La contrattazione di genere come metodo per favorire l’innovazione nell’organizzazione aziendale e nel rapporto tra azienda e territorio. Con quali modalità e con quali vantaggi? Il tema è stato affrontato mercoledì 21 settembre presso la Sala rossa della Provincia di Torino nel convegno “Tempo diviso, tempo condiviso. Parità e conciliazione nei luoghi di lavoro” promosso dalle organizzazioni sindacali CGIL – CISL e UIL per presentare e diffondere le “Linee guida per la contrattazione di genere di secondo livello”.
Le linee guida nascono nell’ambito del Tavolo regionale sulla contrattazione, fortemente voluto nel 2009 dalla Consigliera di parità regionale del Piemonte, di concerto con la Commissione regionale per le Pari opportunità, a cui hanno partecipato le principali associazioni sindacali e i rappresentanti datoriali, per presentare metodi e strumenti per la contrattazione cosiddetta “di genere” nei luoghi di lavoro. Sono indirizzate alle aziende per stimolare percorsi di cambiamento organizzativo, per migliorare l’attenzione alle risorse umane e per introdurre formule di conciliazione tra vita e lavoro finalizzate a garantire pari opportunità a donne e uomini nel lavoro.
Un’idea nata dalla consapevolezza che riconoscere alle donne il diritto di lavorare e di realizzare obiettivi professionali e personali, possa tradursi in occasione di sviluppo. Le donne sono un’opportunità per molti aspetti - come ha sottolineato in apertura dei lavori l’assessore al lavoro della Provincia di Torino, Carlo Chiama - ma anche perché una maggior presenza di donne al lavoro genera altri posti di lavoro (pensiamo ai servizi per la cura di familiari a carico, dei compiti familiari). Un circolo virtuoso da favorire non tanto attraverso contributi per l’assunzione delle stesse, quanto con una seria riforma del sistema del welfare che diventi più efficacia e attento alla sussidiarietà.
«Investire sulla risorsa donna è il nuovo modo di fare welfare - lo ha specificato Laura Seidita/CGIL - e un volano per l’economia».
Ma come fare in un momento di grave difficoltà e di crisi dilagante a garantire una maggior attenzione alla risorsa femminile?
Molte le questioni sollevate tenendo conto del contesto occupazionale particolarmente difficile, in cui è indispensabile - come ha ricordano Maria Teresa Cianciotta/UIL - trovare il modo di “mantenere le donne al lavoro” ricordando il dato altissimo delle neo-mamme dimissionarie.
Pesa anche la carenza di risorse in cui si debbono trovare le soluzioni. Per questo è importante mettersi maggiormente in ascolto dei bisogni delle persone e delle donne, in particolare - come ha ricordato Mascerello/CISL - per trovare le soluzioni più appropriate in sinergia con istituzioni e enti locali.
Le linee guida, al proposito, propongono alle aziende un vero e proprio metodo di lavoro, elaborato in sinergia con sindacati e associazioni datoriali dall’analisi di casi aziendali “virtuosi” che tracciano percorsi oggi più facilmente percorribili da altre aziende.
«La ricerca sulle aziende e la stesura delle linee guida ci ha aiutate a comprendere come molte soluzioni siano praticamente a costo “zero” - ha ricordato la Consigliera di Parità della Regione Piemonte, Alida Vitale – ma possono apportare benefici notevoli in termini di riduzione dell’assenteismo, motivazione al lavoro, benessere organizzativo viene ampiamente compensato».
Oggi ridurre le discriminazioni e le disuguaglianze sul lavoro e mantenere alti livelli di efficienza e produttività è fondamentale per tutti, come ha spiegato la prof.ssa Adriana Luciano introducendo i dati della ricerca, ma che richiede cooperazione. E’ questa la parola chiave di un “gioco” in cui tutti traggono un vantaggio, ed è praticata con maggior attenzione, nelle aziende in cui la professionalità è un bene prezioso e le risorse non sono facilmente sostituibili. E’ più praticata, lo dimostra l’analisi delle aziende più virtuose, nelle grandi aziende dove il livello culturale è più elevato, mentre trova maggiori difficoltà nelle PMI meno preparate ad avvicinare visioni più lungimiranti e innovative.
«In un contesto in cui le PMI sono la gran parte del tessuto produttivo - ha ancora sottolineato la prof.ssa Luciano - diventa quindi rilevante adottare un metodo di contrattazione che sia territoriale, capace cioè di coinvolgere più imprese. Le linee guida sono di per sé il risultato di un metodo di lavoro basato sulla concertazione perché hanno visto un’eccezionale sinergia tra le parti nella loro elaborazione e condivisione. Ma è solo così che si ottengono risultati in questo campo».
La tavola rotonda, moderata da Paola Merlino esperta di parità, ha ampliato il confronto su come si possa garantire questo “ecosistema” della conciliazione grazie all’intervento dell’Ass. Reg. Pari OpportunitàGiovanna Quaglia, di Alida Vitale Consigliera Regionale di Parità e delle rappresentanti sindacali Serena Sorrentino Cgil Nazionale,Liliana Ocmin Cisl Nazionale,Maria Pia Mannino Uil Nazionale. A loro il compito di individuare soluzioni concrete e prendere impegni seri per accompagnare il cambiamento.
Su questo fronte l’ass.regionale alle Pari Opportunità ha ricordato l’impegno affrontato recentemente dalla Regione attraverso i bandi rivolti alle aziende per introdurre formule organizzative mirate alla conciliazione tra vita e lavoro. Non solo, la Regione Piemonte ha previsto una misura innovativa con il duplice obiettivo di sostenere il reddito delle famiglie e di favorire la condivisione delle responsabilità di cura dei neonati. L’integrazione al reddito – 400 euro al mese - viene infatti assegnata ai padri che decidano di prendere un congedo in sostituzione della madre al fine di favorire il rientro lavorativo della stessa. Una misura che sta avendo particolare successo e che è importante far conoscere e promuovere.
«Sul futuro è necessario mantenere un confronto serio - ha sottolineato l’assessore regionale - per riuscire ad essere efficaci ed incisivi nelle scelte. Per questo il lavoro che avete impostato è importante».
A tal proposito la Consigliera regionale di parità, Alida Vitale ha proposto che la mappatura delle buone prassi diventi una consuetudine in quanto indispensabile per evidenziare le eccellenze e, attraverso un contatto costante con la realtà territoriale, per porre attenzione ai fabbisogni.
La sfida su cui i sindacati vogliono scommettere per diffondere una nuova cultura aziendale passa attraverso la formazione dei delegati, un tramite importante, anche attraverso il metodo della contrattazione di genere di secondo livello, per garantire una maggior attenzione alla risorsa femminile nelle aziende e per incidere in modo profondo sui cambiamenti.
Inoltre, sarà opportuno garantire l’operatività di fonti specifiche di finanziamento, alcune già esistenti, affinché siano sempre più reali le opportunità di sperimentazione a beneficio del benessere organizzativo.
Azioni e prassi da divulgare e comunicare in modo efficace e mirato in un periodo di profondi cambiamenti che, se adeguatamente accompagnato, potrà essere occasione di crescita e di nuove opportunità per la componente femminile e, più in generale, per lo sviluppo in un contesto ci chiede di sapere individuare rapidamente nuove soluzioni e nuove strategie.
Ricerca “Analisi e valutazione dell’attuazione delle politiche di genere e degli effetti della contrattazione di secondo livello nelle aziende piemontesi” (Rapporto_completo_2010.pdf)