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Donne vincenti ed escluse, secondo il rapporto Censis

11 dicembre 2008

Segnali di crescita di peso e qualità della componente femminile nei diversi contesti sociali, soprattutto in un’ottica di lungo periodo. Tra formazione e impresa, tecnologie e conciliazione. 

Giunto alla quarantaduesima edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socioeconomici del Paese. Riportiamo da Italian Network-Pianeta Donna un’analisi di genere del Rapporto 2008.

Sono evidenti segnali di crescita di peso e qualità della componente femminile nei diversi contesti sociali: soprattutto in un’ottica di lungo periodo. E’ quanto emerge dal Rapporto Censis 2008 presentato come di consueto a Roma il 5 dicembre 2008.
Le donne, si legge nel Rapporto, sono sempre più scolarizzate: se nel 1950 erano 7 su cento oggi sono 93 su 100 e partecipano molto più attivamente che in passato al mercato del lavoro. Tuttavia, afferma il Rapporto Censis, permangono forti dinamiche di esclusione in moltissimi ambiti e soprattutto nelle posizioni apicali: le donne sono, infatti, circa un quarto degli uomini tra i legislatori, dirigenti ed imprenditori ma occupano più della metà delle posizioni esecutive.
In ambito politico in modo particolare: anche nell’attuale Parlamento le donne rappresentano circa il 20% dei deputati e dei senatori, a fronte di percentuali più elevate in tutta l’Europa, compresi Spagna e Portogallo.
Altra area di esclusione è quella delle tecnologie: le donne manifestano, secondo il Rapporto Censis, una minore propensione sia all'argomento, circa la metà di quella degli uomini, sia per quanto riguarda l'uso nella sfera privata sia per quello che concerne l'interesse al lavoro.
A queste aree, che il Rapporto definisce di “quasi esclusione” si affiancano altri ambiti lavorativi e sociali, profondamente femminilizzati, ma che si connotano per una sorta di confinamento della componente femminile laddove l’interesse e l’impegno maschile è scarso o venuto a scemare.
Si tratta in particolare della sfera privata e soprattutto dell’area della famiglia e della cura dove è evidente il sovraccarico femminile, sia per le ore dedicate al lavoro familiare, superiori a quelle delle donne degli altri paesi e di molto inferiori a quelle degli uomini, sia per il sostegno di mutuo aiuto e di cura nella famiglia allargata. Indagini Censis hanno più volte mostrato come sia la madre (37%) più che il padre (11%) e in generale tutte le componenti femminili della famiglia allargata a sostenere il peso della cura familiare.
Attengono a questa seconda tipologia di confinamento, inoltre, anche aree occupazionali che si sono fortemente femminilizzate nel periodo più recente, come la scuola, le banche o le poste, soprattutto per quanto riguarda le posizioni intermedie e medio-basse e che in concomitanza con questa evoluzione hanno subito una tendenza alla dequalificazione. Una sorta di presenza quantitativa forte ma senza potere che si intreccia in molti casi con la diffusione tra le lavoratrici di nuove tipologie contrattuali soprattutto il part time, in vigore per il 26,9% delle lavoratrici italiane, contro il 31,2% delle donne europee ed il 5% degli uomini italiani.
Non vi è dubbio, ribadisce il Censis, che il part time costituisca una conquista per molte donne, confermata da molte indagini europee, ma la situazione italiana rimanda spesso a scelte forzate, dettate dalla carenza di meccanismi di conciliazione lavoro-famiglia e di servizi.

Nonostante le aree problematiche sottolineate, conclude il Censis, la situazione attuale appare segnata da una serie di fenomeni positivi di peso e significato della posizione femminile, fino a sfiorare situazioni di dominio in alcune particolari aree. Innanzitutto è potente la presenza quantitativa, ma anche qualitativa, delle donne nei processi scolastici e formativi dove più spesso che i maschi raggiungono un titolo di scuola secondaria superiore ed anche un titolo di laurea. Le ragazze italiane rappresentano anche il 49% degli iscritti alla facoltà di indirizzo scientifico informatico, contro il 37,3% delle ragazze europee.
Questa tendenza si rispecchia nella maggiore predilezione delle donne per la cultura, come risulta dal Rapporto Censis sulla comunicazione, secondo cui il 49% delle donne, contro il 36% degli uomini nel tempo libero ama leggere i libri.
Rispetto poi all’ambito lavorativo, nel periodo più recente si sono consolidati alcuni settori occupazionali, nei quali la presenza femminile non è solo quantitativamente rilevante, ma anche qualitativamente influente e determinante. Il riferimento va qui a tutte le professioni intellettuali, ma in particolari ai medici (35,7%) ed agli specialisti in scienze della vita (55%) ai dirigenti di organizzazioni nazionali e sopranazionali (40,5%) alla magistratura (26,3%), alla pubblica amministrazione (47,2%) ai servizi di ricerca e sviluppo (44,5%) alle attività immobiliari e ai servizi alle imprese (44,1%).
Accanto ai settori tradizionalmente intesi, dai dati risulta che in particolare in aree di grande a in maniera molto accentuata la presenza femminile, che ne costituisce davvero un nucleo fondamentale di sostegno e di sviluppo.
L’area della gestione di impresa, conclude il Rapporto, è un'altra area che mostra interessanti passi avanti nella posizione delle donne. In particolare il management dove l’Italia ha recuperato rispetto all’Europa per quanto riguarda la presenza femminile: nel 2006 avevamo il 32,9% dei manager donne contro il 32,6% in Europa. Da un’indagine Censis del 2008 sulle donne imprenditrici emerge come esse mostrino importanti punti di forza per cui vengono apprezzate come ad esempio la comunicazione aziendale, l’ascolto o la relazionalità. Anche altre indagini degli ultimi anni mettono in evidenza alcune novità positive delle imprese gestite da donne dal punto di vista dell’intreccio tra cultura e territorio, dello stile gestionale, della sensibilità ambientale, della cura della clientela  e della qualità, della conciliazione famiglia-lavoro.
Inoltre, una recente indagine Censis sulle “donne di successo” in Italia e in Europa (dirigenti, imprenditrici, politiche e professioniste) ha messo in evidenza la particolare tenacia delle donne italiane in meno casi figlie d’arte delle colleghe europee.
Viene spontaneo chiedersi - conclude il Rapporto - come si possano rafforzare i segnali positivi qui citati. Molti sono gli spunti da questo punto di vista, relativi alle politiche di incentivazione lavorativa ed imprenditoriale come al tema della conciliazione e del welfare locale. Vale la pena osservare- chiude infine il Censis- che tutte le indagini mostrano come le donne più realizzate e felici siano quelle che hanno saputo trovare un equilibrio adeguato tra sfera pubblica e sfera privata, affiancando alle vecchie aspirazioni sociali, che non hanno rinnegato, anche le nuove spinte verso la scienza, la cultura ed il lavoro.

 
Il Rapporto Censis 2008