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Danni per tentata violenza sessuale? Bastano 3mila euro

07 gennaio 2010

Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha stabilito equa una somma di 3mila euro come risarcimento per danno morale alla vittima da parte dell’aggressore, in caso di tentata violenza sessuale. Una decisione che crea un precedente: ma i danni di un tentato stupro sono quantificabili?

 

 

 

 

Appena 3mila euro. Questo il risarcimento per danno morale che potrebbe assicurarsi chi è responsabile di una tentata violenza sessuale. A stabilirlo è la terza sezione penale della Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 49952/2009 ha riconosciuto giusto il pagamento di tale somma a una donna aggredita da due sconosciuti, evidenziando che “non può non tenersi conto della circostanza” che gli autori dell’aggressione “non sono riusciti a congiungersi carnalmente con la vittima e non può tenersi conto del fatto che le conseguenze sono state in concreto assai minori. Senza contare che “la somma di 3mila euro” è stata considerata “congrua dalla vittima stessa”, e quindi “deve essere rapportata a tale realtà”.
Con questa motivazione, pur confermando una condanna per violenza sessuale a un 26enne, la Corte ha ritenuto equa la cifra pattuita come risarcimento.

Il caso in questione risale al maggio di due anni fa, quando una donna era stata aggredita da due uomini, spinta dentro l’androne di un palazzo e parzialmente denudata. Aveva evitato la violenza sessuale solo grazie all’intervento di due persone che, sopraggiunte sul posto, avevano visto la scena.
I due aggressori sono stati condannati in primo e secondo grado, anche se la Corte di Appello di Napoli, lo scorso gennaio, aveva ridotto la loro pena a due anni e dieci mesi di reclusione. A titolo di risarcimento avevano offerto alla vittima 3mila euro, somma che la donna aveva accettato. In Cassazione, poi, uno dei due ha insistito perché gli venisse riconosciuta la tentata violenza, visto che lo stupro non si era compiuto e il risarcimento teneva conto del danno minore.

La Corte ha bocciato il ricorso, ma accettato l’entità del risarcimento, sposando in pieno i motivi di appello. Una sentenza che come al solito apre un precedente, e genera domande e dubbi, vista la delicatezza del tema: 3mila euro sono sufficienti? Le conseguenze saranno di sicuro minori, ma i danni provocati da un atto come la violenza sessuale, ancorché non portata a termine, così diversi a seconda di chi la subisce, sono quantificabili basandosi su una determinata cifra che potrebbe essere presa come riferimento in futuro?