Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






In Piemonte premiate le aziende che investono sulle donne

24 giugno 2010

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Le Consigliere di Parità del Piemonte hanno presentato i risultati del progetto Aziende che investono sulle donne, attraverso il quale 17 aziende piemontesi sono state premiate con la targa di riconoscimento é-quality – azienda che investe sulle donne, per la loro capacità di valorizzare il lavoro femminile.

 

 

Promuovere una nuova cultura aziendale, che sappia valorizzare le donne nel lavoro e una reale parità di opportunità. Perché investire sulle donne è vantaggioso: la Banca d’Italia stima infatti che l’aumento dell’1% dell’occupazione femminile produrrebbe un aumento del Pil dello 0,5% e un’analisti econometria più approfondita rileva che andrebbe ancora meglio se le donne facessero carriera, in quanto le aziende guidate dalle donne hanno accresciuto più velocemente i ricavi e chiuso più spesso l’esercizio in utile.

Da questi presupposti è nato il progetto Aziende che investono sulle donne, avviato lo scorso anno sulla base del lavoro di analisi e sistematizzazione dei dati del Rapporto biennale uomo-donna ex art. 9 della legge 125/91 delle imprese con più di 100 dipendenti (biennio 2006-2007), condotto dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro piemontese e dall’ufficio delle Consigliere regionali di Parità.
La normativa nazionale che promuove le pari opportunità sul lavoro prevede infatti che, per approfondire le differenze tra uomini e donne nelle medie e grandi aziende e circoscrivere nodi critici su cui intervenire, le imprese con oltre 100 dipendenti debbano redigere un rapporto biennale, che va indirizzato alla Consigliere regionali di Parità, contenenti dati sulla situazione del personale disaggregato per genere, posizione e in relazione a: assunzioni, cessazioni, accesso alla formazione, progressione di carriera, utilizzo del part time.

La raccolta dei dati relativi al personale in Piemonte ha permesso di individuare, sul tutto il territorio, un gruppo di aziende “virtuose”, che hanno adottato formule di gestione delle risorse umane inclusive di un numero significativo di donne in organico e nella dirigenza.
In tutto, sono diciassette le aziende che si sono qualificate e differenziate per questo abbinamento, e che sono state premiate con la targa di riconoscimento é-quality – azienda che investe sulle donne, in un incontro che ha visto la partecipazione di Roberto Rosso, Assessore regionale al Lavoro Roberto Rosso, Giuliana Fenu, dirigente Politiche per l’occupazione e per la promozione dello sviluppo locale della Regione Piemonte, oltre che di Daniela Perini, funzionaria referente Ufficio Consigliera di Parità Regione Piemonte, delle curatrici del progetto Viaggio nelle imprese dove parità è qualità, Elena Crotta, Paola Merlino e Roberta Dho, sfociato in una pubblicazione dal titolo é-quality – Viaggio nelle imprese dove parità è qualità, in distribuzione a tutte le aziende piemontesi per favorire un approccio all’organizzazione aziendale più “amico” delle donne.

Partendo dal rapporto sulla situazione del personale del biennio 2006-2007, le Consigliere hanno promosso quindi l’idea di interrogare la realtà produttiva piemontese sulla presenza di aziende meritevoli per aver valorizzato le donne. L’analisi dei dati ha permesso di individuare un gruppo di aziende che possono essere definite “virtuose” per la consistente presenza femminile nella forza lavoro e, in particolare, nella dirigenza.
Nel dettaglio, i dati delle 1.076 aziende che hanno inviato il rapporto evidenziano una netta polarizzazione tra valori alti di presenza femminile – oltre il 44% - per 420 aziende, e quelli decisamente sotto la media per 538, che registrano una presenza inferiore al 32%. Di queste, ben 176 contano una quota femminile inferiore al 10%, mentre 118 si collocano nella fascia intermedia (33-43%). Ammontano invece a 58 le realtà aziendale piemontesi in cui le donne sono più del 42% del personale e, a livello di quadri e di dirigenti, sono più del 30%.

“Ci siamo chieste – hanno spiegato le Consigliere di Parità Alida Vitale e Franca Turco – quali condizioni favorevoli avessero determinato, in queste 58 aziende, l’emersione delle donne soprattutto a livello dirigenziale. Dal campione iniziale abbiamo scorporato le ASL e le aziende a partecipazione pubblica: è rimasta una ventina di aziende private disponibili su cui abbiamo focalizzato l’attenzione attraverso un’indagine qualitativa”.
L’incontro con i/le responsabili delle risorse umane, talvolta gli/le stessi/e titolari delle 17 realtà ha permesso di evidenziare alcune caratteristiche che risultano aver favorito il processo di inserimento e valorizzazione delle risorse femminili: settore produttivo in cui tradizionalmente le donne sono presenti, che ha spinto verso una gestione delle esigenze organizzative (es. congedi e maternità) che non penalizzasse le donne; management “open mind” e/o internazionale, che favorisce una visione più aperta e inclusiva rispetto alle differenze di genere; organizzazione del lavoro in team; avvento di nuove tecnologie, che influisce positivamente nella gestione delle risorse umane, nell’utilizzo del tempo e delle relazioni; adesione a valori di non discriminazione e di pari opportunità da parte del management, che stimola l’attenzione al clima organizzativo, alla responsabilità sociale verso l’interno e l’esterno, all’immagine aziendale.

La giornata di premiazione è stata un’occasione, per le imprese interessate, di parlare delle proprie scelte organizzative, vissute dai protagonisti come se si trattasse di una gestione normale, mentre la realtà è del tutto diversa. Un momento di riflessione su quanto emerso dalla ricerca qualitativa, partendo dalla pubblicazione, a cura di Kami Comunicazione, in cui le aziende sono presentate con una serie di schede personalizzate che sintetizzano decisioni e misure di conciliazione adottate, ma anche attraverso il profilo emerso della dirigente donna e le qualità femminili generalmente vincenti in ambito lavorativo in tutti i ruoli.
In particolare, l’indagine ha individuato circa 60 dirigenti, il cui profilo è quello di una donna energica, competente, professionale e determinata. Dotata di senso di responsabilità, affidabile e rigorosa nel lavoro, doti che spesso abbina a creatività e a capacità innovativa, a intuizione e a una visione equilibrata del futuro, dirigente per merito, la manager ha potuto contare su un buon livello di istruzione e su un’esperienza lavorativa di una ventina di anni circa. Contraddice lo stereotipo chi ha dovuto rinunciare alla famiglia e, nel 90% dei casi, è stata “promossa” dirigente è avvenuta nell’ambito del percorso di carriera interno all’azienda.

La decisione di premiare queste realtà nasce dalla convinzione, da parte delle Consigliere, che “i buoni esempi possano contribuire ad accrescere una nuova cultura aziendale di valorizzazione delle donne nel lavoro e nella ricerca dell’equilibrio di genere”.
A maggior ragione in un momento di crisi come quello attuale. Lo hanno sottolineato, in avvio di incontro, l’Assessore regionale al Lavoro Rosso e la dirigente Fenu. “Le eccellenza vanno conservate” ha detto Rosso. “L’esempio di queste aziende può essere un aiuto dal punto di vista operativo” ha aggiunto Fenu. Perché, nonostante la tenuta dell’occupazione femminile di fronte a una crisi ancora molto forte – e i dati lo confermano –, è comunque accaduto che una Regione come il Piemonte, che dal punto di vista dell’occupazione femminile stava bene prima della crisi, a partire dal 2009 ha cominciato ad allontanarsi, ed è arretrato di oltre un punto e mezzo rispetto all’obiettivo di Lisbona, con un tasso, attualmente, intorno al 55%. Cinque punti percentuali sono un obiettivo complesso da raggiungere.

Per tale motivo, ha ricordato la Consigliera di Parità del Piemonte Alida Vitale, “è importante ragionare su una diversa organizzazione del lavoro e su un equilibrio di genere, che può intervenire positivamente anche su una situazione complessiva di crisi”. Siamo nell’ambito di teorie come la womenomics, per cui le donne danno maggiore efficacia all’organizzazione aziendale, anche dal punto di vista del risultato economico, cioè del business e del profitto. “La diversità delle donne è un valore aggiunto. Tornare a parlare di politiche women-friendly è fondamentale, e da questa necessità è nata l’idea del progetto”.
Un progetto che dimostra come le aziende possano intervenire sulla propria organizzazione aziendale per fare in modo che maternità e conciliazione non siano un costo, perché di fatto spesso non lo sono, il problema è organizzativo. Le 17 aziende piemontesi premiate lo confermano.

Il comunicato stampa della Regione Piemonte (PDF, 42 KB)
La pubblicazione (PDF, 1,75 MB)