Commissione Regionale di Pari Opportunità

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Consigliera di Parità Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Donne e media, può iniziare un nuovo corso?

19 maggio 2010

Un osservatorio indipendente per monitorare la rappresentazione femminile nella tv pubblica. E un impegno a combattere distorsioni e stereotipi, anche nelle fasce di maggiore ascolto. Sono le proposte di Pari o dispare e di molte donne e uomini della società civile, con l’autorevole sostegno del Capo dello Stato. Dopo il via libera della Commissione di Vigilanza, tocca ora al governo inserirle nel contratto di servizio con la RAI.

 

Il contratto di servizio tra la RAI e il governo italiano per il biennio 2010-2012 prevederà un Osservatorio sulle pari opportunità, come primo passo per affermare una rappresentazione della donna nei media più rispondente alla realtà e meno asservita a miti e ideologie maschiliste. Questo è almeno il pronunciamento, non vincolante ma molto influente anche perché sostenuto da una maggioranza bipartisan, della Commissione Parlamentare di Vigilanza.

 
Si sta infatti discutendo in questi giorni l’approvazione del contratto che la RAI Radiotelevisione Italiana sottoscrive ogni tre anni con il Ministero delle Comunicazioni, e che fissa gli obiettivi e i parametri di qualità della mission dell’azienda, quelli che lo caratterizzano appunto come pubblica informazione; contratto scaduto alla fine di gennaio.
Proprio in funzione di questa scadenza l’associazione Pari o dispare ha presentato un emendamento alla Commissione Parlamentare di Vigilanza per l’istituzione di un Osservatorio indipendente sui programmi Tv.

La società italiana ha "il diritto-dovere di essere rappresentata in modo da tener conto anche della crescente popolazione femminile che partecipa con successo alla vita economica del paese, raggiungendo ruoli di responsabilità pur dovendo superare un contesto oggettivamente ostile e sfavorevole rispetto alle donne europee". Su questo presupposto, l’associazione Pari o Dispare, composta da donne e uomini appartenenti a diverse categorie professionali e diversi orientamenti politici, presieduta dall’economista Fiorella Kostoris, vuole mettere in sinergia i soggetti che negli ultimi mesi stanno denunciando la esorbitante presenza di stereotipi attraverso i quali i media rappresentano le donne italiane.
In particolare Pari o dispare ha cercato di interpretare le sollecitazioni che venivano dalla società civile, come i precedenti appelli di personalità femminili, lanciati da fine novembre, attraverso la rete, su impulso di Gabriella Cims di concerto con il Comitato Pari Opportunità del Ministero dello Sviluppo economico, poi sfociato in una lettera aperta inviata alle Istituzioni italiane, con la richiesta di promuovere l'uso rispettoso dell'immagine femminile nei media, con particolare riferimento al servizio pubblico, in vista del rinnovo del contratto di servizio Rai.
L'appello ha ottenuto il sostegno di centinaia di donne impegnate nei più diversi settori della società civile, ha raccolto i loro pareri e le loro considerazioni, indicando precisi obiettivi e altrettanto puntuali richieste, come: rappresentare la vita reale delle donne, difficoltà e successi compresi; un codice di regole sui media in generale, simile a quello di cui si sono dotati gli altri Paesi dell'Unione Europea; la costituzione di un organismo indipendente e autorevole in grado di garantirne il rispetto.

Una prima e importante risposta ai temi sollevati dalla campagna è giunta dalla Presidenza della Repubblica, che ha confermato l'allineamento delle tematiche promosse ai principi costituzionali, quali prerequisiti indispensabili per rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono ancora il realizzarsi della piena parità tra gli uomini e le donne.
Il Presidente Giorgio Napolitano, sostenitore convinto dell’iniziativa, ha inviato una lettera in cui esorta i media a “smettere di proiettare l’immagine offensiva della donna, proposta come ornamento o bene di consumo” e, al contempo, di “arginare il dilagare della tendenza alla sottovalutazione o all’aperto disprezzo della dignità femminile”.
L’intervento del Capo dello Stato è avvenuto in occasione del convegno Donne in TV e nei Media: un nuovo corso per l’immagine femminile, tenuto in aprile, nel quale governo e azienda hanno assunto impegni precisi “per favorire la promozione di un’immagine della donna più consona alla realtà del quotidiano, in cui lavora, si impegna e si afferma, in ogni settore della vita sociale e professionale del paese” come ha detto il presidente della Rai, Paolo Garimberti.

Per dare concretezza a queste promesse, è stato quindi ufficialmente presentato dalla senatrice Emma Bonino, presidente onoraria di Pari o dispare, un emendamento al Contratto di servizio Rai che prevede l’istituzione di un osservatorio indipendente che dovrà monitorare la rappresentazione del genere femminile.
L'emendamento è stato firmato da 70 parlamentari di tutti gli schieramenti, e sottoscritto sul web da varie personalità e da migliaia di cittadini.
 
 
 
La proposta è stata approvata il 18 maggio e quindi figurerà tra le condizioni che appariranno nel parere, obbligatorio ma non vincolante, che la Commissione di Viglilanza esprime sul contratto di servizio Governo-Rai, in riferimento all'articolo 2 dello stesso contratto, quello su pluralismo del servizio pubblico e monitoraggio sulla qualità della programmazione.
Si tratta in sostanza dell’impegno all'istituzione di un Osservatorio sulle pari opportunità, con particolare riferimento al ruolo delle donne, ma anche a tutela della dignità dei disabili e dei minori. Ora la parola passa al Governo, che dovrà inserire questa richiesta, ormai fatta propria dalla stragrande maggioranza del Parlamento, all’interno del contratto definitivo.
"Quello di oggi è un primo passo, fino a poco tempo fa inimmaginabile, per impostare una nuova rappresentazione delle donne in tv e nei media e monitorare una corretta immagine del femminile che risponda veramente alla realtà delle donne in Italia" ha commentato a caldo Emma Bonino.

 
L’auspicio è che questo passo segni l’inversione di una tendenza sempre più preoccupante alla riduzione dell'immagine femminile ad elemento decorativo e subalterno, raccontata in modo efficace da Lorella Zanardo nel documentario Il Corpo delle donne.

 
Questi sono i testi completi delle proposte avanzate da Pari o dispare:

 
Istituzione dell’osservatorio

Entro un anno dall’entrata in vigore del presente contratto, la Rai istituisce un Osservatorio, affidato a una o più società di provata esperienza e capacità scientifiche, selezionate attraverso procedure di evidenza pubblica. Tale Osservatorio dovrà monitorare la rappresentazione di genere con particolare attenzione alla rappresentazione del soggetto femminile, nell’ambito della programmazione complessiva.
L’Osservatorio provvede a :
a) effettuare un monitoraggio quotidiano della programmazione per analizzare la presenza di stereotipi di genere (con la precisa individuazione di questi ultimi, secondo una classificazione già nota ed effettuata da diversi istituti, università e segnalata in specifici rapporti internazionali) al fine di pervenire al loro superamento, con la redazione di report semestrali. I risultati delle rilevazioni semestrali dovranno essere resi pubblici dalla concessionaria attraverso pubblicazioni sul proprio portale web, con apposite pagine a ciò dedicate del servizio Televideo, e comunque attraverso modalità che garantiscano la diffusione di tali dati all’universalità dell’utenza;
b) effettuare ricerche e analisi qualitative e quantitative su contenuti e modalità della rappresentazione di genere, anche con riferimento alle categorie professionali rappresentate, con cadenza almeno semestrale i cui risultati dovranno essere resi pubblici dalla concessionaria attraverso pubblicazioni sul proprio portale web, con apposite pagine a ciò dedicate del servizio Televideo, e comunque attraverso modalità che garantiscano la diffusione di tali dati all’universalità dell’utenza;
c) prevedere, sul portale Rai, una sezione dedicata alla raccolta di comunicazioni degli utenti sulla attività svolta dall’Osservatorio, al fine di migliorare il proprio servizio, rendendola nota con appositi avvisi anche su tutte le altre piattaforme tecnologiche utilizzate per la programmazione;
d) fornire tempestivamente, alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, e comunque non oltre un mese dalla loro redazione i dati risultanti dal monitoraggio. Analoga comunicazione dovrà essere inviata alla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e alla Sede Permanente di confronto.

Impegni della RAI

a) promuovere l’organizzazione di seminari interni al fine di evitare il ripetersi di una distorta rappresentazione di genere, con risorse interne ed esterne, anche in base a indicazioni provenienti dalle categorie professionali interessate
b) valorizzare la rappresentazione reale e non stereotipata della molteplicità di ruoli del mondo femminile, anche nelle fasce di maggior ascolto.