17 ottobre 2008
Le donne costituiscono più della metà della forza lavoro agricolo ma sono spesso oggetto di discriminazione e sono più esposte degli uomini a povertà e sottosviluppo.
E’ questa l’estrema sintesi del rapporto Gender in Agricolture Sourcebook, frutto del lavoro di esperti della Banca Mondiale in collaborazione con la FAO-Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura e con IFAD-Fondo internazionale per lo Sviluppo dell’agricoltura. E’ stato diffuso in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, che si celebra ogni anno nell'anniversario della fondazione della FAO, avvenuta il 16 ottobre 1945, e che quest’anno è centrata sui due preoccupanti problemi del riscaldamento climatico e delle modifiche bioenergetiche, e sulle conseguenze sociali e politiche che tali cambiamenti producono nella vita di tanti paesi in via di sviluppo. La manifestazione italiana vede come ospite d’onore Suzanne Mubarak, la first lady egiziana insignita quest’anno del Premio Internazionale Marisa Bellisario per il suo impegno a favore dei diritti civili e delle pari opportunità. Poiché le donne sono le maggiori produttrici di cibo, in quella stessa giornata il Comitato Coltivatrici della FIPA-Federazione Internazionale dei Produttori agricoli, cui aderisce l’associazione italiana Donne in campo, celebra la Giornata mondiale della donna rurale, sul tema Cambiamenti climatici: le donne rurali annunciano le soluzioni.
Frutto di tre anni di studio, il Sourcebook si concentra sul ruolo centrale delle donne nella produzione agricola e sullo scarso investimento realizzato a favore delle donne rurali a causa di ostacoli relativi alla disparità di genere. “Rispetto agli uomini, le donne hanno minore accesso a risorse produttive essenziali, come i terreni, l’irrigazione, la tecnologia agricola, inoltre sono penalizzate dai sistemi di istruzione e formazione, infine hanno scarse possibilità di ottenere finanziamenti e credito", osserva Marcela Villarreal dirigente della FAO, e queste limitazioni impediscono loro di raggiungere l’autonomia e la piena partecipazione alla vita politica.
Per contrastare il fenomeno, Katherine Sierra, dirigente della Banca Mondiale che si occupa di sviluppo sostenibile, ha annunciato che i progetti sullo sviluppo rurale finanziati da questo ente prevederanno investimenti mirati soprattutto a favore delle donne.
Le donne sono anche quelle che maggiormente subiscono gli effetti dell'attuale crisi alimentare nel mondo, e le famiglie in cui la donna è capofamiglia sono più esposte delle altre all’impoverimento. La lotta alla povertà nel mondo rurale, come afferma Jacques Diouf, direttore della FAO, non può essere condotta senza una politica per le pari opportunità e per l’empowerment economico.
Per questo il rapporto della Banca Mondiale, rivolgendosi sia alle autorità che agli operatori del settore, insiste sulla necessità del riconoscimento alle donne del diritto alla terra e alla sua proprietà, sul diritto all'istruzione e sull’accesso al credito. Lennart Bage, presidente dell’IFAD, aggiunge che il microcredito organizzato attraverso gruppi di auto-aiuto e cooperative autogestite, secondo la lezione di Muhamad Yunus, ha prodotto autentici miracoli. Il rapporto si basa sullo studio di trenta casi dettagliati e contiene oltre cento progetti, esempi di buone prassi sul gender mainstreaming e sugli interventi relativi allo sviluppo delle infrastrutture rurali e a programmi per la formazione. I suoi autori sottolineano il potenziale impatto di un investimento mirato alle donne per combattere la povertà: se le contadine africane avessero lo stesso accesso al credito e all’educazione degli uomini, sulla base di esperienze realizzate e oggettivamente dimostrabili, sia il reddito globale sia la produttività agricola aumenterebbero in percentuali, variabili a seconda dei paesi, dal 20% al 50%. E la carenza di cibo potrebbe diminuire in proporzione. Un esempio di come una maggiore parità di genere sia un vantaggio per tutti.
Per informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
telefono 06.57056350 – 348.870 5979
Il testo e la sintesi del Rapporto (in inglese)
La giornata mondiale dell’alimentazione
La giornata mondiale della donna rurale