Cirillo, le sue opere sono andate perdute. Le uniche notizie su di lei ci vengono dalle lettere di Sinesio di Cirene, anche lui vescovo ma schierato contro il fanatismo e suo allievo prediletto.


A Ipazia è dedicato un romanzo uscito da poco in libreria, di Adriano Petta e Antonio Colavito: Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo(La Lepre Edizioni). La prefazione è di Margherita Hack, che scrive: “Questa storia romanzata ma vera di Ipazia ci insegna ancora oggi quale e quanto pervicace possa essere l’odio per la ragione, il disprezzo per la scienza. È una lezione da non dimenticare, è un libro che tutti dovrebbero leggere”.
“Quanto diverso sarebbe stato il nostro mondo se non fossero stati messi a tacere tanti spiriti liberi come Ipazia?
” Questo ed altri interrogativi sono quelli che suscita la lettura di un libro drammatico, poetico e al tempo stesso molto attuale: Ipazia rappresenta l’icona ante litteram di una donna libera e all’avanguardia costretta a combattere contro il potere in un mondo fatto da uomini. “Con il libro abbiamo voluto colmare un occultamento della storia di questa grandissima donna, che se fosse stata un uomo non sarebbe stata trattata allo stesso modo” spiega Adriano Petta, che nella prima metà del libro racconta la biografia romanzata di Ipazia, mentre la seconda parte dà voce ai sogni, ai pensieri e alla sapienza di cui era depositaria.

 

E la vita di Ipazia è oggi anche un film, Agorà, girato da un regista prestigioso, lo spagnolo Alejandro Amenabar, con protagonista Rachel Weisz, e presentato all’ultimo Festival di Cannes. E’ la pellicola di maggiore successo del 2009 in Spagna, e in questi giorni sta per esordire nelle sale di quasi tutto il mondo. Quasi. Perché in Italia Agorà rischiamo di non vederlo mai. Nessun distributore a tutt’oggi ne ha comprato i diritti, anche se nella produzione figura anche la più importante azienda italiana del settore, e si tratta comunque di un kolossal firmato da un autore famoso. Una vicenda insolita, che ha suscitato una petizione lanciata su Facebook per chiedere la diffusione del film. Ancora una volta, le ragioni di questo ostracismo sono il termometro di un clima culturale: come Ipazia venne uccisa perché oppositrice del nuovo potere cristiano che si affermava con gli editti degli imperatori Costantino e Teodosio, così il film su di lei viene oggi osteggiato per motivi politici e per paura di urtare una malintesa sensibilità religiosa. Ma se il protagonista fosse un uomo? Forse troveremmo il suo nome sui libri di storia e oggi il film, magari con sacrosante discussioni e polemiche, sarebbe già uscito nelle sale. Come speriamo che accada nei prossimi mesi.

 

 

Il percorso Donne e astronomia del Centro Unesco di Torino

Ipazia, un film che l’Italia non vedrà, di Flavia Amabile da La Stampa

Scheda e trailer del film Agorà dal sito Gravitazero

Scheda e recensioni del libro