Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Il Piemonte contro la violenza alle donne

23 settembre 2009


Prevenzione e assistenza omogenee su tutto il territorio. E’ l’obiettivo della rete sanitaria che completa il quadro del piano regionale antiviolenza: un coordinamento trasversale e otto piani provinciali, monitoraggio costante, formazione degli operatori, valorizzazione dell’associazionismo, fondo per il patrocinio legale delle vittime e case rifugio.

Definire una modalità assistenziale alle vittime di violenza domestica e sessuale che sia adeguata e omogenea su tutto il territorio, intensificando anche la formazione degli operatori e il monitoraggio della realtà, con particolare attenzione ai fenomeni sommersi”. Eleonora Artesio, assessore alla Salute, commenta così l’approvazione della rete regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime, deliberata il 21 settembre dalla Giunta piemontese.

Punto di riferimento principale sarà il Centro ospedaliero per l’assistenza alle vittime di violenza domestica e sessuale. Costituito dall’integrazione dei centri Soccorso Violenza Sessuale-Bambi dell’Ospedale Sant’Anna e Demetra del San Giovanni Battista-Molinette di Torino, avrà il compito di prendere in carico, 24 ore su 24, le donne provenienti dagli ospedali della città e della prima cintura, sulla base di protocolli specifici, e di garantire interventi di emergenza, servizi ginecologici, supporti psicologici, attività ambulatoriali anche in fase di follow-up e la formazione costante di tutti gli operatori coinvolti nell’attività.
Ogni azienda sanitaria dovrà individuare un referente, che avrà il compito di coordinare la costruzione della rete locale all’interno dei pronto soccorso e sul territorio di competenza. A livello di ogni singolo presidio ospedaliero un medico e un’ostetrica o un infermiere applicheranno i protocolli regionali, adattandoli alla specificità della propria realtà e individuando il percorso più idoneo per ogni donna (dalla presa in carico diretta all’attivazione della rete psico-sociale). L’intero percorso di realizzazione della rete sarà svolto in stretta collaborazione con gli altri soggetti che lavorano per la prevenzione della violenza e il sostegno alle vittime, dai servizi sociali alle autorità giudiziarie, alla pubblica sicurezza alle associazioni di volontariato.

Secondo l’indagine Istat del 2006, in Piemonte circa 33 donne su 100 hanno subito nel corso della vita violenza fisica o sessuale, a fronte del 31% delle donne italiane. Una recente ricerca svolta in collaborazione tra la Consulta delle Elette della Regione e l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, dal titolo Ti amo…da morire? ha evidenziato come nel periodo 2005-2007, sono state presentate alle autorità 19.656 denunce, di cui l’88% per minacce, ingiurie e lesioni, il 12% da reati più violenti tra cui quelli sessuali e l’1% da omicidi e tentati omicidi. Numeri preoccupanti, cui la Regione sta tentando di rispondere con un intervento globale senza precedenti.

La rete sanitaria – ha ricordato Artesio - è un tassello che si aggiunge a quelli già costruiti dalla Regione negli ultimi anni”. Nel 2008 è stato approvato il Piano per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime, coordinato dall’Assessorato alle Pari Opportunità, cui sono seguiti la creazione di un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti e, nel maggio del 2009, la legge per l’istituzione dei centri antiviolenza con case rifugio. Le azioni del piano sono potenziate dal progetto IN.TER.AGIRE – Interazioni Territoriali per Agire contro la Violenza, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La peculiarità dell’approccio piemontese sono la trasversalità e l’integrazione dei soggetti: le azioni investono vari settori (Welfare, Sanità, Formazione, Lavoro, Istruzione, Sicurezza, Politiche Giovanili), sono governate da un Centro di coordinamento regionale e prevedono il coinvolgimento delle province, cui sono decentrate parte dei fondi e delle attività, e delle associazioni attive sul territorio, stimolandone l’autoorganizzazione e la creazione nelle aree che ne sono prive. In una panoramica sugli interventi delle regioni italiane, pubblicata in agosto,
Il Sole 24 ore – Speciale Sanità (PDF, 1,4 MB) ha sottolineato come il Piemonte sia in prima linea nel contrasto alla violenza, avendo destinato a questa finalità oltre due milioni e mezzo di euro nell’ultimo biennio.