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Genere e diritto alla terra

23 agosto 2010

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Le donne producono l’80% del cibo, ma possiedono solo il 20% della terra, e in molti paesi sono escluse o discriminate dal diritto o dalle tradizioni rurali. Un data base della FAO illumina le disparità tra uomo e donna nell’accesso alla terra, fonte di disuguaglianza e rischio per la sicurezza alimentare e lo sviluppo mondiale.

 

 

Da febbraio 2010, un database lanciato dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione, punta i riflettori su uno dei maggiori ostacoli che bloccano lo sviluppo rurale: la grande disuguaglianza tra uomini e donne nell'accesso alla terra.
Il toolkit statistico Genere e diritto alla terra, realizzato in consultazione con istituti statistici nazionali, università, organizzazioni della società civile ed altre fonti, offre informazioni costantemente aggiornate sulle disparità che esistono tra uomo e donna nel diritto fondiario e nell'accesso alla terra in 78 paesi.

Come ricorda la Direttrice della Divisione FAO Pari opportunità ed occupazione rurale, Marcela Villarreal, "la disparità nell'accesso alla terra è una delle cause principali dell'ineguaglianza sociale ed economica tra uomini e donne nelle zone rurali, mette a repentaglio la sicurezza alimentare a livello di nucleo familiare e di comunità, ed ha un impatto sulla sicurezza alimentare nazionale e sullo sviluppo”.
Questo nuovo strumento informatico, disponibile a chiunque abbia accesso ad internet, offre per la prima volta ai responsabili politici e a tutti gli interessati un quadro preciso e completo dei principali fattori sociali, economici, politici e culturali che influiscono negativamente sull’uso e sul possesso della terra e sull'applicazione dei diritti fondiari alle donne.
Il database copre le legislazioni nazionali ed il diritto consuetudinario che regolano l'uso della terra, i diritti di proprietà e di successione, i trattati e le convenzioni internazionali, gli ordinamenti fondiarie e le relative istituzioni, le organizzazioni della società civile che lavorano su queste questioni e molte altre statistiche. Se si cerca per paese, l'utente potrà trovare risposte a domande specifiche su argomenti quali il numero totale dei proprietari terrieri, il numero totale delle donne che posseggono terra ed il numero dei nuclei familiari con donne capofamiglia. Inoltre, su ogni singolo argomento, si possono fare comparazioni tra due o più paesi.

"Gli organi decisionali hanno adesso a disposizione non solo una fonte completa di informazioni sui fattori che più influiscono sulla disparità nei diritti fondiari del loro paese, ma anche la possibilità di raffrontare situazioni e tendenze del proprio paese con quelle degli altri paesi", fa notare nella presentazione del data base Zoraida Garcia, esperta FAO di Pari opportunità e sviluppo. "Possono quindi utilizzare queste informazioni per decisioni e strategie mirate, ma anche per avere un'idea più chiara dei possibili effetti che le diverse strategie e decisioni potrebbero avere per il raggiungimento di una reale partecipazione economica delle donne ed il conseguente miglioramento delle generali condizioni di vita delle comunità rurali".

"La FAO – prosegue l’esperta di Pari opportunità - ha avuto nel corso degli anni moltissime richieste da parte dei paesi membri e da altre istituzioni della comunità internazionale, che volevano capire meglio in che misura la disparità uomo-donna avesse effetti sulla situazione della proprietà e dei diritti fondiari. Un segnale positivo è il fatto che i paesi riconoscano la disparità uomo-donna ed i diritti di proprietà della terra come "questioni centrali" nell’agenda dello sviluppo”.

Il tema dell'uguaglianza nell'accesso alla terra è cruciale ai fini della sicurezza alimentare e del benessere delle famiglie rurali nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, i dati evidenziano che le donne possiedono o hanno l'uso esclusivo della terra in proporzioni minimali rispetto al loro coinvolgimento in agricoltura e se paragonate agli uomini. Anche se producono circa l’80% del cibo mondiale, le donne detentrici di terra si attestano intorno al 20% nella stragrande maggioranza dei paesi, indipendentemente dal livello di sviluppo sociale, economico e politico degli stessi. Le quote, infatti, sono basse sia nei paesi che hanno economie rurali, sia in quelli industrializzati. In Italia, la situazione è migliore della media, con un tasso di proprietà terriera femminile pari al 32%, che corrisponde alla percentuale delle imprenditrici agricole. In alcuni paesi, come ad esempio il Giappone, la dimensione di genere non è stata ancora del tutto inclusa nei censimenti agricoli.

“Una delle caratteristiche chiave che si evince dal database – spiega Zoraida Garcia - è l'enorme scarto esistente tra i diritti formali e la realtà delle situazioni. In molti casi, le costituzioni nazionali riconoscono che uomini e donne hanno lo stesso diritto alla terra, ma poi nella pratica quotidiana la realtà è ben diversa. Spesso questi diritti sono messi a repentaglio da leggi in conflitto tra loro o da pratiche tradizionali ed istituzionali di vecchia data che assegnano diritti di proprietà e di successione ai maschi ed al ramo maschile della famiglia. Man mano che il database crescerà, incorporerà anche suggerimenti e reazioni da parte degli utenti su come sono state impiegate le informazioni nel dibattito nazionale sull'uso della terra, sulle questioni di genere e sullo sviluppo agricolo e rurale”.

Il sito Gender and land rights database (in inglese, francese e spagnolo)

La presentazione del toolkit (in inglese) (PDF, 588 KB)

Il sito della FAO dedicato alle questioni di genere (in inglese)