Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

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Conciliazione, puntare sulla responsabilitā delle aziende

06 agosto 2009


Il Dipartimento per le Pari Opportunità sta lavorando a un progetto per promuovere la conciliazione della vita lavorativa e familiare delle donne, sensibilizzando prima di tutto le aziende e favorendo la nascita di una nuova politica di organizzazione del lavoro.

Il nome è inglese, ma il senso sta in quella “parolina magica” che riaffiora quasi sempre quando si parla di donne e lavoro: conciliazione. Se ne parla tanto, fior di studi e ricerche se ne occupano, ma nella pratica riuscire a gestire al meglio i tempi di vita e di lavoro è tutto tranne che facile. Molto spesso a causa di una certa rigidità aziendale.
Con il progetto Work-Family Balance Assessment (ovvero la “valutazione della conciliazione tra vita lavorativa, familiare e personale”), il Dipartimento per le Pari Opportunità intende promuovere la conciliazione famiglia-lavoro, a cominciare dalla sensibilizzazione delle aziende verso una nuova politica di organizzazione del lavoro.

Obiettivo dell’iniziativa, che al momento ha tutte le caratteristiche di un work in progress, cioè di un lavoro in via di definizione e miglioramento, è appunto sensibilizzare imprese, organizzazioni del terzo settore e pubblica amministrazione locale ai vantaggi della conciliazione, mediante un modello di valutazione che porti al concetto di azienda family-friendly, cioè vicina alla famiglia e alle sue esigenze, e la verifica dell’applicazione degli strumenti legislativi a sostegno di maternità e paternità, per il diritto alla cura e formazione e la conciliazione tra lavoro e famiglia.
Il progetto si articola in una serie di fasi: predisposizione di un modello di valutazione, che permetta anche una comparazione tra l’Italia e altri Paesi, in grado anche di definire possibili azioni per migliorare la conciliazione; avvio di un’apposita sezione sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità; elaborazione dei dati ottenuti; predisposizione di indicazioni sulle azioni da intraprendere per migliorare la conciliazione nelle organizzazioni italiane.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Consorzio ELIS per la formazione professionale superiore e lo IESE Business School – University of Navarra di Barcellona, che insieme, nel 2008, hanno avviato una partnership proprio per sensibilizzare le aziende italiane sul tema della conciliazione lavoro-famiglia.
Al momento sono stati organizzati due workshop o incontri di studi nella sede di ELIS, a Roma: il primo, il
19 maggio, rivolto ad alcune grandi aziende del consorzio, seguito da un seconda giornata, il 7 luglio . Nei quasi due mesi intercorsi tra i due appuntamenti, esperti del consorzio hanno poi incontrato, da una parte, i Dipartimenti della Famiglie e per le Pari Opportunità italiani, e dall’altro lo staff dello IESE e membri della Boston University per acquisire esperienze e conoscenze.

Ne è emerso come la conciliazione si declini su tre livelli: sistema Paese e sostenibilità dello sviluppo culturale e sociale; organizzativo e legato alla competitività; individuale e relativo all’equilibrio di vita. Per quanto riguarda le aziende, favorire o meno la conciliazione rientra in una scelta culturale, che non può prescindere dall’impegno di chi l’impresa la guida, e al tempo stesso ha un impatto rilevante su motivazione, coinvolgimento e qualità del lavoro del personale.
Quindi il punto di partenza, su cui si è ragionato in vista di finanziamenti, è lo sviluppo di una cultura aziendale idonea, attraverso seminari manageriali, accompagnata da informazione e formazione al rientro da maternità o malattia, interventi per i responsabili di persone e per i dipendenti, sull’armonizzazione di famiglia, lavoro e vita personale, nonché corsi per “incaricati della conciliazione”, incentivi per favorire il part time anche reversibile e una maggiore flessibilità dell’orario di lavoro, puntando di più su asili nido aziendali o convenzionati.
Accanto al lavoro di formazione, per modificare la cultura e mettere in evidenza i benefici della conciliazione, non possono mancare meccanismi di premialità che spingano le imprese a cambiare il loro modus operandi, anche attraverso una sorta di certificato per le realtà “familiarmente responsabili”.

Le considerazioni emerse dalle giornate di studio finora organizzate non possono però prescindere da un modello di valutazione delle prassi aziendali italiane in modo da avere una fotografia della situazione attuale.
A questo proposito, il riferimento è l’indice Family-Responsible employer index – IFREI, elaborato dallo IESE nel 1999, che stabilisce il grado di applicazione di politiche di conciliazione vita privata-vita lavorativa e nel corso degli anni ha via via coinvolto diversi Paesi in Europa e Sud America, fino alla predisposizione di studi personalizzati per l’auto-diagnosi aziendale.
Dal punto di vista pratico, si tratta di un
questionario che l’amministratore delegato o il direttore delle risorse umane dell’azienda può compilare direttamente on line per ricevere la valutazione sul livello di conciliazione presente nella sua struttura e sui passi da attuare per migliorarlo. Un sistema declinabile ed estendibile, come nel caso italiano, a realtà del terzo settore e pubblica amministrazione locale. Un modo per permettere alle aziende di conoscersi meglio, ma anche per ottenere una serie di dati su cui lavorare in un secondo momento sul piano politico, attraverso decisioni e prassi in grado di migliorare le situazioni singole come quella generale.
Per fare in modo che le esigenze di conciliazione tra vita privata e lavoro, che interessano soprattutto le donne, non vengano vissute come un peso dalle aziende ma possano diventare un punto di forza anche economico.
La sezione dedicata al progetto sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità
Il blog Conciliazione & Famiglia
La presentazione del workshop del 19 maggio (PDF, 1,4 MB)
L’indagine 2008 in Italia di IESE e Consorzio ELIS (PDF, 1 MB)
Una proposta di allineamento terminologico tra espressioni relative alla conciliazione in inglese e in italiano