
In questi giorni, a Torino, ha aperto un centro di ascolto e consulenza psicologica e giuridica a familiari e vittime di comportamenti persecutori. Le cronache di questi giorni ricordano che le vittime sono per la maggior parte donne. È importante però cercare di aiutare gli uomini per capire il loro disagio e tentare davvero di prevenire le violenze.
Come già ricordato da Kila con le recenti sentenze della Cassazione in materia di maltrattamenti in famiglia e stalking, negli ultimi giorni le pagine di cronaca nera si sono riempite di casi di donne uccise da ex compagni, corteggiatori, uomini con cui avevano appena chiuso la loro storia. Dall’uomo con sette denunce per stalking che ha ucciso due ex al giovane 30enne che ha sparato all’ormai ex da poche ore di appena 16 anni.
Casi che come sempre fanno riflettere e pensare, in prima battuta, a come difendere la donna, vera vittima, spesso lasciata ancora sola nonostante gli interventi legislativi in materia.
I fatti che riempiono le prime pagine dei giornali fotografano un fenomeno allarmante, che rientra in un quadro di delitti in famiglia, e in particolare tra le mura domestiche, in aumento, con le donne come vittime più frequenti.
Una situazione a cui spesso rispondono associazioni e sportelli di aiuto e ascolto.
A Torino, pochi giorni fa, ha aperto C.A.P. 10135, il primo Centro di Ascolto Psicologico Atti e comportamenti persecutori, con sede operativa in via Plava 145, che fornisce ascolto e consulenza psicologica a familiari e vittime di atti e/o comportamenti persecutori.
Il centro si rivolge a persone d'entrambi i sessi e di qualsiasi età e fornisce un supporto e una consulenza psicologica a persone che subiscono atti di bullismo in ambito scolastico e non, oppure comportamenti di mobbing in ambito lavorativo, o ancora a persone che sono oggetto di vere e proprie condotte di stalking nella vita privata. All’interno del percorso di sostegno è previsto, su richiesta, un colloquio con un avvocato dell’associazione.
Viene inoltre fornito un supporto e una consulenza psicologica anche ai familiari delle persone oggetto di tali comportamenti, che per la loro natura possono creare ansia e paura in uno o più dei componenti familiari (moglie, marito, fidanzato, fidanzata, madre, padre, ecc.).
Il centro di ascolto è gestito da psicologi e psicologhe dell'Associazione di Promozione Sociale “Psychological Educational Treatment & Therapy”. Gli incontri sono gratuiti per gli iscritti all’associazione in regola con la quota della tessera associativa (15 euro all’anno).
Si tratta di una delle ultime iniziative nate a Torino, in una Regione come il Piemonte, che si è dotata di un Piano per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime, con eventi di sensibilizzazione e iniziative su tutto il territorio per far conoscere il fenomeno della violenza contro le donne.
Proprio in questi giorni, inoltre, la Provincia di Torino ricorda sul proprio sito, partendo dal dato allarmante di nove casi di donne uccise in tre settimane, lo Sportello telefonico per il disagio maschile. Perché è indubbio che lo sfociare spesso improvviso di una violenza efferata rivela problemi, disagi nelle relazioni familiari e di coppia da parte dell’uomo.
Per tale motivo la Provincia, già nel 2009, ha attivato lo sportello, in collaborazione con l’associazione di volontariato Il Cerchio degli Uomini e con il contributo della Regione. Il servizio garantisce riservatezza completa e la possibilità di partecipare a gruppi di condivisione, formati da 7/10 persone, di soli uomini e misti, finalizzati alla prevenzione della violenza e alla realizzazione di un percorso di consapevolezza e cambiamento per chi si trova in situazioni di disagio familiare e relazionale.
Si tratta di servizi di cui è bene parlare, perché siano conosciuti il più possibile. Il fenomeno della violenza alle donne, e in questi giorni le cronache lo testimoniano quasi ogni giorno, è lungi dall’essere stato arginato.